Pay per post, article marketing e nanopublishing

Mentre i blogger fanno autoerotismo interrogandosi riguardo la loro stessa autorevolezza, la capacità di influenzare le scelte d’acquisto e la possibilità di misurare il valore di tutto questo, le aziende cominciano timidamente a chiedersi se la blogosfera possa svolgere un ruolo nelle dinamiche di comunicazione tra imprese e consumatori.

Qui in Italia si discute di article marketing

l’Article Marketing consiste nella realizzazione di articoli e contenuti approfonditi sulle tematiche più svariate che vengono poi pubblicati in siti e portali dedicati, con un conseguente (ed auspicabile) effetto domino di diffusione In Internet. Uniche caratteristiche davvero richieste: qualità ed utilità dell’articolo

Oltreoceano, invece piacciono le americanate, ed allora c’è lo spregiudicato Pay Per Post [PPP], così le aziende pagano direttamente il blogger per le recensioni positive dei prodotti. Oh, ma sia chiaro, il blogger non è obbligato a recensire positivamente l’oggetto, solo che le recensioni negative di fatto non vengono retribuite.

I blog possono davvero essere uno strumento di comunicazione per le imprese?

Fino a che punto il reciproco interesse mostrato da almeno una fetta della blogosfera, e da alcune aziende più dinamiche ed intraprendenti, potrebbe far decollare il nanopublishing in Italia?

E’ una domanda a cui è difficile dare una risposta, quello che credo è che le aziende semplicemente non possano permettersi il lusso ancora a lungo, di restare a guardare dalla finestra. Si sta parlando e si parlerà sempre di più di loro e dei loro prodotti, dovranno e forse devono, attrezzarsi per partecipare alla discussione o ne resteranno fuori.

Il vecchio principio per cui non si può non comunicare è ancora valido. Restare in silenzio è una scelta, una decisione che vede l’azienda subire la comunicazione piuttosto che esserne protagonista, con tutte le conseguenze che ciò comporta.

Finora la via più battuta, sembrerebbe essere quella di comprare, la piattaforma, il blogger, o addirittura il singolo post. Non sono convinto che il futuro sia in questa direzione, auspico invece che le aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni imparino a padroneggiare il nuovo media, così come hanno imparato (o avrebbero dovuto) a gestire il proprio brand, il customer care, e la comunicazione attraverso i media tradizionali.

Naturalmente essere in grado di dialogare con la blogosfera, e attraverso di essa con il proprio pubblico di riferimento comporta una riorganizzazione dei processi interni, non è qualcosa che si improvvisa o che si può arrangiare. In pochi lo hanno già capito, in molti, credo, seguiranno.

Potrebbe interessarti leggere:

  • Sembra non ci siano articoli correlati

Un commento

  1. index 9 agosto 2010 - 1:56 pm | #

    Ottime considerazioni, chiss? se le aziende italiane prenderanno questo treno al pi? presto, ho i miei dubbi.

Lascia un commento

La tua mail non sarà mai pubblicata o ceduta a terzi. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*