La bufala e ..la mozzarella

mozzarella di bufala

Ieri il Ministro per le politiche agricole Paolo De Castro ha detto:

Evitiamo di fare un secondo caso di influenza aviaria quando per settimane abbiamo riempito giornali e telegiornali creando panico che ha portato ad un crollo dei consumi. Qui siamo vicini ad un crollo dei consumi, non esiste un caso diossina – ribadisce il ministro – esistono alcune aziende che sono state tolte dal mercato quindi rassicuriamo i nostri consumatori.

Si parla di bolla mediatica, che dovrebbe essere un versione nostrana del media hype anglosassone.

Facile scaricare la responsabilità sui media, ma non basta. Esistono delle precise strategie da adottare per gestire la comunicazione in situazione di crisi, ed il primo obiettivo da raggiungere è quello di essere tempestivi ed efficaci.

Una volta che i consumi sono drasticamente calati e che la psicosi si è innescata, per invertire la rotta ci vorranno mesi o anni, proprio come è accaduto con l’aviaria ed il consumo di pollame.

Naturalmente non si riduce tutto ad una mera questione di comunicazione, è ovvio, esiste e viene prima una questione sanitaria da affrontare, ma questo non è sufficiente. Una volta posto sotto controllo il fenomeno da un punto di vista medico, è necessario comunicare in maniera corretta, in modo che l’intervento a tutela del consumatore sia percepito correttamente.

Alcuni elementi su cui punterei:

  • istituire una task force multidisciplinare, in accordo tra i Ministeri della Salute, delle Comunicazioni, e delle politiche Agricole;
  • istituire immediatamente un numero verde ed un sito internet ad hoc per informare i cittadini e rispondere ad eventuali domande;
  • fissare degli appuntamenti giornalieri per fornire dei rapporti ai media, ovviamente prima dei principali telegiornali, e tramite un portavoce incaricato per questo specifico argomento, in modo che ci sia una voce ufficiale del Governo facilmente identificabile;
  • monitorare costantemente i media ed intervenire con comunicati stampa immediati in caso di necessità;
  • rendere visibile il lavoro di controllo eseguito a tutela dei consumatori;

.
Se è vero che non esiste un problema diossina per le mozzarelle, e mi auguro vivamente che sia così, è altrettanto vero che esiste un pericolo bufala, una bolla mediatica che può mettere in ginocchio numerose attività imprenditoriali.
L’intervento andrebbe fatto a prevenzione, non dopo che il danno è stato già subito.

Così eviteremmo anche di sentirci dire dalla Unione Europea che i nostri aggiornamenti sono “molto lacunosi”.

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5 commenti

  1. hermansji 27 marzo 2008 - 11:15 am | #

    Concordo con il tuo post.

    A proposito di aviaria ecco quanto riportavo:
    [link]

  2. Donato 27 marzo 2008 - 11:37 am | #

    @Hermansji – ho tolto il link dal tuo commento perche’ non trovo niente di attinente con il mio post nel piano di vaccinazioni per l’aviaria.

    Piu’ argomentazioni meno link, please.

  3. hermansji 27 marzo 2008 - 11:58 am | #

    Non ti facevo così suscettibile…
    comunque l’attinenza parte dal tuo incipit. E’ si anella nel punto in cui si parla di informazione ai cittadini. Eccessiva secondo le parole del Ministro, dal tuo post ricordato,mentre invece esiste un piano di vaccinazione operativo per una vasta aerea dell’Italia che è attualmente sottoposta a monitoraggio. Qualcuno sostiene che non esiste un caso diossina come non esisteva un caso aviaria e che si tratta di un difetto di comunicazione dei media.
    .:.

  4. Donato 27 marzo 2008 - 12:07 pm | #

    @hermansji – ultimamente ho dovuto alzare il livello di guardia.

    Trovo piu’ attinente quello che hai scritto qui, di quello che che ho letto nel tuo link.

    Grazie per il contributo e spero che non te la sia presa.

  5. Marco 27 marzo 2008 - 10:41 pm | #

    E’ un Paese dove ancora si crede che la comunicazione sia un privilegio che la politica (o l’azienda) accorda al popolo se e quando ne ha voglia. Questo spiega (almeno in parte), il dilettantismo con cui stiamo gestendo questa faccenda.

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