Manuale utente, che passione!

Ho da poco finito di scrivere due manuali utente (sarà questo il plurale corretto?) e non mi sono ancora ripreso del tutto.

Scrivere è di per sé un’operazione che richiede concentrazione, scrivere un manuale comporta uno sforzo mentale ulteriore, perché bisogna scendere di uno o due gradini rispetto alle proprie conoscenze e capacità di comprensione della materia. Bisogna mettersi nei panni di chi non sa, non conosce.

Apparentemente potrebbe sembrare cosa facile, ed invece ci sono delle insidie. Inoltre se il lavoro è lungo comporta un certo grado di intossicazione da rigidità del linguaggio. E’ la sensazione avvertivo e che ho compreso pienamente quando ho potuto dedicarmi a letture più piacevoli: è stato come tornare ad assaporare prelibatezze dopo un periodo di dieta a pane ed acqua.

Per la redazione di un manuale ogni procedura deve essere scomposta mentalmente in singoli step, ed ogni step deve essere ridotto ad input elementari, perché nulla può essere dato per scontato, per noto, da parte del potenziale lettore del manuale.

Così, un’affermazione semplicissima come “andare sul blog e scrivere un post” diventa:

Inserire l’indirizzo (url) dell’area di amministrazione del proprio blog;
Inserire nome utente e password e cliccare su Login
Nella scheda bacheca (dashboard) cliccare su scrivi (write)
Completare i campi Titolo, Post, …

E per comodità abbiamo dato per scontate alcune informazioni preliminari che altrimenti avremmo dovuto esplicitare: avere un blog attivo, sapere cosa sia, conoscere l’url.

Per quanto ci si possa sforzare di essere chiari è davvero difficile riuscire ad assecondare i processi cognitivi di una persona con cui non si ha la possibilità di interagire.

Forse non dovrei dirlo proprio in questa occasione, ma credo che i manuali oggigiorno abbiano poco senso di esistere. Serve invece un sistema scolastico che dia a tutti davvero la competenza minima necessaria per acquisire nuove conoscenze sulle questioni tecnologiche:

  • accendere un computer,
  • accedere alla Rete, possibilmente in maniera veloce [adsl o superiore],
  • usare efficacemente un motore di ricerca.

Attenzione, non sto dicendo che questo sia l’unico modo per acquisire nuove conoscenze, un buon libro o un viaggio sono esperienze eccezionali. Ma se parliamo di tecnologia, gli strumenti interattivi e di formazione a distanza [FAD] sono tali e tanti da rendere qualsiasi manuale un oggetto da museo archeologico.

Adesso che ci penso uno dei due manuali spiegava come usare proprio uno strumento di elearning e remote networking. Magari servirà a dei formatori che diffonderanno conoscenze informatiche.

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