italia.it: varato e ..affondato!

Italia.it, il portale del turismo italiano e’ online da pochi giorni e le critiche sono pesanti e spaziano su tutti fronti; a partire dal logo [valore 100mila Euro] per arrivare all’usabilita’ [il poratle pare che non rispetti a pieno le indicazioni della legge Stanca] fino alla grafica, alle strategie di promozione online, e non ultimo, i contenuti.

E dire che (ci) e’ costato 40 milioni di Euro. :-\

logo italia

Questo e’ il logo, e su designerblog ci spiegano perche’ non sia adeguato.
In effetti non piace nemmeno a me: la “T a peperone”, i colori della bandiera posizionati al contrario, rosso – bianco – verde invece di verde – bianco – rosso, tutti quei font messi insieme… ed in generale un “cattivo feeling” percepito.

Per quanto riguarda i contenuti mi hanno davvero lasciato perplesso.
Nella maggior parte delle pagine che ho aperto, per non dire tutte, per poter leggere qualcosa e’ necessario scrollare.
I testi sono tutti uguali, persino i titoli hanno stesso colore e dimensione del corpo del testo. E poi non sembrano scritti per il web; con quei lunghi periodi, danno l’impressione di essere pagine strappate da un’enciclopedia.

Clicco su “Cosa fare” e si apre una pagina con questi contenuti:

“Il Barocco in Italia.
Il Barocco, lo stile nato per stupire. Nel Seicento gli stucchi dorati e gli intarsi di marmo che decorano gli interni delle chiese, le architetture maestose e teatrali dei palazzi, la pittura dai toni drammatici ed esuberanti, cambiano il volto dell’arte in Italia da dove si diffonde, poi, in tutta Europa.”

Cosa fare in Italia… il barocco?!? Mah.
E quello riportato e’ solo il primo periodo, non l’intero capoverso!

Per quanto riguarda le attivita’ di promozione online del portale, ed in particolare per il SEM rimando agli infuocati articoli di Jacopo e soci, che hanno anche aperto un sondaggio ed una indagine per scoprire chi e’ l’agenzia che se ne sta occupando. Una impresa piu’ complicata di quanto si potrebbe pensare, visto che in fin dei conti parliamo di denaro dei contribuenti; perche’ dovrebbe essere un mistero sapere chi sta lavorando su questo portale?

C’e’ da dire una cosa, noi italiani siamo particolarmente bravi a darci addosso. Per noi l’erba del vicino e’ piu’ verde per definizione. Ci manca quel pizzico di nazionalismo che ad esempio, e’ tipico dei nostri cari cugini francesi.

Eh pero’ bisogna ammettere che questa volta i motivi per criticare questo gigante dai piedi di argilla ci sono e sono evidenti. Si doveva fare di meglio per almeno due motivi

  1. per le risorse e i tempi che sono stati dedicati;
  2. per tutti quelli che prima che gli venga affidato un CMS da tremila Euro vengono sottoposti ad interminabili radiografie e sondaggi da parte del cliente, il quale giustamente ci rimette di tasca propria e vuole sapere cosa otterra’.

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Un commento

  1. Lapo 24 febbraio 2007 - 6:10 pm | #

    Le riferite a Stanca riguardano il completo disattendimento della normativa Stanca (appunto) sull’accessibilità dei siti web, *obbligatoria* per i siti delle Pubbliche Amministrazioni (e a maggior ragione, quindi, se il contratto lo firma parte del Governo).

    Non so se ti sei fatto un giro, ma per cominciare a navigare devi sopravvivere a TRE filmati Flash, peraltro poco curati, con immagini sgranate e lunghi una cifra, per ritrovarti in un sito per davvero poco usabile (ci son stato qualche minuto ma non ci ho capito una mazza, con quelle cartine dove clickare per le destinazioni). Un chiaro esempio di come sperperare denaro pubblico.

Un trackback

  1. [...] Sul perchè si sia avvertita la necessità di intervenire sul progetto originale mi ero già espresso. [...]

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