Web2.0 ..e se lo chiamassimo web, punto?

Il titolo di questo post riprende il senso dell’affermazione di Dema questa mattina su Twitter.

Sarà che nel periodo estivo la blogosfera si assottiglia, come cala in generale il numero delle persone che navigano, ma forse qualcuno si sta facendo prendere dalla fobia da riduzione dei reader. Tranquilli signori, il calo vale per tutti, poi passa.

Dopo la giornata dedicata allo scambio di amicizie virtuali su last.fm, sempre via Twitter, si è passati ad invitare ad aggiungere feed, contatti su Pownce, Openpeople, e praticamente ogni sorta di social network. [Non li linko, per trovarli basta cercare su google]

Dopo tutto questo è quasi naturale che il sempre pacato Eio mediti folli idee di sterminio.

propendo per lo sterminio di massa degli invitatori ai social networks stamattina :)

Di un tenore appena più democratico l’affermazione di Beggi:

posso dire che mi sono un po’ rotto del duepuntozero?

Con Bob che sarebbe disposto a baciarlo se non avesse la barba.

Insomma, credo che a questo punto sia chiaro il contesto da cui parto per dire quello che penso.

E’ senza dubbio vero che ci siano delle perversioni, nel senso buono, nella blogosfera.
Dalla mania di protagonismo, al cielolunghismo, dai meme furbetti, fino alla voglia di essere sempre i primi a sperimentare l’ultima diavoleria sociale.
Ne siamo tutti affetti, chi più chi meno, se non a questa a qualche altra mania da blogger.

Ora, il numero delle persone che utilizzano i social network, scrivono sul proprio blog e aggiungono contatti è in crescita; la confusione aumenta di conseguenza. Nasce la necessità di creare filtri più efficaci per selezionare quello che ci interessa da ciò che non possiamo seguire per ovvi limiti di risorse.
Nello stesso tempo, se si chiude troppo la porta si rischia di impedire anche a quello che c’è di buono di entrare.

Tutto questo lo possiamo chiamare web2.0, internet, social life, la parte abitata della rete, o come pare a voi, ma la questione è semplice, vogliamo o no che l’accesso a queste risorse sia a disposizione di tutti?

No, non sono marxista, non mi sento di esserlo, e per carità non dico che ci dobbiamo fermare tutti per aiutare chi è indietro.

Ritengo però che il problema non stia nel nome che diamo al fenomeno, quello che forse c’è da modificare sono i nostri comportamenti. Cambiamo la netiquette:

  • censuriamo chi utilizza i meme solo per scalare le classifiche
  • stabiliamo che su twitter vanno segnalati solo i post degli altri, se ritenuti interessanti, non i propri
  • prima di invitare chiunque ci capiti a tiro su un social network valutiamo l’effettivo utilizzo che ne vogliamo fare
  • e così via…

Il media siamo noi, non è forse così?!?
Qualche post fa ho deciso di allargare il mio network su linkedin, e mi sono beccato una reprimenda da storiedime perchè secondo lei su linkedin ci si contatta solo tra persone che hanno lavorato insieme. Punti vista, io ho voluto dare un’interpretazione diversa alla cosa. Forse mi sbaglio io, ma ho motivato la mia scelta.

Ritengo quindi di aver rispettato la netiquette, anche se è vero, ho segnalato il post su twitter. Mea culpa, lo faccio raramente, e lo farei ancora meno se non vedessi segnalazioni del genere ad ogni piè sospinto.

Probabilmente in tante altre occasioni sarò stato io stesso ad adottare un comportamento censurabile, e allora diciamolo, con cortesia, possibilmente, come si fa su usenet quando il niubbo di turno non quota.
Glielo si fa notare, con tatto la prima volta, se persiste viene plonkato. Facile, più o meno indolore, e la blogosfera ne guadagnerebbe.

Chiamiamolo web, punto. Ma gestiamolo meglio.

8 commenti

  1. catepol August 1, 2007 - 6:50 pm | #

    non so sai…una netiquette restrittiva non va bene.
    nel senso io sono la prima da censurare…

    però penso che è il buonsenso che deve guidarci nei nostri comportamenti sociali online…

    siao in troppi per avere una netiquette restrittiva

    e poi ognuno, parlo di twitter, lo usa a modo suo

    a me sta seguire o non seguire chi mi dà fastidio col suo modo di fare e di cinguettare…

    e posso farlo

    idem per tutti gli altri social network

    sul chiamiamolo web…concordo
    oramai tutto il web funziona sociale

    solo che è nostro compito far capire esattamente come funziona e che c’è bisogno della presenza di tutti

  2. kOoLiNuS August 1, 2007 - 6:58 pm | #

    a dire il vero la maggior parte di questi social-aggregatori che nascono e hanno un boom in meno di due settimane presentano notevoli problemi quando li si usa seriamente.

    hai provato a cancellarti da qualcuno di questi servizi ?

    hai provato a fare una ricerca x contenuti o per persona su questi servizi ?

    l’unico che tiene botta è – a mio avviso – flickr (e penso a YouTube mentre scrivo questo commento), proprio perche’ sin dal principio avevano chiare le interazioni che il servizio doveva gestire.

    quindi si Donato, sono daccordo con te. dobbiamo solo pensare a “nuovi” modi di usare questi social-cosi … l’ ora è arrivata !

  3. gigicogo August 1, 2007 - 7:16 pm | #

    Caro Donato,
    lucido come sempre, mi fai riflettere.
    E devo dire che alcuni scambi sui social network li ho lanciati proprio su Twitter, tipo quello di last.fm.
    Ma non mi sento di dire mea culpa, perchè non lo faccio per le classifiche. E lo ho ribadito mille volte.
    Ma lo faccio per fare RETE, rete vera.
    Non riesco ancora a discriminare. Forse sbaglio a fare massa. Ma solo facendo massa poi trovo le persone giuste, quelle che, magari, posso frequentare anche fuori dal social network, nella rete reale.
    Un mio post, su questo, è abbastanza esplicativo: http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/02/una-vera-rete-sociale-gi-dagli-anni-90.html
    e anche le motivazioni degli ultimi post di Caterina sono esaustive.
    Si può andare oltre il virtuale.
    Ciao, e continua a farci fare autocritica ….socio :-)

  4. Cate August 1, 2007 - 7:37 pm | #

    Trovo utile che ci si dia un indirizzo.

    Se non altro perchè poi, seguendo semplicemente i meccanismi mediatici, sono i contenuti a rimetterci.

    Mi spiego.

    Se uso twitter solo per dire che ho scritto un post, e poi non comunico null’altro, allora potrei tranquillamente tacere.

    Se scrivo diversi post, citando sempre gli stessi, in una sorta di circolo vizioso e viziato, sono io che ci rimetto, e la mia credibilità con me.

    Se invece, apro nuove finestre a chi mi legge, e ogni tanto segnalo un post che ho scritto, perchè lo ritengo di particolare interesse, la cosa diventa utile.

    Perchè ho capito che man mano, il giro di persone che “frequenti” sul web (punto) si allarga come una macchia d’olio, e il tempo per leggerli tutti con attenzione si riduce, specie nel caso tu debba stare sempre attento a quando pubblicano qualcosa.

    Scusa se sono stata prolissa… anche questo, in un certo senso va contro la netiquette!
    ;)

  5. Donato August 1, 2007 - 9:11 pm | #

    @all
    grazie per gli ottimi contributi, ognuno di voi mi ha fatto notare nuove sfaccettature

    @catepol
    io ho fatto qualche esempio, concordo sul fatto che il buonsenso dovrebbe essere la linea guida, ma allora di lamentarci dei cinguettii autopromozionali, se siamo i primi a tenere questi comportamenti.
    E proprio alcune “blogstar” non sono affatto immuni a queste ambiguita’

    @koolinus
    per questo dico, testiamoli seriamente prima di invitare questo e quell’altro mondo. Sta succedendo di nuovo con Openpeople, prima tutti a correre, ora qualcuno lo sconsiglia addirittura. In altri tempi si era piu’ restii a fornire il proprio indirizzo email.

    @gigi
    ehi, socio, la mia e’ chiaramente un’analisi di tipo “sociologico”, con il dovuto rispetto per chi fa *vera* sociologia, quindi non intendevo puntare il dito verso nessuno, tanto meno nei tuoi confronti, visto che so come la pensi ;)

    @cate
    hai colto nel segno, e no, non sei stata prolissa :)

  6. Nemolog August 3, 2007 - 2:27 pm | #

    il tuo blog mi piace un sacco, molto interessante… quindi: linkato! ci tornerò spesso..

  7. Enrica August 3, 2007 - 10:32 pm | #

    Considerato che è estate e i viaggi e gli spostamenti per le vacanze aumentano si potrebbe approfittare per disintossicarsi un attimo da questi social network virtuali e dedicarsi ad incontrare gente – anche nuova – di persona. Anche se trovo decisamente eccessiva la proposta di chiudere internet per cinque anni perché la gente – è stato detto – non esce più di casa, un fondo di verità in questo c’è. Lasciamo i social network alle nebbie e alle piogge del prossimo autunno !

  8. Alessio August 9, 2007 - 6:09 pm | #

    2.0 o no internet rimane uno strumento straordinario

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