Di a Vespa i cinque motivi per cui hai un blog
- Posted by Donato on February 22nd, 2008 filed in Blogosfera, Pensieri
Ho visto solo ora tramite Phonkmeister il video di Bruno Vespa che, ammettendo di essere retrogrado, ammettendo che negli USA sono anni avanti a noi, nonostante tutto questo, non si spiega perché un giovane debba esporsi con un blog personale.
Io provo a rispondere qui e non se ne accorgerà (quasi) nessuno, invece scommetto che Luca scriverà una lettera aperta e alla prossima puntata sarà lì a suonare al campanello.
Attento Luca, che quando Bruno sente che il tuo blog si chiama Pandemia ti scambia per un bio-terrorista!
Cinque motivi per avere un blog
1. Partecipazione. Perchè sul web le informazioni arrivano prima, e sul web si partecipa, non ci sono spettatori. Ogni blogger partecipa al gioco dell’Informazione e dello scambio. Tu che ne sei fuori sei come quel pazzo che da dentro al manicomio chiede a chi sta fuori dalla finestra “ehi, quanti siete lì dentro?”.
2. Comunità . Siamo cittadini del mondo, i giovani vanno all’estero, hanno amici in luoghi lontani, ed oggi possono restare vicini grazie ad Internet. Creare una propria comunità oltre i limiti spaziali.
3. Circolazione delle idee. Avere un blog vuol dire confrontare le proprie idee al di là della ristretta cerchia di persone che si incontrano per strada. Più scambio, più diversità , più ricchezza.
4. Conoscenza. La Televisione e gli altri media non sono capaci di soddisfare l’immenso bisogno di conoscenza dei giovani. Vorresti paragonare il plastico di Cogne con Google Earth?
Sparse nel web ci sono le informazioni che cercano, sul blog le aggregano.
5. Futuro. Proviamo a fare uno sforzo di fantasia: dieci anni le persone che navigavano in Internet erano una sparuta minoranza, oggi invece sono la maggioranza. Quasi la totalità dei giovani. Come immagini la società del futuro? Intendo tra 5 anni, non tra eoni. Io vedo molti meno telecomandi e tanti, tanti mouse.
Bruno, non sarà mica questo che ti spaventa? Ma soprattutto, ma come diavolo fai a fare il giornalista se non sai come si evolve la società ?
Se hai voglia scrivi anche tu i cinque motivi per cui tieni il tuo blog. Non linkare nessuno, un meme per diffondersi non ha bisogno di link. Facciamogli vedere come circolano le idee sulla Rete.
- Technorati Tags: bruno, vespa, porta a porta, blog, giovani
25 Responses to “Di a Vespa i cinque motivi per cui hai un blog”
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[...] Sollecitato da Markingegno e infervorato da quel cialtrone di Vespa, riporto qui i 5 motivi per cui ho aperto ... - poluz live? » Caro Bruno Vespa, ecco perché ho un blog
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22 February 2008 alle 9:20 pm
Sevglia, Donato, ci sono le elezioni!
Alex
22 February 2008 alle 9:25 pm
@Alex - sara’ la fame o la stanchezza, ma questa delle elezioni non l’ho capita.
La par condicio obbliga guardare la societa’ coi prosciutti davanti gli occhi?

22 February 2008 alle 9:37 pm
Donato secondo me saranno i “nativi” a vendicarsi.
E sai bene cosa intendo vero? “socio”
Nel senso che anche il buon Luca a cui concedi il buon diritto di fare da alfiere della blososfera si troverebbe ingabbiato in un palinsesto di anziani per anziani.
Hai mai visto chi invitano a vedere porta a porta, quelli seduti che ogni tanto applaudono?
Penso li prendano direttamente dall’Istituto “Anni azzurri”!
Ma anche il pubblico televisivo è di over 50!
Non c’è storia.
I palinsesti del futuro, quelli della convergenza dei media e della contaminazione interattiva li possono fare solo i nativi digitali.
Comunque, post coerente e coraggioso!
22 February 2008 alle 11:09 pm
Grazie Donato, questo giro passo. Comincio a pensare che è inutile dialogare con chi ha già deciso senza neanche informarsi.
La mia attuale soluzione è ignorare. Non seguo Vespa, non voglio sapere di cosa parla e chi invita. Non voglio neanche sapere cosa pensa chi lo guarda.
Vespa non rappresenta nessuno. Parla per lui il metodo con il quale organizza le sue trasmissioni. A me basta sapere questo per evitarlo e ignorarlo.
Ignorare è la parola giusta.
Grazie per la stima.
23 February 2008 alle 12:00 am
@Gigi
@Luca
Condivido l’idea che il mondo sia e sara’ dei nativi digitali, meno che ignorare sia una soluzione percorribile. L’Italia e’ gia’ tanto in ritardo, rispetto all’Europa, figuriamoci gli Stati Uniti, non dovremmo perdere altro tempo.
Detto questo pero’, l’idea di Luca che suona alla porta di Vespa e’ solo una cosa che mi ha fatto sorridere mentre la immaginavo, la mia idea, quella che vorrei diffondere e’ che se si sviluppasse un meme di questo tipo, con uno scopo positivo - diverso da quello becero di raccattare link - potrebbe essere un modo per raggiungere una maggiore consapevolezza collettiva.
Ok, e’ qualcosa tra il mistico e il trascendentale, a volte forse mi faccio prendere la mano.

24 February 2008 alle 2:54 am
Guarda: visto il video che hai messo nel post mi sembra più che altro che ci siano una serie di persone nel salotto di Vespa che sparino frasi a caso senza alcun senso.
Devo dire che tra tutto quello che hanno sparato nel mucchio qualche cosa l’hanno pure presa.
Diciamo almeno che “scriviamo per avere visibilità ” è vero.
Visibilità alle nostre idee, ma anche al nostro essere: penso non si possa negare.
Mi preoccupa come queste persone nel salotto di Vespa riducano tutto all’atto sessuale, mi sembra ne siano ossessionati.
24 February 2008 alle 12:19 pm
@Sergio - e ti sembra poco ridurre tutto all’atto sessuale?
“un sito su cui scaricare confessioni voglie desideri anomalie…”
Non c’e’ proprio niente da salvare?
Dai, per favore. Quelle poche cose che hanno azzeccato le hanno intercettate per puro caso.
24 February 2008 alle 1:08 pm
mi offro per accompagnare Luca da Vespa

scherzo ovvio
però qualcuno deve pur spiegare al mondo non l’importanza dei blog…ma l’importanza di sapere di cosa si sta parlando quando si parla di qualcosa
(estendibile dai blog a tante altre cose che la Tv ci passa come buone)
24 February 2008 alle 1:15 pm
@catepol - accidenti a me e quando ho scritto di una possibile presenza di Luca a PaP, peraltro rifiutata preventivamente dallo stesso blogger.
:p
Come lo devo dire, non mi interessa affatto cosa si dica o si pensi dall’altra parte, se non vogliono capire peggio per loro. Sono loro a rimanere con la testa sotto la sabbia.
Quello che mi interessa sono i giovani blogger, i ragazzi incerti se aprire un blog o no. Sono loro che potrebbero avere il maggior danno restando lontani da uno strumento di crescita umana e/o professionale. Altro che prostituzione via Internet.
24 February 2008 alle 5:21 pm
Il blog è solo uno strumento e come tale è l’uso che se ne fa che lo qualifica..
Credo che la casistica dell’uso che si fa di Internet, dei Social Networks e dei blog sia la più varia, da un estremo ad un altro solo che i media vedono sempre e solo il lato demoniaco della cosa e non sanno ancora andare oltre il “hic sunt leones”..
I ragazzi che sono stati arrestati per la gestione di blog filo islamici hanno spiegato i motivi per cui avevano un blog di quel genere..
Tutte le fanciulle poco vestite che ti chiedono la tua amicizia su MySpace ti spiegano che le loro foto le hanno dovute mettere altrove perchè MySpace le censurava..
Se poi questa fa affermare ad una socio-sessuologa che “tutte comincano con la prostituzione virtuale..” non mi sembra un problema, la cosa si commenta da sola, il problema è che chi lo sente magari ci crede pure..
24 February 2008 alle 7:14 pm
@Francesco - se io e te diciamo una cavolata poco importa, tranne a quelle poche persone che ci devono ascoltare.
Ma se un giornalista e i suoi ospiti sparano cavolate senza conoscere cio’ di cui stanno parlando, incidendo negativamente su un Paese gia’ arretrato per molti punti di vista, tra cui la cultura informatica, beh, allora fanno un danno che io reputo grave.
In primis trasgredendo al compito principale del giornalista: verificare la notizia prima di parlarne.
E se non sei competente tu in prima persona, sei comunque responsabile del livello di competenza delle persone che ospiti in trasmissione.