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Cittadini Digitali: una poltrona per due?

poltrona Troppo materiale, troppe informazioni tutte insieme nel post di Nicola Mattina, e troppo complicato rispondere con un commento, per questo ho scelto di dedicare un post alla questione.

1. Cittadini Diditali (per me) significa “abitanti della Rete” (cit. - La parte abitata della Rete, Sergio Maistrello), coloro che esercitano i propri diritti/doveri (anche) tramite il sistema binario dei bit, nel www.
[Ma detto cosi' sara' piu' chiaro?] :)

2. Già i soli due temi proposti da Nicola (opportunità di accesso alle informazioni tramite i media sociali e neutralità della rete) basterebbero per animare infinite discussioni, ma volendo credo che gli argomenti “in topic” per i cittadini digitali siano numerosi, ad esempio il digital divide, potrebbe essere uno di quelli. Gli argomenti non mancano.

3. Non conosco le iniziative citate, dovrò informarmi; uno dei compiti dei Cittadini Digitali credo che potrebbe essere quello di allargare la propria base, o fare inclusione per dirla con parole di Gigi Cogo.
In questo vedo una possibile comunione di intenti con il gruppo che ho creato su Facebook per allargare la blogosfera.

4. Scopro leggendo il post di Nicola che il progetto Cittadinidigitali.it e quindi il relativo gruppo su facebook creati da Marco Camisani Calzolari sarebbero in qualche modo legati a Forza Italia.

Non lo avevo letto da nessuna parte, almeno non su Facebook, dato che solo lì avevo aderito; ed in effetti mi chiedevo chi avrebbe presentato la proposta di legge di cui il progetto si farà portavoce. Credevo non fosse stato stabilito “a priori”, e forse è così.

Ad ogni modo, ho preferito cancellarmi dal suddetto gruppo, se devo aderire ad una iniziativa che fa riferimento ad un partito ne voglio essere consapevole sin da subito, non scoprirlo dopo per caso.
Ora leggo, però, il commento di MCC in cui sostiene che anche il suo progetto non ha a che vedere con la politica. Cito per correttezza, e a questo punto non escludo di “rientrare” anche nel gruppo a cui facevo riferimento.

L’idea di una associazione non legata ad alcun partito mi piace di più, vale per entrambe i casi. Resta però la questione del nome.
Sussurrando, faccio notare che al momento digitalcitizen.it è disponibile, se interessa. Sussurro perché se mi sentono questi loschi figuri sbugiardati da Manfrys finisce che giocano di anticipo.

Si, il nome in italiano sarebbe preferibile per certi versi, però in inglese potrebbe dare un altro respiro al progetto, e il puntoit compenserebbe parzialmente la perdita dal punto di vista della identità geografica.
Inoltre in questo modo, almeno i nomi di dominio dei due progetti resterebbero chiaramente distinti e separati, visti che i due portabandiera non sembrano andare d’amore e d’accordo.
:-)

[photo credit: mistermast]


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