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Iphone tra ghost marketing e ossessione

Ossessione: turba psicopatologica dell’ideazione caratterizzata essenzialmente da rappresentazioni coatte di idee, immagini, parole, impulsi motori o inibizioni.
[De Mauro]

Steve Jobs è senza dubbio riuscito a propinarci una nuova ossessione. Non è la prima ad opera del guru di Cupertino, ma che sia possibile decretare il successo di un cellulare, come di qualsiasi prodotto, il giorno stesso della sua uscita, dopo mesi di attesa è una cosa singolare, e lo ha spiegato in maniera egregia Vittorio Zambardino.

[...] l’iPhone non esiste ancora, non fino al suo lancio nei negozi americani, e per noi europei anche oltre, a fine anno. Voglio vedere qual è il pirla che se lo compra a New York e lo porta qui senza che sia ancora in vigore un accordo con la Tim o Vodafone o sa Iddio chi. Davvero, in queste ore, è importante capire che non si parla di una cosa, ma si parla della parola, capire che i media raccontano “media-liti”, reperti di comunicazione, e che sono obbligati a farlo. E la voce narrante, la musica è una sola. La sua. [di Steve Jobs, ndr]

Ho notato il post di Vittorio grazie a Massimo, e come ho anche scritto in un commento su Telcoeye, condivido a pieno le affermazioni in esso contenute, ed aggiungo che tutto ciò che ha a che vedere con l’iphone mi interessa più da un punto di vista dell’analisi delle dinamiche di comunicazione che per l’oggetto in sé, a cui peraltro mancano alcune delle importanti caratteristiche che avrà il mio prossimo acquisto in materia di comunicazione mobile, sia esso l’HTC Kaiser o il Toshiba G900.

Tutto quello che manca all’iphone ce lo spiega Bayle, anche se lui dice che la tastiera non è importante, ed invece per me è uno dei primi che cerco, ad oggi.

Tornando al ghost marketing, ciò che trovo più sensazionale è proprio il fatto che a Steve Jobs sia riuscita la magia di far passare per rivoluzionario un oggetto che a mio avviso non lo è così profondamente come si vorrebbe far credere, soprattutto dal punto di vista della connettività, visto che almeno per ora l’oggetto non è Umts e non sarà wifi nemmeno in futuro, per quanto ne sappiamo.

Credo che possa condividere questo mio pensiero chiunque abbia o abba avuto un palmare. Il punto è proprio questo, i possessori sono una nicchia numericamente molto più piccola rispetto ai possessori di cellulare. Sicuramente in Italia, ma credo anche nel resto del mondo.
L’iphone è uno smartphone con funzioni molto avanzate, bello come solo la Mela col morso sa proporre, però non credo che tutto questo giustifichi le folle adoranti e le attese per la corsa ad esserne il primo possessore.

No, non credo che siano le caratteristiche tecniche dell’oggetto ad averne decretato il successo, c’è piuttosto una eccezionale capacità di giocare con l’immagine e la comunicazione propria e della propria azienda. Merito a Steve Jobs.

Con la stessa curiosità attendo di vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, quando così alte aspettative si scontreranno con la realtà, che si sa, è sempre un pò meno affascinante dell’immaginazione.



3 Responses to “Iphone tra ghost marketing e ossessione”

  1. Luca Moretto scrive:

    penso anch’io che la tastiera QWERT sia importante…

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  1. Grey Matters» Blog Archive » Parliamoci chiaro, quanto vali?
    [...] bit of chaos, albey’s blog, blublog (x2), catepol2.0 (x2), vittorio pasteris, sbontolo, markingegno, il taccuino di eddypedro (x2), boliboop, ...
  2. » Meglio un iphone oggi o un android domani? | Il blocco-note di Markingegno
    [...] al recente keynote da Steve Jobs. Mi tenevo ben alla larga dal farmi coinvolgere dalle strategie di ghost marketing ...

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