Online lasciate i venditori a casa

venditoreLe persone con cui è più difficile comunicare sono quelle con cui non condividiamo lo stesso codice.

Per questo, quando si scrive, è necessario tenere presente a chi ci rivolgiamo.
Spesso ancora oggi si incontrano siti di aziende scritti riportando i testi della brochure aziendale, quando non dell’ufficio tecnico.
Può sembrare assurdo che questo succeda ancora oggi, ed invece è così, altro che web2.0.

Il potenziale cliente che cerca informazioni su di un prodotto, preferirebbe poter dialogare con qualcuno che lo stia a sentire, che ne comprenda i bisogni, non ha bisogno di un venditore insistente che cerchi di persuaderlo all’acquisto.

Il venditore di tipo classico, o è capace di rinnovarsi, secondo le dinamiche del web, oppure è preferibile che rimanga off-line, per il bene dell’azienda.

Provate a rileggere i testi della vostra azienda con gli occhi di un cliente, sono ancora così interessanti?

[photo credit: woodsy]

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2 commenti

  1. Francesco Federico 2 aprile 2008 - 4:41 pm | #

    Non parlarmi di venditori…non riesco a liberarmi di uno che vuole venderci 5GB di hosting shared con 5 account di posta a 1.500 euro l’anno…Altro che 2.0, è un rottame da film di Vanzina…

    Tornando IT, concordo con te sull’esigenza di elaborare un linguaggio diverso per le vendite online, ma le difficoltà nel convincere le PMI a cambiare linguaggio sono tante…

  2. Donato 2 aprile 2008 - 4:46 pm | #

    Non parlarmi delle difficolta’ di convincere le PMI a cambiare linguaggio (e atteggiamento in genere)
    ;)

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