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Quanto costa un sito internet?

E’ la domanda più odiata, ed anche quella che viene immancabilmente posta: quanto costa un sito web?

E’ la più odiata perché presuppone un approccio sbagliato alla Comunicazione, ma resta un passaggio obbligato perché giustamente qualsiasi imprenditore, prima, vuole sapere quanto dolore sentirà al portafoglio. E si sa, alcuni imprenditori sono molto sensibili in quella zona.

La domanda è mal posta perché sarebbe più opportuno parlare di investimento, più che di costi. La differenza sta nel fatto che i i primi hanno un ritorno economico a vantaggio di chi lo compie, i secondi no, o non in maniera diretta.

Se investo 5 per ottenere 7, l’investimento è positivo, se investo 5 per ottenere 4 l’investimento non ha portato degli utili, ma non è detto che non sia stato positivo; tutto dipende dalle aspettative iniziali. Bisogna anche tenere conto di eventuali effetti positivi immateriali, come ad esempio il ritorno di immagine che si può ottenere da una Comunicazione efficace.
Diversamente, se si parla di costi, ci si riferisce a delle uscite che non producono alcun utile diretto.

Allora, la domanda appropriata è:

Quanto investire in Comunicazione online?

Rispondere a questa domanda, comunque non è facile, e molto cambia in relazione a chi è che la pone.
Prendendo come riferimento le Piccole e Medie Imprese che spesso non hanno al loro interno un ufficio Marketing che possa fornire dei dati a supporto della decisione, proverò a fornire qualche spunto di riflessione.

Mi piacerebbe poter dire che il sito vetrina è morto; forse è ancora presto per il funerali, ma la direzione dovrebbe essere quella. Siamo in era di Rich Internet Application [RIA] e web2.0, la parola d’ordine è interagire con l’utente.

La Comunicazione online dovrebbe essere sfruttata dalle aziende per instaurare conversazioni con i propri clienti, fornitori, partner, e con tutti gli stakeholders.

Tramite il sito Internet, se appropriatamente strutturato, possiamo conoscere meglio i nostri clienti, ad esempio attraverso la registrazione in una area riservata del sito per accedere a contenuti particolari. Conoscendo anche nominalment chi utilizza il nostro sito, possiamo sapere che rilevanza ha l’utenza online per l’azienda.

Ad esempio, l’azienda XY ha 300 clienti che realizzano un fatturato di 1 Mln e 200 mila Euro; dei trecento clienti un terzo sono registrati online, quindi 100 clienti.
Indicativamente un terzo dei clienti producono un terzo del fatturato, quindi diciamo 400 mila euro [il calcolo potrebbe essere molto più preciso nella realtà].
Quale percentuale di questo fatturato è possibile dedicare alla Comunicazione online?

Di nuovo, la risposta a questa domanda varia di caso in caso, e naturalmente ci sono numerosi altri fattori di cui tenere conto, tra cui gli obiettivi chel’azienda si prefigge di raggiungere, che possono andare dalla “fidelizzazione dei clienti attuali” allo “sviluppo di nuovi clienti”, attraverso campagne mirate che ovviamente avranno nel sito internet il bacino di raccolta delle adesioni. Tutti obiettivi che andranno espressi in maniera che siano il più possibile quantificabili, per poter misurare i risultati ottenuti.

Definire una strategia di Comunicazione on ed off line, determinare un budget dedicato, possono sembrare, nel turbinio delle riunioni di tutti i giorni, uno spreco di tempo e risorse, o comunque una faccenda da grandi multinazionali.
Al contrario, solo uno sforzo di questo tipo consente di mirare l’investimento in maniera che producano un ritorno. Solo così si può sperare di non buttare soldi dalla finestra. Anche, o soprattutto per PMI.

Come viene calcolato il budget di Comunicazione nella tua azienda?


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