
[photo credit: sflood02]
Raccolgo alcune riflessioni maturate in coda al post di Maurizio Comprendere il blogstar system, e come sempre contaminate da tutto quello che leggo in giro.
Tempo fa ho scritto:
Anche quando ci si occupa della scrittura di un blog, che sia personale o aziendale, si è soggetti a fenomeni naturali, forze di diversa natura, alcune centrifughe, altre centripete. E’ dalla capacità di controllare queste forze che nasce un buon blog.
Le forze centripete a cui mi riferivo sono proprio quelle generate dal cosiddetto blogstar system. Per la natura e conformazione della piccola costellazione di blog che orbita intorno a Blogbabel, e di cui fanno parte, indistintamente, tutti quelli presenti in classifica, scrivere un post che parla della blogosfera – bene o male non importa – vuol dire ricevere quasi automaticamente ricevere più commenti, più link, più risposte.
Attendo smentite.
Questo è particolarmente vero nella “nostra” blogosfera. Un post di questo tipo, ad esempio sarebbe del tutto ignorato se non disprezzato su un qualsiasi Myspace – se qualcuno vuole fare la prova, io non ho un myspace.
Il compiacimento che deriva dal parlare di argomenti legati alla sola blogbabel-sfera però, è paragonabile al compiacimento onanistico: sterile per definizione.
L’unico modo che vedo per superare il blogstar-system è quello di ampliare i confini della blogosfera, o meglio di agevolare questo processo che ritengo naturale ed inevitabile.
Il numero dei nuovi blog / tumblelog / social network cresce in continuazione, sempre nuova gente scopre la possibilità di interagire, dialogare tramite il web. Ovviamente i primi hanno iniziato con lo spiegare ai nuovi arrivati come fare per usare il nuovo mezzo, e ancora continuano a farlo.
Quando si raggiungerà una massa critica sufficiente, l’universo dei blog sarà così vasto e variegato che le blogstar, se ci saranno, non saranno lì per il solo fatto di essere arrivati prima, o perché parlano della blogosfera in maniera autoreferenziale, ma piuttosto perché trattano di argomenti di interesse comune, in maniera accessibile a tutti.
No, non sono così ottimista da pensare che in futuro prevarranno i contenuti di qualità. Per quelli ci sarà, mi auguro, sempre una nicchia. Andrà per la maggiore quello che piace alla maggioranza degli utenti web.
Ora la maggioranza degli utenti ama parlare di se stessi, perché ciò è stato funzionale in un momento di iniziale; ora si rischia invece di ritardare l’evoluzione della blogosfera stessa, se non si supera la logica del blogstar system.
Ci vuole un morale della favola, per quei due o tre che sono arrivati a leggere fin qui, eccolo:
se la smettessimo di masturbarci parlare delle blogstar o fare giochini idioti per raccattare link, potremmo far crescere la blogosfera, scegliendo ognuno i temi a cui più è interessato. A beneficio di tutti.
- Technorati Tags: autoerotismo, blogstar system, blogosfera
7 commenti
Beh la rete, come si dice sempre, non fa altro che replicare, adattandoli al mezzo, comportamenti già visti e rivisti in altri settori.
La blogosfera italiana è pesantemente viziata dall’italica smania di primeggiare, di pensare a sé stessi e di condividere a fatica con altri il proprio sapere e le proprie conoscenze.
Concordo con te sulla necessità di aprirci, ma deve concordare con noi tutta la blogosfera…è la somma che fa il totale (come diceva il buon Totò!).
@Francesco – Toto’ ha sempre ragione.
Credo che dirselo, di tanto in tanto, non faccia male, anzi, aiuta chi è piu’ facilmente seducibile dal “lato oscuro della forza”, o in termini meno *Star Wars* da chi si lascia trascinare da quelle forze centripete che sempre ci sono e ci saranno, perche’ insite nel mezzo.
Quando (se) si raggiungerà una massa critica sufficiente, le blogstar ci saranno ancora, e saranno coloro che scriveranno roba assolutamente stupida, di pettegolezzo e/o generalista.
Ma non mi pare un grande problema.
@.mau. – no, per chi non cerca fama e gloria non sara’ un problema.
[i due punti non stanno li' a caso, giusto?]
@Donato: no, i due punti non stanno a caso
@.mau. – lo so, tempo fa ho letto tutta la spiegazione, volevo dimostrare di aver fatto i compiti a casa.
Come al solito poi ognuno faccia quello che crede sul proprio blog, se vuole partecipare ai giochini, alle polemiche interne alla blogosfera (prima della chiusura l’argomento più discusso su blogbabel era blogbabel), e tutte queste cose che non interessano minimamente a chi sta fuori è liberissimo di farlo.
Ma la gente comune (il pastore abruzzese, il bracciante lucano, la casalinga di Treviso…) perché dovrebbe leggere le pagine di questi blog?
Io non aspiro che tutte le persone su questo pianeta si mettano a produrre contenuti – non tutti vogliono essere produttori – ma aspiro che i contenuti generati dalla blogosfera siano accessibili e utili anche a chi ne sta fuori.
Certo, il post su come sistemare un template di WP è utile solo a chi ha un blog, così come alcuni blog specifici per blogger serviranno solo ai blogger, ma per il resto riempire i nostri blog di In-Joke non ci fa apparire bene,
Per questo motivo sono molto più felice quando ricevo un commento senza website piuttosto che un commento da un altro blogger: è il mio parametro di misura per capire se quello che scrivo funziona anche fuori dalla sfera.