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Perché i blogger sbagliano a criticare Beppe Grillo

[il titolo del post fa il verso, simpaticamente spero, a quello di senso opposto di Stefano]

Avrei dovuto lasciare più o meno lo stesso commento a numerosi post di autorevoli blogger che citano la non intervista di Gilioli. Quindi hoscelto di scriverlo una sola volta qui.

Grillo non mi è simpatico, mi fa sorridere, ma non capisco perché si debba dare più valore politico, nel senso lato del termine, ai suoi show, di quanto non se ne dia ad un Benigni, tanto per fare un nome.

Quando un Ministro gli risponde, ok, parliamo di Mastella, ma è pur sempre un Ministro, lui replica:

“Un Ministro che risponde a me, che sono un comico!”

Ecco, appunto, Grillo è un comico, fa spettacolo, fino ad ora non ha mai detto di voler:

  • creare un movimento politico
  • fondare un partito
  • dare il via ad una rivoluzione
  • e soprattutto non ha mai detto di aver abbracciato una missione didattica per spiegare alle masse cosa sia e come funzioni la blogosfera.

.
Signori, siamo noi, sono i media, che danno troppo peso a Grillo al di là di quelli che sono le sue reali potenzialità. Il nostro Beppe non può andare oltre l’invettiva.

Quindi, ha ragione Gilioli a sottolineare come sia stato Grillo a tirarsi indietro, è quello il limite del comico genovese, ma noi blogger, cos’è che abbiamo da rimproverargli? Che non partecipi alla coda lunga? E per quale motivo un comico dovrebbe farlo?



7 Responses to “Perché i blogger sbagliano a criticare Beppe Grillo”

  1. Stefano Epifani scrive:

    Caro Donato,
    nulla da eccepire sulla tua osservazione, che mi trova sostanzialmente d’accordo. come ho più volte detto, il vero problema non è Grillo, ma chi lo segue.
    …anche se qualche dubbio, sull’onestà intellettuale del comico genovese, lo nutro.
    …anche se è innegabile che abbia fatto di internet e del suo blog una bandiera.
    …anche se è discutibile il fatto che non faccia politica.

    :-)

  2. Donato scrive:

    @stefano
    Grillo usa il blog come usa la politica - le mancanze della politica ad essere precisi - per mettere su il proprio spettacolo, a beneficio del proprio cnto in banca. Ecco, se vogliamo rimproverargli qualcosa e’ il fatto di spacciarsi per salvatore della patria. Ma a questo non puo’ rinunciare, altrimenti il gioco non regge.

  3. Sergio scrive:

    Dunque Grillo:

    ha creato un movimento politico: quello dei meetup. L’ha creato personalmente e continua a sponsorizzarlo con il suo blog. Se vogliamo fare un paragone Moretti (Regista) non aveva creato il movimento dei Girotondi ma ne era stato il principale sponsor.

    Non fonderà un partito ma “certificherà” le liste civiche che staranno alle SUE regole.

    Punta a mutare radicalmente e rapidamente lo status quo di questo paese: ovvero vuole fare una rivoluzione.

    Spiega nei suoi spettacoli alle masse a modo suo tra le altre cose internet, wikipedia, skype e il mondo dei blog (il più delle volte senza saperne molto).

    Grillo è un comico (che non mi fa ridere da 3 anni a questa parte) ed è un personaggio politico italiano almeno quanto un sindacalista, un industriale, un cardinale o un giornalista famoso.
    Non c’è alcun problema: è nei suoi diritti fare quello che fa ed è nei suoi diritti non rispondere alle interviste, ma dato che a questo giro se l’è presa con i giornalisti sarebbe buona creanza almeno rispondere a delle semplici domande.

  4. Donato scrive:

    Ottime argomentazioni, ma ritengo (mia opinione personale) che partano da una definizione di “politico” in un senso piu’ ampio rispetto a quello, diciamo cosi’, *letterale*.
    Piu’ ampio, ma legittimo, ammissibile.

    La mia impressione pero’ e’ che le cose stiano diversamente.

    [attenzione, sta per arrivare una delle mie sorprendenti allegorie]

    E’ come se si volesse accusare un attore di film porno dell’incremento demografico di una regione.
    Si, quell’attore fa sesso, puo’ stimolare la libido, ma si sa, le prestazioni di un attore porno non sono finalizzate alla perpetuazione della specie.

    :)

    Allo stesso modo, gli *spettacoli* di Grillo, _rappresentano_ la politica in chiave comica, potrebbero anche suscitare reazioni di tipo politico (o anti-politico), ma non sono finalizzate al fare o essere ‘politica’.

    Ecco, ora che ho paragonato Grillo ad un attore porno devo fermarmi a riflettere sul senso della vita :)

  5. Sergio scrive:

    Ottima allegoria (che ha immediatamente trovato posto sul mio tumblr ;-) ) la questione è se Grillo è ancora solo un attore porno (ovvero un comico).
    Per molte persone che conosco Grillo è (o è stato) una fonte di informazione, e a volte un vero e proprio leader: nella tua allegoria sarebbe un attore porno che insegna educazione sessuale.
    Come si è dimostrato nelle settimane del v-day Grillo è appunto il leader di un “gruppo di pressione politica” (Political pressure groups) che per quanto limitato e sovrastimato esiste.
    Possiamo anche dirci “è solo un comico” e potrei essere d’accordo con te: ma per l’opinione pubblica televisiva e un numero limitato ma considerevole de persone non è solo un comico e quindi anche io non lo considero solo un comico.

  6. giagu maria teresa scrive:

    non sono d’ accordo xchè grillo potrebbe entrare in politica come e quando vuole,( magari lo facesse) non è lui il dittatore,guardiamoci bene intorno,non è lui che ha tutto da perdere.e poi come si fa’ a paragonarlo a un porno ,se cosi fosse ci insegna a scopare a tutti.i politici sempre in prima pagina,non compriamo piu’ quotidiani ,settimanali o mensili dove loro compaiono,non ci rubano abbastanza soldi?dobbiamo regalargli anche i nostri miseri risparmi? e il canone ,xche’ dobbiamo pagarlo se la tv è spazzatura? dovremmo essere liberi di decidere ,io ad esempio ho l’abbonamento con sky e guardo solo quello xche’ allora devo pagare l’abbonamento rai? che offre solo giochi a premio copiati da altri stati(e peggirati)liti tra giovani pretendenti,falsi tg film che si ripetono in continuo stagione x stagione,publicita’ogni 15 minuti,sempre con nudi,( mai di uomini,almeno nelle publicita’ ci faremmo un po’ di ridere) numeri a pagamento che rovinano gli anziani che non possono guadare altro,nella speranza magari di vincere qualcosa,si trovano a dover pagare 1000 euro di telefono quando di pensione percepiscono solo 700-800 euro,sono truffe legalizzate,lo stato dovè.chi ci difende,dalle truffe? poveri noi dove siamo capitati!abbiamo gli occhi ma non vediamo,abbiamo le orecchie ma non sentiamo,abbiamo la bocca ,ma non parliamo,abbiamo il naso ma non sentiamo la puzza,abbiamo le mani ma non possimo difenderci………alla fine non abbiamo nulla. siamo sommersi dalla merda e non riusciamo a tirarcene fuori e ci siamo abbituati al fetore che non lo sentiamo nemmeno piu’.saluti da imperia.

  7. Donato scrive:

    @maria teresa - vedi, a differenza di quello che accade sul blog del tuo eroe, qui in genere si *dialoga*. Ovvero si ascolta prima di parlare, e ci si sforza di farlo in maniera costruttiva, convinti che la cosiddetta intelligenza collettiva sia superiore ad ogni intelligenza individuale.
    A questo dovrebbero servire i commenti.

    Il tuo mi rovescia una serie di argomenti, piu’ o meno gli stessi usati da Beppe Grillo alcuni dei quali possono essere condivisibili, almeno in parte, su altri avrei delle obiezioni, ma, come dire, non ho l’impressione che tu stessi cercando un dialogo ma piuttosto semplicemente di far valere il tuo/vostro punto di vista.

    Allora, per evitare di sprecare ulteirore tempo ed energie aggiungo solo che forse dovresti rileggere con piu’ attenzione la similitudine che ho fatto tra Grillo ed un attore porno.

    Azzardata per carita’, ma doveva essere proiettata rispetto ai concetti di riproduzione ed incremento demografico, non all’attivita’ sessuale in se’, o ad un giudizio etico.

    E concludo dicendo: Grillo non puo’ entrare in politica quando vuole, altrimenti e’ costretto a dare delle risposte, e in tal caso:
    1. non puo’ piu’ fare i soldi facendo il comico;
    2. diventa attaccabile come chiunque sia propositivo e non sono distruttivo (destruens).

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