Traghettare le aziende nel web
- Posted by Donato on September 15th, 2007 filed in Tools, Web marketing

photo credit: maxsomma
Esistono aziende di livello internazionale, che fatturano centinaia di migliaia di Euro, che però non hanno la più pallida idea di come gestire la propria presenza online.
Chi scrive sui blog, ed in gran parte anche chi li legge e li commenta, è gente che ha un rapporto stretto con Internet. Là fuori invece c’è tutto un mondo, professionale e non, che con il web non ha alcuna relazione, e se ce l’ha è conflittuale.
Restiamo nell’ambito business. Small business, perché le grandi aziende dovrebbero muoversi diversamente.
In molti casi chi comanda davvero è ancora la figura del titolare. Certo adesso si chiama Amministratore Delegato, o Presidente, ma la sostanza non cambia, è lui che decide delle sorti dell’azienda, nel bene e nel male, dalle alleanze strategiche alla disposizione dell’arredamento negli uffici dei dipendenti.
Uomini fieri di quello che hanno costruito, consapevoli di esserci riusciti senza queste diavolerie elettroniche, di cui però si cominciano a rendere conto di non poter fare a meno. Allora vorrebbero eccellere, perché è quello a cui ambiscono.
Se fossi il titolare di una azienda e non conoscessi il web, come ti comporteresti?
Le possibilità sono due:
- Integrare; creare un team interno che gestisca gli aspetti di comunicazione online;
- Outsourcing; affidarsi a consulenze esterne;
Creare un team vuol dire individuare competenze in almeno tre settori:
- Grafica, un web designer;
- Programmazione, chi si occupa dello sviluppo delle applicazioni;
- Manageriali, dal disegno dell’architettura al coordinamento del team, fino allo sviluppo e gestione dei contenuti;
Individuare competenze in questi settori, a seconda delle dimensioni e complessità del progetto, può voler dire da un minimo di tre persone in su, a meno che non si voglia penalizzare pesantemente almeno uno delle tre aree.
Affidarsi all’outsourcing, invece, vuol dire selezionare una figura capace di interfacciarsi all’azienda per sviluppare un progetto di comunicazione online da realizzare tramite l’intervento di professionisti esterni. In questi casi si dice che l’azienda può rimanere concentrata sul proprio core business e delegare l’adempimento di compiti che non rientrano nel fulcro della propria attività, per non disperdere risorse.
La scelta tra le due possibili soluzione va ovviamente determinata in base ad un’analisi di costi - benefici:
- è più complesso e costoso integrare le figure professionali o avvalersi di consulenti esterni?
un’azienda potrebbe avere alcune risorse già disponibili, come un grafico, o un manager; - che ruolo ha la comunicazione online nel sistema complessivo di comunicazione aziendale?
se non c’è intenzione di puntare fortemente sulla comunicazione online potrebbe essere uno spreco costituire un team interno; - che esperienza ha l’azienda sul web? ‘è già una storia pregressa, o è il primo approccio al web?
se i passi da compiere sono incerti, sfruttare l’esperienza e la competenza di soggetti esterni può essere vantaggioso
Delle due soluzioni non ce n’è una buona e una cattiva, dipende dalle caratteristiche dell’azienda, dal contesto in cui opera e da tanti altri fattori.
Il fatto è che prima di investire bisognerebbe documentarsi, per comprendere meglio. E se non lo può fare il titolare, allora lo dovrebbe fare qualcuno per lui all’interno dell’azienda. Altrimenti il reparto marketing cosa ci sta a fare?
- Technorati Tags: outsourcing, comunicazione online, azienda, marketing
2 Responses to “Traghettare le aziende nel web”
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17 September 2007 alle 5:07 pm
Nella mia esperienza, nel caso di small business l’outsourcing è la soluzione più efficace.
Mi riferisco non solo alla gestione del sito, ma anche alle altre attivita’ online (email marketing, motori di ricerca, etc).
Permette di non dover fare investimenti nelle persone, di usare fornitori che hano gia’ il know-how, e cambiare il fornitore se non soddisfatti.
Altro vantaggio, è il non dover gestire il turn-over (oltre che permessi, ferie e malattie) delle persone coinvolte nel progetto web.
Ci sono poche eccezioni.
17 September 2007 alle 5:33 pm
@Eugenio
grazie per il tuo contributo. La mia esperienza e’ la stessa