Carlo Freccero a Dodicesimo Round: il messaggio emozionale della tv

Ieri sera [notte fonda] Carlo Freccero è intervenuto a Dodicesimo Round, in occasione dello Speciale Celentano.
Non ho seguito la trasmissione del molleggiato e non intendo parlare di lui. Freccero ha detto cose molto interessanti, a mio avviso, sulla televisione, e non è la prima volta che mi capita di condividere ed apprezzare le sue affermazioni.
Mi è rimasto particolarmente impresso il passaggio in cui ha sottolineato come il messaggio che passa attraverso le immagini televisive sia sempre quello emozionale, in contrapposizione a quello contenutistico ad esempio della carta stampata [e dei blog?]
Allo stesso tempo, per quanto si voglia denigrare il ruolo della televisione, Freccero ha mirabilmente evidenziato come ancora questa abbia il potere di definire ciò che esiste da ciò che può esistere, ma di cui non si accorge nessuno.
Lui ne è un esempio lampante, visto che ha detto di essere stato allontanato dalla tv generalista
per aver permesso ad un comico [Luttazzi] di intervistare un giornalista [Travaglio] che ha ripetuto quello che era stato scritto e pubblicato in un libro.
Non conosco così bene i retroscena della storia per dire se quello sia il vero ed unico motivo per cui Freccero sia stato allontanato dalla tv, ma l’analisi del media resta valida.
La televisione è ancora in grado di superare le barriere cognitive di chi la segue, grazie al suo contenuto emozionale, e nello stesso tempo è lo strumento più semplice; chiunque, di qualsiasi levatura culturale è in grado di comprendere il linguaggio delle immagini.
Questa è la forza e nello stesso tempo la condanna del media catodico.
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