Il sistema meritocratico è una utopia

utopia
photo credit: mudhuh

Il sistema meritocratico è una utopia, affermazione interpretabile in due modi, entrambi validi.

Utopia perché (quasi?) mai attuato nella pratica dei fatti;

Sono sicuro che ognuno di noi potrebbe fare numerosi esempi di casi in cui il merito è stato superato da altri criteri di giudizio: raccomandazione, conoscenza, nepotismo, opportunismo.

Utopia perché irrealizzabile.

Tutti bravi a lamentarci, io per primo, quando siamo vittime, ma diciamolo francamente, saremmo pronti a rinunciare ad un privilegio, se sapessimo che deriva non dall’averlo meritato, ma piuttosto da questo o quella “circostanza favorevole”?

Si badi bene, non faccio riferimento a pratiche palesemente illecite quali la corruzione, ad esempio; lì siamo nell’ambito penale e non si discute. O meglio, non lo discutiamo qui, per comodità, altrimenti ce ne sarebbero di cose da dire, sulla differenza tra teoria e pratica.

Mi riferisco piuttosto a quella volta in cui un amico ti ha detto “manda il curriculum a tizio, che ci parlo io”. Tu ovviamente hai tutte le carte in regola per essere scelto, il tuo cv è qualificato per quella posizione, certo però, se quell’amico non lo avesse portato in cima alla lista dei candidati, magari si sarebbe perso, non sarebbe stato notato. Magari quel lavoro lo avrebbe preso un altro candidato, altrettanto qualificato, altrettanto preparato, né più ne meno.

Non stai rubando niente a nessuno, perché si sa, nella maggior parte dei casi il curriculum, il colloquio, non individuano un unico candidato idoneo, ma una rosa di papabili. Una short list, all’interno di cui poi viene estratto il nome del vincitore. E’ in quel momento, prima dell’estrazione, che la meritocrazia va a farsi benedire.

Ma non sarà che questo succede perché da sola la meritocrazia non è sufficiente?

Le regole del gioco prevedono che la competizione non sia solo basata sulle capacità individuali, esperienza e determinazione. Le relazioni sociali hanno un peso. Purtroppo, troppo spesso le relazioni sociali hanno un peso eccessivo rispetto agli altri fattori.

O forse questa amara riflessione non è altro che un maldestro tentativo di metabolizzare una potenziale presa per culo. Tu che ne pensi?

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8 commenti

  1. catepol 11 gennaio 2008 - 11:41 am | #

    Le relazioni sociali hanno un peso. Purtroppo o per fortuna il sistema funziona così. Io ero una di quelle che combatteva contro questi mulini a vento anche da piccola…quando mio padre mi spingeva a fare, ad andare, a chiedere…ai suoi contatti. Nel senso che rispondevo “Mi devono scegliere perchè valgo non per te”…
    Ed in effetti qualcosa con le mie gambe ho sempre fatto. Però crescendo e cominciando a lavorare seriamente…purtropp le relazioni sociali (le BUONE relazioni sociali) vanno sempre coltivate. perchè potrebbero tornarci utili. Non intendo con questo che tutto ciò che si fa lo si fa perchè ci porti una utilità diretta e indiretta. Ma il mondo funziona a relazioni sociali…dal barista che conosci che ti fa il caffè più buono al posto di lavoro…

    Il tuo è un ottimo spunto di riflessione…

    in rete con le relazioni sociali digitali chissà se è la stessa cosa?

  2. Donato 11 gennaio 2008 - 11:49 am | #

    @catepol
    grazie per il complimento; capisco perfettamente di cosa parli.

    Si, non vedo perche’ in ambito digitale le cose dovrebbero andare diversamente. Forse pero’ c’e’ maggiore “fluidita’” nei rapporti, o magari non e’ cosi’, e’ solo che ci troviamo in un ambito piu’ ristretto e quindi le dinamiche sono semplificate.

  3. Marco 11 gennaio 2008 - 9:33 pm | #

    La meritocrazia è il criterio grazie al quale si comprende se un ingrediente in una ricetta si amalgama a dovere, ed esalta il piatto. La scelta dell’ingrediente non può che passare attraverso consigli, conoscenze e raccomandazioni degli altri. Poi, se l’ingrediente è scadente lo si elimina a favore di qualcosa d’altro. E’ il processo di eliminazione e sostituzione che dovrebbe basarsi sulla meritocrazia. Viceversa, accade che pessimi ingredienti continuino a esistere nelle ricette non per meriti, ma per conoscenze, agganci, raccomandazioni.

  4. Donato 12 gennaio 2008 - 1:06 am | #

    Splendido pensiero, grazie Marco.

  5. Sergio 12 gennaio 2008 - 10:14 pm | #

    Forse sono in disaccordo.
    Penso che la rete di amicizie e le capacità sociali sia un fattore di merito per ogni candidato. Mi spiego meglio: quasi per qualunque lavoro le relazioni sociali tra i lavoratori sono importanti, se poi si lavora costantemente in gruppo queste diventano cruciali.

    Per questo motivo penso che scegliere, ad esempio, l’ex collega nella lista dei papabili quando si sta formando un team sia un comportamento giusto.
    Su questo principio si basano reti sociali come “linked in” appunto.

    Ben diversi sono i casi di assunzione di incompetenti a causa di amicizie, scambi di favori e cose simili.

  6. Donato 12 gennaio 2008 - 11:58 pm | #

    Perche’ dici di essere in disaccordo? In disaccordo con chi?
    E’ il dubbio che sollevo con il post, ed e’ la stessa conclusione che ha ottimamente esemplificato Marco.

    O mi sfugge qualcosa?

  7. Sergio 13 gennaio 2008 - 12:28 pm | #

    Mi sa che ho frainteso.
    Rileggendo effettivamente non siamo in disaccordo.

    Il paragrafo dubbio è questo
    “Non stai rubando niente a nessuno, perché si sa, nella maggior parte dei casi il curriculum, il colloquio, non individuano un unico candidato idoneo, ma una rosa di papabili. Una short list, all’interno di cui poi viene estratto il nome del vincitore. E’ in quel momento, prima dell’estrazione, che la meritocrazia va a farsi benedire.”
    Io considero un merito anche se a quel punto, e solo a quel punto, vieni “socialmente appoggiato” in forza delle relazioni sociali che ti sei saputo creare.

  8. stefano 25 dicembre 2009 - 11:34 am | #

    Ciao a tutti. Proprio ieri ho avuto un vigoroso confronto (nel quale non ho avuto la meglio) parlando di merito ed opportunità. Proprio per questo stamattina mi sono inserito in rete per poter cercare e confrontarmi con altri in merito alla legame tra meritocrazia e relazioni sociali. La persona con la quale ho discusso è stata assunta in una azienda importante grazie ad un aiuto politico. La persona è preparata, intelligente, e nel lavoro da ottimi risultati; dove si è innescato il dibattito? Ella sostiene che le capacità di relazione siano da coltivare quanto lo studio, l’impegno. La cosidetta “intraprendenza” nel cercare la persona che ti possa aiutare ad entrare in una azienda è cmq elemento importante. Ci possono essere persone intelligenti e capaci, ma non intraprendenti e che non riescono a trovare l’occasione. Per cui, se non si conosce il politico, trovatene uno. Alfine penso che abbia ragione ( e me ne rammarico) perchè di fatto si è fatta una ragione della realtà delle cose. In un mercato del lavoro che non funziona, che cosa si pretende? Voglio fare una riflessione in merito alle raccomandazioni politiche. Il politico capace, difficilmente manda persone amiche, ma incapaci nei posti chiave: Sarebbe deleterio. E’ certo che mettere nei posti chiave persone capaci, vuol dire inserire persone capaci, ma di idee e principi di quella sfera politica. Es. La Lega in Lombardia da tempo sta letteralmente inserendo i propri uomini nei punti chiave della burocrazia e della politica. Ma quelle persone la pensano come la Lega che di fatto porta i loro dirigenti a livello nazionale a dire frasi del tipo: “abbiamo un sogno nel cuore…bruciare il tricolore”, oppure”Imbracciate le armi popolo Padano!”. Però non cambierebbe se fossero altri partiti a fare altrettanto( e lo fanno). Io, non tanto a livello razionale, in quanto sono stato battuto dal mio interlocutore, quanto a livello interiore sento che qualcosa non mi torna. Non parlo tanto di etica o morale, quanto di una mancanza di giustizia sociale. O meglio adeguarsi ad un sistema che vede l’individuo arrabattarsi e, in base alle proprie conoscenze, inserirsi nel mondo del lavoro. Ora Non vedo del tutto male questa visione…ma….starò cambiando anch’io? Forse , come in una vignetta di Reppubblica di qualche settimana fa: una ragazza diceva: “Corruzione, ognuno che prende per se, ignoranza diffusa, intrrallazzi politici…..e se ci arrendessimo???”.
    Grazie dell’attenzione

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