Ieri ho vissuto due esperienze diametralmente opposte, partecipando ad una conferenza al mattino e ad una non-conferenza nel pomeriggio.
La mattina l’ho trascorsa a Taranto, dove si teneva la conferenza sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia, organizzata da Libera ed altre associazioni presso la Sala degli Stemmi Provincia. Un incontro che non può non essere definito un successo, secondo i parametri standard di questo tipo di workshop, molti autorevoli interventi, la simbolica quanto significativa presenza del sindaco Ippazio Stefàno, e.. un caldo boia.
Si, un impianto di condizionamento dell’aria sarebbe servito. Sarebbe servito anche contenere i tempi degli interventi, visto che suo malgrado, alle 13.00 circa, il coordinatore di Libera si è visto costretto ad eliminare la fase di dibattito previsto, promettendo agli studenti presenti un successivo incontro presso le scuole.
Sebbene la manifestazione sia riuscita, e probabilmente il suo effetto più importante lo produrrà all’esterno della sala, tramite i media, non ha niente a che vedere con quello a cui ho assistito la sera, a Bari, al Bollenti Spiriti Creative Camp.
I numeri che annunciavano l’evento parlano da soli: 250 iscritti al wiki, per una cinquantina di interventi previsti. Credo che gli interventi siano stati molti di più, perché non tutti hanno annunciato il proprio sul wiki.
Un successo di partecipazione strepitoso, organizzazione fantastica, complimenti, ed un clima che si respirava nelle sale del monastero di Santa Scolastica di incredibile voglia di fare, entusiasmo e partecipazione.
Anche qui per motivi di tempo si è dovuto eliminare la fase di dibattito a termine di ogni presentazione, ma non è stata la stessa cosa, perché ce n’erano di continuo, una dietro l’altra, e allora chi voleva fare qualche domanda si alzava per parlare con l’autore della presentazione e gli altri interessati. C’erano gruppetti di persone in ogni angolo a chiacchierare di creatività lungo i corridoi stretti che collegavano le tre sale delle non-conferenze.
Ho conosciuto Giovy, che mi ha presentato Pietro e Silvia dei Googlisti e ovviamente Mia; lo ha fatto dicendo “Lei è Mia”. Gag. ![]()
Chissà quante volte se l’è giocata, ma sono certo che a Mia non dispiace.
C’eravamo solo noi quattro, almeno non ho riconosciuto nessun altro, della cosiddetta blogosfera. Assente, non so quanto giustificato e giustificabile Nicola.
Ho scattato qualche foto col palmare, giusto per cercare di fissare qualcuno dei meravigliosi momenti che sembravano scorrere senza soluzione di continuità in un continuo inseguirsi di emozioni. Ma se volete vedere belle foto andate a vedere quelle scattate da Pietro e Giovy, il primo con una bella macchina fotografica, il secondo con una specie di arma impropria superaccessoriata.

L’immagine qui sopra ritrae il pubblico di una delle presentazioni più stimolanti e divertenti a cui ho assistito è stata quella dei cortometraggi multietnici e multiculturali dell’associazione Link, per la campagna all different – all equal.
Poi ho avuto anche modo di fermare e scambiare due parole con Ettore Carucci Chiurazzi, così, come se fosse un barcamper qualsiasi pure lui. Si, lui era un barcamper qualsiasi, solo che nonostante la giovane età è anche socio fondatore di una delle più note agenzie di comunicazione di Bari, e personalmente non so quanti altri al suo posto avrebbero partecipato. Sbagliando, a mio modo di vedere.
E’ stata una bella serata, stimolante. Persino Bari mi è sembrata più bella del solito, con la luna piena che si specchiava sul lungomare, e quella famiglia che giocava a carte su un tavolino davanti casa propria, appena fuori dal monastero, incuranti delle centinaia di giovani che entravano ed uscivano da lì.
Verso le 11.00 quando sono andato via, purtroppo così presto perché mi attendeva un’ora di strada per tornare a casa, c’era ancora gente che arrivava alla spicciolata e si registrava. Le presentazioni sarebbero andate avanti fino alle 2.00 di notte.
Ho percorso la strada a velocità di crociera, con la radio accesa, cantando a squarciagola e mangiando i tarallini pugliesi che mi avevano dato a Taranto, prodotti dal grano delle terre confiscate alla mafia. Una sensazione di fermento intellettuale che non provavo dai tempi, ahimè lontani, dell’università. Fantastico.
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5 commenti
Hai ragione, la battuta non mi dispiace mai
E’ stato un piacere incontrarsi, il posto era fantastico! Speriamo capiti presto una nuova occasione. Ciao!
Preciso che mi chiamo Ettore Chiurazzi e non Carucci, più noto come pianista.
Si sono un barcamper qualsiasi visto che mi sento ancora come un attraversatore di oceani a remi, nonostante siano ormai 17 anni che codirigo la mia agenzia di comunicazione. Spero di aver dato un contributo interessante alla discussione sulla creatività.
A presto e al prossimo barcamp
lapsus, pardon.
Corretto, grazie per la precisazione e a presto.
Io ero assente ingiustificata, lo confesso, pura e semplice pigrizia di venire da Milano. Pentitissima.
@mafe
va bene che non saresti venuta a piedi, ma il fatto di dover arrivare da Milano mi pare un buon deterrente.
Ego te absolvo…
4 trackback
[...] c’erano blogger conosciuti (ad eccezione del sottoscritto, dei Googlisti, di Mia e di Donato aka Markingegno che ho avuto il piacere di conoscere proprio in quest’occasione), NON c’erano tavoloni [...]
[...] E’ una categoria trasversale, sono quei blogger che hai incontrato a cene, aperitivi o barcamp e che quindi hanno lasciato una traccia mnestica particolare. Ovviamente i barcamper possono rientrare contemporaneamente in altre categorie, come per me accade con Nicola e Stefano, conosciuti a Matera, e tutti quelli incontrati a Bari. [...]
[...] – a proposito il 31 maggio ci sarà il B_CreativeCamp a Bari, seconda edizione dopo il successo del Bollenti Spiriti Creative Camp dell’anno scorso – e quella del professor [...]
[...] E’ la seconda edizione, e la prima è stata straordinaria. [...]