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	<title>Commenti a: Uno scudo per la reputazione online delle aziende</title>
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	<description>Appunti di Comunicazione per le imprese</description>
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		<title>Di: Donato</title>
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		<dc:creator>Donato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 11:48:23 +0000</pubDate>
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		<description>@andrea - cosa ne pensi di un guest post con una case history?

Ovviamente senza fare il nome dell&#039;azienda oggetto dei commenti negativi. Una presentazione del settore in cui opera l&#039;azienda, contesto in cui e&#039; sorta la contestazione, contromisure adottate, esito dell&#039;operazione.

Se l&#039;idea ti piace fammi sapere via email per quando pensi di potermi dare l&#039;articolo in modo che ne programmi la pubblicazione. Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@andrea &#8211; cosa ne pensi di un guest post con una case history?</p>
<p>Ovviamente senza fare il nome dell&#8217;azienda oggetto dei commenti negativi. Una presentazione del settore in cui opera l&#8217;azienda, contesto in cui e&#8217; sorta la contestazione, contromisure adottate, esito dell&#8217;operazione.</p>
<p>Se l&#8217;idea ti piace fammi sapere via email per quando pensi di potermi dare l&#8217;articolo in modo che ne programmi la pubblicazione. Ciao.</p>
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		<title>Di: andrea barchiesi</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2151</link>
		<dc:creator>andrea barchiesi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 10:43:07 +0000</pubDate>
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		<description>La gestione è un tema complesso. Supponiamo un caso lesivo. Dipende da vari fattori, principalmente dalla grandezza dell&#039;azienda coinvolta, dalla tipologia di canale attraverso cui il contenuto lesivo è accessibile, la &#039;potenza&#039; lesiva del contenuto e l&#039;audience ricevuto. Anche in questo caso a volte non è sufficiente in quanto prima di prendere decisioni va studiato l&#039;andamento del fenomeno, se è crescente, stazionario  o discendente. Queste analisi storiche necessitano di strumenti forti in grado di dare un peso ai concetti esposti. Nel caso di trend discendente e basso audience la cosa migliore e attendere e verificare che non insorgano effetti virali. Questi ultimi possono ribaltare la partita della comunicazione in pochi giorni. In alcuni casi e quando il canale lo consente sono mlto utili azioni SEO mirate a creare pushback indiretto del contenuto lesivo valorizzando la comunicazione istituzionale. Come sempre lo spazio è stretto per trattare la molteplicità dei casi. Soprattutto emerge una fortissima interdisciplinarietà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La gestione è un tema complesso. Supponiamo un caso lesivo. Dipende da vari fattori, principalmente dalla grandezza dell&#8217;azienda coinvolta, dalla tipologia di canale attraverso cui il contenuto lesivo è accessibile, la &#8216;potenza&#8217; lesiva del contenuto e l&#8217;audience ricevuto. Anche in questo caso a volte non è sufficiente in quanto prima di prendere decisioni va studiato l&#8217;andamento del fenomeno, se è crescente, stazionario  o discendente. Queste analisi storiche necessitano di strumenti forti in grado di dare un peso ai concetti esposti. Nel caso di trend discendente e basso audience la cosa migliore e attendere e verificare che non insorgano effetti virali. Questi ultimi possono ribaltare la partita della comunicazione in pochi giorni. In alcuni casi e quando il canale lo consente sono mlto utili azioni SEO mirate a creare pushback indiretto del contenuto lesivo valorizzando la comunicazione istituzionale. Come sempre lo spazio è stretto per trattare la molteplicità dei casi. Soprattutto emerge una fortissima interdisciplinarietà.</p>
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	<item>
		<title>Di: sacha monotti</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2145</link>
		<dc:creator>sacha monotti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 20:39:18 +0000</pubDate>
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		<description>concordo...è solo curioso che ciò accada quasi in simultanea su di un tema che non è di stretta attualità.
saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo&#8230;è solo curioso che ciò accada quasi in simultanea su di un tema che non è di stretta attualità.<br />
saluti</p>
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		<title>Di: Donato</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2140</link>
		<dc:creator>Donato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 10:15:28 +0000</pubDate>
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		<description>@sacha - non e&#039; poi cosi&#039; strano che in due blog diversi, i cui autori magari nemmeno si ocnoscono, si parli dello stesso argomento. Vuol dire che l&#039;argomento dovrebbe essere di un certo interesse.
Grazie per la segnalazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@sacha &#8211; non e&#8217; poi cosi&#8217; strano che in due blog diversi, i cui autori magari nemmeno si ocnoscono, si parli dello stesso argomento. Vuol dire che l&#8217;argomento dovrebbe essere di un certo interesse.<br />
Grazie per la segnalazione.</p>
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		<title>Di: sacha monotti</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2137</link>
		<dc:creator>sacha monotti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 22:41:25 +0000</pubDate>
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		<description>è successo un fatto molto curioso...proprio ieri c&#039;è stata una discussione analoga su di un altro blog (quello di carlo bruno) che ha visto BlogMeter come &quot;imputato&quot;...c&#039;è un forte scettiscismo nei confronti di soluzioni tecnologiche di web intelligence/web monitoring...e credo che questi confronti siano positivi perchè permetteno di chiarire molti dubbi in materia. per chi vuole approfondire:
http://mediameter.wordpress.com/2008/03/18/discutendo-di-analisi-semantica-e-di-monitoraggio-dei-social-media/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è successo un fatto molto curioso&#8230;proprio ieri c&#8217;è stata una discussione analoga su di un altro blog (quello di carlo bruno) che ha visto BlogMeter come &#8220;imputato&#8221;&#8230;c&#8217;è un forte scettiscismo nei confronti di soluzioni tecnologiche di web intelligence/web monitoring&#8230;e credo che questi confronti siano positivi perchè permetteno di chiarire molti dubbi in materia. per chi vuole approfondire:<br />
<a href="http://mediameter.wordpress.com/2008/03/18/discutendo-di-analisi-semantica-e-di-monitoraggio-dei-social-media/" >http://mediameter.wordpress.com/2008/03/18/discutendo-di-analisi-semantica-e-di-monitoraggio-dei-social-media/</a></p>
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		<title>Di: Donato</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2125</link>
		<dc:creator>Donato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 11:45:10 +0000</pubDate>
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		<description>@andrea - dilungarsi e&#039; necessario quando l&#039;argomento lo richiede, e personalmente lo ritengo interessante, per cui fai pure.

Inoltre, mentre si discute di un argomento che interessa me, e spero altri due o tre passanti, possiamo anche avere una &quot;dimostrazione sul campo&quot; di quello che intendete per &quot;gestire i commenti&quot;, positivi o negativi che siano.

Poni delle domende a cui non e&#039; facile dare una risposta secca, meritano un ulteriore approfondimento.

Grazie per il contributo, spero la conversazione si sviluppi ulteriormente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@andrea &#8211; dilungarsi e&#8217; necessario quando l&#8217;argomento lo richiede, e personalmente lo ritengo interessante, per cui fai pure.</p>
<p>Inoltre, mentre si discute di un argomento che interessa me, e spero altri due o tre passanti, possiamo anche avere una &#8220;dimostrazione sul campo&#8221; di quello che intendete per &#8220;gestire i commenti&#8221;, positivi o negativi che siano.</p>
<p>Poni delle domende a cui non e&#8217; facile dare una risposta secca, meritano un ulteriore approfondimento.</p>
<p>Grazie per il contributo, spero la conversazione si sviluppi ulteriormente.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: andrea barchiesi</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2122</link>
		<dc:creator>andrea barchiesi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 00:22:41 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao a tutti, ringrazio Donato per l’occasione di confronto con professionisti del settore. 
L’argomento è come evidente molto complesso e questa è soltanto la punta dell’iceberg. Faccio un paio di premesse per chiarire i contesti discussi. Reputazioneonline.it e i sistemi presentati sono creati da un team di ActValue Consulting and Solutions ovvero una società di ingegneria che ha come mission l’alta tecnologia e l’innovazione. 2 anni fa, mentre nel mercato si parlava a malapena dell’argomento abbiamo  progettato e cominciato a realizzare un sistema di spider proprietari su sistemi di calcolo parallelo e una piattaforma gestionale degli eventi rilevati. Il sistema non è statico ma autoapprende e migliora durante la sua normale operatività (a chi è interessato e abbastanza masochista da chiedere ad ingegneri appassionati di spiegare come una macchina può autoapprendere siamo a disposizione, sappiate già che sarà un’esperienza pesante :) ). L’approccio a ‘stagista’, nessuno ce ne voglia lo riteniamo poco qualificante e soprattutto a dir poco scarsamente esaustivo. Lancio una controprovocazione: non è limitativo concentrarsi solo sui blog? Un informazione non può avere effetti di opinion making anche in altri canali? Il massimo effetto virale si ottiene attraverso i blog?
Poste in questo modo le domande emerge chiaramente il nostro punto di vista in controtendenza all’attuale stadio della cultura sull’argomento. Noi abbiamo sviluppato una tecnologia che può acquisire contenuti oltre che dai blog anche da youtube, da wiki, da pagine personali da qualsiasi espressione html, feed, alert ecc... Non abbiamo importato software realizzati in america o altrove mettendoci un marchio o comprato flussi dati da provider esteri. Sicuramente sarebbe stato più facile e se conoscete a fondo questo mercato sapete bene di cosa stiamo parlando.  Perchè ha poco senso importare sistemi progettati in altre nazioni? L’analisi semantica è differente e algoritmi pensati su logiche anglosassoni risultano poco precisi se declinati in lingua italiana. Scusate se sbrigo in fretta questioni che necessiterebbero di adeguata analisi (tempo più che speso a suo tempo). Giustissima l’obiezione sui commenti negativi e positivi, il nome del servizio è ad ora fuorviante allo stato attuale di sviluppo del prodotto. Sono in questa release gestite le parti positive e negative, il nome risale alla prima versione progettata (è in corso uno studio di rebrand), in corsa ci siamo accorti che c’era un altra importante fetta di analisi.
Il termine reputazione è ad ora associato a brand, prodotti e personaggi. Abbiamo specializzato i nostri algoritmi per cogliere oltre quanto citato dell’altro, non meno importante: i concetti sociali, le espressioni della comunità riguardo temi quali sicurezza, inquinamento, economia, lavoro e quant’altro. Anche se a prima vista non sembrano contigui gli strumenti di analisi sono molto simili se ben progettati, da un lato si estrapola il possibile da un prodotto dall’altro da un concetto. Questo ha aspetti sorprendenti anche nel marketing, un brand spesso si lega ad un idea, ad un concetto, è a dir poco utile studiare la dinamica di quest’ultimi nel tempo (lo fanno già ma con altri strumenti).
Anche su questi temi ampiamente trascurati ci sarebbe molto da dire ma non vorrei mettere troppa carne al fuoco. 
Concedetemi un ultima provocazione: come progettereste un sistema che possa capire se stanno nascendo fenomeni virali? Come misurare la viralità?

Temo di essermi dilungato oltre il dovuto ......... saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, ringrazio Donato per l’occasione di confronto con professionisti del settore.<br />
L’argomento è come evidente molto complesso e questa è soltanto la punta dell’iceberg. Faccio un paio di premesse per chiarire i contesti discussi. Reputazioneonline.it e i sistemi presentati sono creati da un team di ActValue Consulting and Solutions ovvero una società di ingegneria che ha come mission l’alta tecnologia e l’innovazione. 2 anni fa, mentre nel mercato si parlava a malapena dell’argomento abbiamo  progettato e cominciato a realizzare un sistema di spider proprietari su sistemi di calcolo parallelo e una piattaforma gestionale degli eventi rilevati. Il sistema non è statico ma autoapprende e migliora durante la sua normale operatività (a chi è interessato e abbastanza masochista da chiedere ad ingegneri appassionati di spiegare come una macchina può autoapprendere siamo a disposizione, sappiate già che sarà un’esperienza pesante <img src='http://www.markingegno.biz/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ). L’approccio a ‘stagista’, nessuno ce ne voglia lo riteniamo poco qualificante e soprattutto a dir poco scarsamente esaustivo. Lancio una controprovocazione: non è limitativo concentrarsi solo sui blog? Un informazione non può avere effetti di opinion making anche in altri canali? Il massimo effetto virale si ottiene attraverso i blog?<br />
Poste in questo modo le domande emerge chiaramente il nostro punto di vista in controtendenza all’attuale stadio della cultura sull’argomento. Noi abbiamo sviluppato una tecnologia che può acquisire contenuti oltre che dai blog anche da youtube, da wiki, da pagine personali da qualsiasi espressione html, feed, alert ecc&#8230; Non abbiamo importato software realizzati in america o altrove mettendoci un marchio o comprato flussi dati da provider esteri. Sicuramente sarebbe stato più facile e se conoscete a fondo questo mercato sapete bene di cosa stiamo parlando.  Perchè ha poco senso importare sistemi progettati in altre nazioni? L’analisi semantica è differente e algoritmi pensati su logiche anglosassoni risultano poco precisi se declinati in lingua italiana. Scusate se sbrigo in fretta questioni che necessiterebbero di adeguata analisi (tempo più che speso a suo tempo). Giustissima l’obiezione sui commenti negativi e positivi, il nome del servizio è ad ora fuorviante allo stato attuale di sviluppo del prodotto. Sono in questa release gestite le parti positive e negative, il nome risale alla prima versione progettata (è in corso uno studio di rebrand), in corsa ci siamo accorti che c’era un altra importante fetta di analisi.<br />
Il termine reputazione è ad ora associato a brand, prodotti e personaggi. Abbiamo specializzato i nostri algoritmi per cogliere oltre quanto citato dell’altro, non meno importante: i concetti sociali, le espressioni della comunità riguardo temi quali sicurezza, inquinamento, economia, lavoro e quant’altro. Anche se a prima vista non sembrano contigui gli strumenti di analisi sono molto simili se ben progettati, da un lato si estrapola il possibile da un prodotto dall’altro da un concetto. Questo ha aspetti sorprendenti anche nel marketing, un brand spesso si lega ad un idea, ad un concetto, è a dir poco utile studiare la dinamica di quest’ultimi nel tempo (lo fanno già ma con altri strumenti).<br />
Anche su questi temi ampiamente trascurati ci sarebbe molto da dire ma non vorrei mettere troppa carne al fuoco.<br />
Concedetemi un ultima provocazione: come progettereste un sistema che possa capire se stanno nascendo fenomeni virali? Come misurare la viralità?</p>
<p>Temo di essermi dilungato oltre il dovuto &#8230;&#8230;&#8230; saluti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maurizio Goetz</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2121</link>
		<dc:creator>Maurizio Goetz</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 17:21:25 +0000</pubDate>
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		<description>Non posso dire molto, sul sito nella parte metodologia non si dice molto. Non si parla di metriche, di processi, quindi è difficile capire se sia un servizio realmente innovativo. Ho gli stessi dubbi di chi ha commentato prima di me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso dire molto, sul sito nella parte metodologia non si dice molto. Non si parla di metriche, di processi, quindi è difficile capire se sia un servizio realmente innovativo. Ho gli stessi dubbi di chi ha commentato prima di me.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gaspar</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2120</link>
		<dc:creator>Gaspar</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 16:22:48 +0000</pubDate>
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		<description>in effetti all&#039;ultimo punto della metodologia (http://www.reputazioneonline.it/pages/content.aspx?id=5&amp;param=scansione_keyword_internet)
 &quot;Strategia di intervento: viene definita una strategia volta a limitare gli effetti negativi di quanto rilevato&quot;

Come dire: si parte dal presupposto che il commento sia negativo :-)

Sarei davvero curioso di sapere come pensano di &quot;limitare&quot; questi effetti negativi, e con quanto successo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in effetti all&#8217;ultimo punto della metodologia (<a href="http://www.reputazioneonline.it/pages/content.aspx?id=5&#038;param=scansione_keyword_internet" >http://www.reputazioneonline.it/pages/content.aspx?id=5&#038;param=scansione_keyword_internet</a>)<br />
 &#8220;Strategia di intervento: viene definita una strategia volta a limitare gli effetti negativi di quanto rilevato&#8221;</p>
<p>Come dire: si parte dal presupposto che il commento sia negativo <img src='http://www.markingegno.biz/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sarei davvero curioso di sapere come pensano di &#8220;limitare&#8221; questi effetti negativi, e con quanto successo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Donato</title>
		<link>http://www.markingegno.biz/blog/2008/03/17/uno-scudo-per-la-reputazione-online-delle-aziende/comment-page-1/#comment-2119</link>
		<dc:creator>Donato</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 14:44:48 +0000</pubDate>
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		<description>@Gianluca - LOL, questa è cattiva, pero&#039;.
:-P

Sulle prime anche io ho avuto qualche perplessita&#039;, ma poi a pensarci bene non mi  pare che l&#039;idea di fondo sia cosi&#039; sbagliata, non credi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gianluca &#8211; LOL, questa è cattiva, pero&#8217;.<br />
 <img src='http://www.markingegno.biz/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sulle prime anche io ho avuto qualche perplessita&#8217;, ma poi a pensarci bene non mi  pare che l&#8217;idea di fondo sia cosi&#8217; sbagliata, non credi?</p>
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