
[photo credit: criswatk]
Protagonisti:
- Gigi, 6 anni
- Francesca, 2 anni
.
A casa hanno un computer desktop per tutta la famiglia, e nessun blogger che li conduca sulla cattiva strada, insomma la loro educazione digitale rientra perfettamente nella media, non sono casi eccezionali.
Episode 1.
Gianluigi gioca con un mappamondo, indica l’Australia; la madre gli chiede: “Gigi, dov’è l’Australia?”
Interviene prontamente Francesca: “A Internet!”
Episode 2.
Gianluigi ha creato una composizione con tre limoni e alcuni stecchini: “Mamma la posso portare a casa?”
Lei: “No, Gianluigi, non possiamo”
Gigi: “Ma almeno facciamo una foto e la mettiamo sul desktop.”
Epilogue.
Volete che queste giovani leve tra qualche anno non abbiano un blog, o che non usino il web al 100% delle sue possibilità, invitando i loro amichetti alle feste di compleanno tramite Facebook o qualche altro Social Network?
A me pare una previsione di una facilità disarmante; spero piuttosto che non ci sia ancora qualche vecchio bacucco che ritenga aberrante avere un blog.
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5 commenti
Concordo.
Alla faccia di Vespa, penso che questi nativi digitali useranno tutti gli strumenti del web davvero al 100%. Non faranno un blog per prostituirsi, sarà semplicemente un’estensione della loro personalità, farà parte della loro vita come della nostra ha fatto parte il Lego, per capirci.
io non ho una visione completamente ottimista: temo un digital divide culturale tra quelle nuove leve cresciute con internet e quelle cresciute con la TV.
Non riesco ad immaginarmi una società divisa in questo modo…
@Sergio – un attimo, non ho detto che sara’ il migliore dei mondi possibili, il pericolo del digital divide esiste ed e’ quanto mai attuale.
Pero’ non si puo’ negare che sia chi la pensa come Vespa piu’ vicino all’estinzione – altrove ho parlato di Dinosauri, e se non ricordo male lo hai fatto anche tu
– rispetto a chi vive internet ™
Non c’è dubbio che i dinosauri siano destinati all’estinzione, ma appunto più si allargherà il “divide” più la società diventerà complessa da gestire.
Appunto come sarà acuta la differenza tra chi tra qualche anno saprà usare internet per recuperare informazioni, vagliando criticamente più fonti naturalmente e non leggendo solo beppegrillo.it (per fare un esempio) e chi come oggi si accontenterà di quello che dice un solo megafono (televisivo o internet poco importa).
In breve io vedo un passaggio molto complicato all’orizzonte.
“Volete che queste giovani leve tra qualche anno non abbiano un blog, o che non usino il web al 100% delle sue possibilità, invitando i loro amichetti alle feste di compleanno tramite Facebook o qualche altro Social Network?”
mh, non saprei in che misura si possa realizzare questa previsione.
Se prendiamo l’espressione “tra qualche anno” alla lettera direi proprio di no, più verosimilmente sapranno tutto di msn e youtube ma per il resto il web 2.0 è roba da grandi a mio modesto avviso…
intorno ai 18 ci arriveranno sicuramente più ragazzi (ormai quasi adulti)
Un trackback
[...] di sei anni, e condurlo per mano verso la comprensione. E quando dico bambino non mi riferisco ai nativi digitali di [...]