Web to web: c’è molto da migliorare

microfono Ieri sera è andata in onda la terza puntata di Web to web, abbiamo chiacchierato di web-reputation; una bella esperienza come dice Gigi, ma sono numerosi gli aspetti da migliorare, per cui voglio rivolgere uno sguardo un pò più critico verso quello che stiamo facendo, sicuro che gli amici con cui abbiamo iniziato questa avventura comprendano che la mia intenzione è quella di contribuire al progresso dell’iniziativa.

Gli elementi su cui lavorare sono tecnologici, di format e di contenuto.

La piattaforma.

Mogulus soffre di evidenti limiti che rendono praticamente impossibile il dialogo tra chi va in video. Forse la settimana prossima avremo una piattaforma professionale e sponsorizzata, diversamente, rilancio l’idea che ho visto mettere in pratica a Robin Good, uno che di video streaming se ne intende.

Usare Oovoo, quindi fino a 6 interventi in contemporanea, con piena possibilità di interagire e dialogare tra loro, di cui uno abbia il compito di riprendere con una seconda webcam quello che succede sul proprio schermo, e rigirarlo su mogulus o su qualsiasi altro canale di videostreaming.

Servono due webcam e banda a sufficienza, si azzera il lavoro di regia, che consisterebbe solo nel puntare la webcam sullo schermo privilegiando chi parla in quel momento. Il regista diventa a quel punto anche moderatore e può agevolmente seguire ed interagire con la chat. Eventuali video pre-registrati possono essere lanciati all’inizio della trasmissione, per introdurre l’argomento.

Il format.

Così com’è il format scimmiotta troppo quello televisivo, con in più, o in meno, a seconda dei punti di vista, i limiti tecnici imposti dal web. Lo avevo detto dopo la primissima puntata, ma c’erano solo Manfrys, Miketrvis e Sirdrake: non dobbiamo, secondo me, affrontare e illuderci di esaurire un argomento nel corso della puntata.

Al contrario, Web a web deve essere il punto di inizio di una conversazione che si deve sviluppare attraverso la blogosfera. In tv si invitano i cosiddetti esperti per spiegare alla massa fenomeni sociali e quant’altro; nel web questo cliché non può funzionare.

L’obiettivo della trasmissione non può e non deve essere quello di “far parlare gli esperti”, ma piuttosto di gettare un seme – chiamatelo meme se preferite – che poi deve essere ulteriormente sviluppato nel dialogo tra bloggers.
Web a web deve essere la scintilla che appicca l’incendio, non l’estintore che lo spegne.

Quindi la mia proposta per il futuro è quella di pensare i nostri singoli interventi e tutta la trasmissione come una provocazione – nel senso buono del termine – per attirare e coinvolgere il maggior numero di bloggers, che a partire dal giorno dopo sviluppino la loro idea nel proprio blog e scambiandosi reciproci commenti.

Web reputation, cosa si è detto?

Come fa notare anche Maurizio Goetz nei commenti “E’ un tema molto importante su cui c’è ancora molto da dire”; e se lo afferma lui che ha molto approfondito la questione c’è da crederci.

Ci sono delle domande a cui non sono ancora state date delle risposte, e complici i problemi tecnici, ieri durante web to web, non sono stati fatti significativi passi in avanti in tal senso.

Cos’è davvero la web reputation e come si costruisce? In che relazione è con la web popularity? Quali di questi due fattori vengono effettivamente misurati da Blogbabel? E’ possibile, è pensabile, un sistema di misurazione per la web reputation?

Domande che trovo affascinanti e tutt’altro che scontate, ma che a mio modo di vedere si è mancato di lanciare ieri, non per colpa dei protagonisti di Web a web, ma per un insieme dei fattori che ho cercato di riassumere qui.

Allora, cosa vogliamo fare, continuare a dirci quanto ci siamo divertiti, o cominciamo a pretendere di più da noi stessi?

[photo credit: sandnes]

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3 commenti

  1. gigicogo 10 marzo 2008 - 12:43 pm | #

    Carissimo,

    Il valore principe di questa esperienza è “il gruppo”.
    Si stanno mettendo insieme tante belle teste.

    Il secondo valore, IMHO, è la “conversazione”. Da ogni trasmissione nascono post come il tuo che vogliono andare oltre la trasmissione stessa.

    Sicuramente accolgo le riflessioni e le proposte. Purtroppo il software libero e sociale ha dei limiti. E non potrebbe eseere ltrimenti.

    Sul format convengo. Meno scimmiottamento televisivo, più provocazioni dal basso.

    Ci proveremo domenica prossima. I luoghi e i momenti per discutere come fare meglio li abbiamo :-)

  2. Donato 10 marzo 2008 - 1:27 pm | #

    @gigicogo – quale luogo migliore della blogosfera per discutere!
    ;)

  3. Francesco 10 marzo 2008 - 6:56 pm | #

    Sono assolutamente e pienamente d’accordo con te e disponibile a dare il mio apporto se necessario.

    Mi sembra un’ottima iniziativa che, se sviluppata a dovere, può arricchire tutti noi.

2 trackback

  1. Di Il Blog di felter Roberto il 10 marzo 2008 alle 4:13 pm

    Web to web: Web reputation

    Questa sera, per la terza domenica consecutiva, sul canale di mogulus WebtoWeb si è chiacchierato tra e con la rete.
    Io purtroppo non ho potuto seguire la diretta, ma l’argomento “web reputation” è abbastanza intrigante da invogliarmi ad esprimer…

  2. Di La reputazione ai tempi del 2.0 il 10 marzo 2008 alle 6:41 pm

    [...] discussioni si sono aperte e questa, secondo me, è la cosidetta “coda lunga” della [...]

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