Conclusione dell’esperimento *blog and stars*

pubblico
photo credit: datarec

Si, la risposta è si.
In molti lo avranno pensato, ieri, leggendo il post con i cinque consigli per diventare una blogstar: è l’ennesima paraculata per tirar su gli ascolti i contatti; la risposta è si.

Domenica mattina, un pò di tempo a disposizione e nei feed impazza la conversazione su blogstar tali o presunte, più o meno chiuse in una casta. In settimana poi, venivo dalle riflessioni incrociate di Maurizio e Gaspar sull’autorevolezza, che in qualche modo è legata all’influenza e alla sua misurabilità, anche quella, più o meno reale o presunta.

In questo contesto ho deciso di scrivere un post con il chiaro intento di puntare al picco di visite. Detto, fatto.

Più o meno tutti ne siamo capaci, volendo. Ognuno potrebbe scrivere con l’obiettivo di richiamare quanta più gente possibile, ed invece scegliamo un ambito di intervento, uno stile personale, e nella maggior parte dei casi l’obiettivo non è il numero dei contatti che riusciamo a totalizzare, ma il contenuto di quello che abbiamo da dire.

Quando cerchiamo di definire la blogosfera dovremmo sempre tenere a mente quello che Mafe ha magistralmente definito ingenuità del giudizio:

Abituati alla stampa, che produce copie oggettivamente identiche, tendiamo a porci di fronte a una rete come se fosse una fonte unica e a scambiare il nostro vissuto con la realtà del fenomeno (detto più semplicemente, confondendo “i blog che leggo” con “lo strumento blog”).

Ognuno di noi costruisce attivamente la propria blogosfera, e quindi sceglie alla fonte cosa “vedere” e cosa ignorare. E’ evidente il rimando al concetto di percezione selettiva. Quello che percepiamo non è l’universo dei blog, ma al massimo una galassia, se non una piccola costellazione.

Nel contesto di questa piccola costellazione noi possiamo liberamente scegliere di offrire il nostro contributo, e lo possiamo fare in maniera aperta ed inclusiva, o con altri scopi, altrettanto rispettabili, come possono essere quelli di studio, approfondimento, o semplicemente di vivere le connessioni della Rete.

O semplicemente scrivere, come fa Sw4n, che ha perfettamente ragione nel dire

E’ pieno di persone che scrivono minchiate, non basta scriverle. basta saperle scrivere

Mi spiace che si sia sentito offeso, forse non ha colto il “terzo fine del post”:

  1. quello dichiarato, di scrivere qualcosa di simpatico
  2. il secondo, fare il picco
  3. il terzo fine era quello di dimostrare che in fondo non è così difficile incrementare le visite del proprio blog, se si vuole raggiungere lo status di blogstar.

.
Se invece il nostro scopo è quello di fare inclusione non dobbiamo fare altro che cercare di farci capire, stimolare e mantenere la porta aperta. Si, la porta deve essere aperta, ma le persone non le possiamo tirare dentro con la forza.

Ogni tanto potremo cedere alle lusinghe del celopiulunghismo, ma nel lungo periodo potremo sperare di raggiungere i nostri obiettivi. Me ne torno a scrivere di Comunicazione per quei quattro a cui interessa, sperando di riuscire ad avvicinare qualche lettore proveniente dal mondo reale, con buona pace di tutti.

Spero solo che chi ha letto il post precedente presto o tardi legga anche questo, altrimenti il messaggio è monco. Confido nella coda lunga.

Edit:
sento il bisogno di aggiungere delle conclusioni più esplicite.

Le blogstar non esistono.

Nessuno vuole assumersi tale ruolo, inoltre, si può sapere chi ha coniato questo termine? Negli USA si chiamano A-blogger, possibile che siano diventate star nella traversata dell’oceano?

Diamo a Cesare…

Arrivare ad avere molti lettori, per un lungo periodo di tempo non è così facile come generare un picco. Esistono dei trucchi, ma siamo sicuri che siano sufficienti nel lungo periodo? Io credo alla teoria dell’evoluzione della specie, per cui penso che alla lunga ci sia un merito se in tanti danno fiducia ad un blogger. Basta distinguere dalle mode passeggere.

Quando il volume è alto

Ho difficoltà a gestire il flusso dei messaggi già ora, figuriamoci un A-blogger. Può succedere che per mancanza di tempo, oppure perché semplicemente non è possibile seguire tutto, questo o quel progetto vengano trascurati. Non mi sento di condannare nessuno. Neppure Aghenor che non risponde ad una richiesta di informazioni! :p
Non potrebbe farlo con tutti.

Il rutilante mondo dello show-biz

Tutti, in un momento della nostra vita rischiamo di esserne affascinati, concedendo al nostro ego più spazio di quello che gli sarebbe dovuto. In questa categoria credo di incasellare quei meme – contest lanciati da blogger che per altre loro capacità meritano comunque stima.

[Now] That’s all folks.

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7 commenti

  1. catepol 17 settembre 2007 - 8:11 am | #

    ottimo… :-)

  2. Cate 17 settembre 2007 - 11:02 am | #

    Io il picco l’ho raggiunto con una porchetta con gli occhiali da sole…
    Vedi un po’ tu.
    ;)

  3. Sw4n 17 settembre 2007 - 11:31 am | #

    Il mio commento sul “sentirmi offeso” era platealmente scherzoso… Solitamente se mi offendo per davvero non commento neppure. :)

    Ho riflettuto però su quello che hai scritto su twitter, cercando un contatto diretto e un confronto diretto.

    Il reale problema, ovvero il topic su cui mi sono soffermato, è per l’ennesima volta l’ipotetico essere “blogstar” o meno… Non so, a volte mi incazzo coi miei commentatori, si trovano davanti un semplice blog personale (di successo, ma sempre un blog personale resta) e si permettono di insultare solo per il gusto di farlo. Che ne so…

    Non si sceglie di esser popolari, si scrive e basta. Se il successo arriva, il tutto non è mai così roseo.

    Intitola il commento “anche le blogstar piangono”.

    E’ stato un piacere. ;)

  4. Donato 17 settembre 2007 - 11:40 am | #

    @categong
    LOL

    @sw4n
    piacere mio, conservero’ gelosamente il post con le tue lacrime… :p

  5. Elena 17 settembre 2007 - 11:57 am | #

    A me basta che i pochi che mi leggono mi capiscano e cerchino un dialogo con me, anche perchè non sarei in grado di seguire tutti …

  6. Claudio Iacovelli 23 settembre 2007 - 9:22 pm | #

    Nel web esistono migliaia di comunità di utenti, che si conoscono e si ‘incontrano’ nella rete condividendo alcune idee.

    La rete potrebbe essere una chance per crescere culturalmente e professionalmente, a patto che ciascuno sia disponibile al confronto ed alla collaborazione.

    Nella realtà mi sembra, ma forse la mia visione é viziata da alcuni pregiudizi di base, che la realtà dei blog italiani sia di valore mediocre: vedo una forte contaminazione di interessi mediocri, e credo che siano esigue le comunità partecipate da professionisti desiderosi di sentirsi liberi tra pari.

  7. Donato 23 settembre 2007 - 10:52 pm | #

    @Elena
    peccato non sapere chi sei (il link che hai inserito e’ errato), e non mi azzardo ad indovinare, perche’ con gli scambi di persona ultimamente ho fatto un po’ di casini ;)

    Anche questo e’ un blog a dimensione unmana, con un po’ d ipazienza ce la faccio a rispondere a [quasi] tutti.

    @Claudio
    bisogna sfruttare la coda lunga, selezionare con cura, non smettere di cercare e non chiudersi alle novita’. Cosi’ possiamo costruire una rete di relazioni positive e di valore, non credi?

Un trackback

  1. [...] Edit lunedi 17 settembre. Se hai letto questo post, per comprendere a pieno il senso, ti invito a dare almeno un’occhiata alla conclusione dell’esperimento. [...]

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