Le rivoluzioni dei cittadini digitali
- Posted by Donato on May 7th, 2007 filed in Blogosfera
I cittadini digitali saremmo noi, quelli che popolano la Rete, leggono, bloggano, scambiano idee, magari hanno anche una seconda vita online.
Le rivoluzioni sono quelle che si sono realizzate negli ultimi tempi. Mi riferisco a quella nata da una petizione contro i costi di ricarica dei cellulari e sfociata nella loro abolizione per legge.
Oppure alla storia più recente che ha visto gli utenti di Digg, prima pubblicare la chiave per decriptare il DVD-HD; poi reagire al tentativo degli amministratori di eliminare tutti i riferimenti incriminati, ripubblicandoli in massa.
Alla fine gli amministratori di Digg hanno deciso di arrendersi, e di accontentare gli utenti. Ora rischiano una causa intentata dalle major che potrebbe mandare Digg a gambe all’aria, ma come ha detto il suo fondatore
“Se perdiamo, al diavolo, almeno siamo morti tentando!”
[via Gaspar]
Ammettiamolo, queste storie un pò ci rendono fieri di far parte di questo mondo digitale, dove forse è ancora possibile affermare con successo delle idee se largamente condivise, e contrapporsi alle decisioni prese dall’alto.
Eppure come ha splendidamente fatto notare Massimo su PI:
Ma quasi mai al “contiamoci” che la rete catalizza seguono capacità di influenzare scelte e decisioni nelle sedi deputate. Internet vive in questo splendido e fastidioso isolamento politico: rappresenta ancora una sorta di Arcadia nei cui laghetti specchiare la bellezza dei nostri principi senza poi doverci caricare di seccature supplementari.
C’e’ da dire che questo isolamento, forse, in alcuni casi non è nemmeno un fastidio, anzi.
C’e’ un pizzico di compiacimento, nel pensare di appartenere ad una piccola aristocrazia digitale?
Proprio oggi mi è capitato di parlare in un paio di differenti occasioni, di come sia diventato importante, non solo “sapere“, ma anche o forse soprattutto, “saper cercare” le informazioni.
Nella vita di tutti i giorni, se leggere due giornali non è la stessa cosa che leggerne uno solo, figuriamoci l’essere capaci di cercare informazioni [on ed off line], destrutturare i palinsesti radio e tv, scegliendo ciò che vogliamo vedere e ascoltare attraverso nuovi media (tv on demand, satellite, eccetera) e mezzi più o meno consentiti (p2p).
Questo è solo un esempio di come potrebbe (possa?) esistere una fruizione di tipo conscio e selettivo, contrapposta ad uno meno conscio e più passivo. E’ in sostanza il digital divide.
La domanda è: ma chi sta da questa parte, è proprio sicuro di voler tendere la mano verso chi è digitaldiviso?
Si, ok, probabilmente ad un quesito posto in questi termini sarebbe politicamente corretto rispondere di si, ma in concreto cosa stiamo facendo?
Tanto perchè di domande ne ho fatte poche in questo post, ma i barCamp, ad esempio, possono essere un’occasione per coinvolgere gente nuova, gente che magari si sta perdendo qualcosa, obnubilata da insulsi programmi tv, realitisciò, e gossip a più non posso?
Ah, non ho idea di chi vorrà rispondere a queste domande, né se qualcuno lo vorrà fare, ma se me lo ricordo sabato prossimo le ripropongo a Matera.
Io, nel mio piccolo credo che questa sarebbe la più importante delle rivoluzioni: allargare a tutti la possibilità di accedere alla Rete e trarne i vantaggi che ne derivano, nella vita di tutti i giorni, anche in quella analogica!
Technorati Tags: cittadini digitali, digital divide, rivoluzioni
2 Responses to “Le rivoluzioni dei cittadini digitali”
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8 May 2007 alle 7:27 am
Con me, sfondi una porta aperta. Sono anni che faccio proselitismo in ogni occasione, e da sempre sono convinto che, oltre la divisione tra chi ha accesso a internet e chi no, ci sia anche la divisione tra chi sa fare una ricerca su Google e chi no.
D’altra aprte, ogni nuova tecnologia necessita almeno una trentina d’anni per diventare veramente pervasiva, e io credo che per il 2025 ci saremo arrivati
9 May 2007 alle 12:16 pm
Non pensavo minimamente di sfondare alcuna porta, avevo piacere di conoscere il tuo pensiero in proposito, sopratutto dopo aver visto il filmato “Nicola Mattina & friends” dello ZenaCamp.
Mi farebbe piacere sapere anche come la pensano tanti altri blogger, ma ho un po’ di pudore a lanciare un meme.
Lascio alla libera iniziativa di chi volesse contribuire, e magari a qualcun altro chiedero’ di rispondere sabato al barCamp Matera.
Ciao, ci vediamo li’.