Una email per salvare la vita del figlio tossicodipendente
- Posted by Donato on April 8th, 2008 filed in Extras

[photo credit: Lorenzo Giove]
Lo scorso giugno 2007, all’indomani delle amministrative, ho scritto della elezione, come Sindaco di Taranto, del dottor Ippazio Stefàno, il quale può vantare, oltre a tutti gli i numerosi meriti guadagnati nella sua prestigiosa carriera di medico, anche quello di essere stato il mio pediatra e molto di più che solo quello.
Riprendo quel post a quasi un anno di distanza, perché da allora, a più riprese, ho ricevuto i commenti di cittadini che cercavano una maniera per avere delle risposte dall’Amministrazione della città dei due mari, spesso devo dire, su problematiche che non so quanto possano realmente essere gestite dal Sindaco o da un suo delegato.
Ieri mi ha particolarmente colpito l’appello lanciato da Antonio, padre di un ragazzo che pare sia diventato, o rischi di diventare, tossicodipendente. Antonio era in cerca di una email del Sindaco per chiedergli di chiudere l’ex scuola Martellotta, ora ribattezzata Cloro rosso.
Dovete capire che è un covo di tossici ormai! E mio figlio sta diventando come loro! Voglio bruciarlo quel posto! Io voglio fare il mio dovere da padre! ma non ce la faccio più!
Tramite una veloce ricerca apprendo che si parla di un centro sociale recentemente occupato in via Scoglio del Tonno. A taranto evidentemente, anche i nomi delle vie, come tutta la città sono legate al mare.
Ad Antonio ho cercato di rispondere nell’unico modo che mi e’ sembrato opportuno, esprimendogli solidarietà innanzitutto, e fornendogli l’email dell’ufficio relazioni con il pubblico di Taranto, se non altro nella speranza che possano indirizzarlo verso una struttura di assistenza, se ne esistono in zona, tramite i servizi sociali.
Qui di solito si parla di comunicazione, quindi forse di questa vicenda avrei dovuto dire per prima cosa, che quando si ha il disperato bisogno di dire qualcosa, lo si fa, anche nel posto sbagliato, anche se in fondo si sa che non servirà a niente. Come ha fatto Antonio.
Forse avrei dovuto anche parlare di come non si possa sperare di risolvere un problema di droga di un giovane chiudendo un centro sociale. Significherebbe solo spostare il problema di qualche centinaio di metri.
Sì, forse avrei dovuto, ma mi andava solo di raccontare la storia per come mi si è presentata, nei suoi vari passaggi, nella speranza che rileggendola Antonio si senta, per un secondo, un pò meno solo e disperato, e che magari un altro lettore, passando di qui per caso, gli porga in qualche modo una mano.
- Technorati Tags: taranto, stefano, tossicodipendenza
12 Responses to “Una email per salvare la vita del figlio tossicodipendente”
Trackback e pingback
- Nessun trackback o pingback disponibile per questo articolo


8 April 2008 alle 8:56 pm
Il problema dei centri sociali è che, parlo per Milano, ce ne sono alcuni molto interessanti, che sono dei veri e propri laboratori culturali che sono luoghi di aggregazione e socializzazione “pulita”.
Altri (e purtroppo sono la maggioranza) sono invece luoghi di degrado, spesso in luoghi illegalmente occupati, nei quali si fomenta lo spaccio di stupefacenti ed altre attività illecite.
In questo secondo caso mi pare ovvio che lo sgombero sia obbligatorio, anche se certamente non risolve il problema della droga.
Sul fatto che il tuo blog sia diventato l’URP del Comune di Taranto solidarizzo, a me capitò tempo fa con un post su Microsoft DVD Maker…scambiarono il mio blog per l’assistenza tecnica…
9 April 2008 alle 6:47 am
Riflessione che condivido pur non conoscendo da vicino il mondo dei centri sociali, per questo ho prferito dare piu’ spazio alla vicenda umana.
14 April 2008 alle 5:41 pm
Sono un ragazzo del Csoa CloroRosso di Taranto.
Siamo pronti a querelare il sedicente signor Antonio per le dichiarazioni che ha fatto sul nostro Centro Sociale dove (possono testimoniarlo tutti i ragazzi che lo praticano) è tassativamente vietato qualsiasi forma di spaccio o consumo di droga.
Nel centro sociale, da un mese a questa parte, sono stati fatti 5 concerti, 3 video-proiezioni, un dibattito proprio sulle droghe (con uno psicologo) e tante altre attività, oltre all’allestimento della palestra popolare e della biblioteca.
Chiediamo al proprietario del Blog di darci il nominativo di questo signor antonio per provvedere alla querela, altrimenti saremo costretti a segnalare questo sito alla Polizia Postale e far partire una denuncia anche nei suoi confronti.
Siamo stanchi di dicerie e di false voci messe in giro per screditarci. Abbiamo sempre risposto con le nostre attività, ma ora provvederemo alle vie legali.
14 April 2008 alle 6:49 pm
@militante - Non so, da parte vostra mi sarei aspettato una maggiore attenzione verso il valore della liberta’ di parola, anche se posso comprendere che vi sentiate vittima di offese ingiustificate.
Da parte mia non ho ne’ avallato ne’ smentito le affermazioni di Antonio, che, a quanto ne so, potrebbe essere un nome di fantasia. Tanto e’ vero che ho parlato di servizi di assistenza per la sua situazione di padre, non ho certo detto che andrebbe chiuso il centro sociale.
Non lo conosco, non mi permetterei di esprimere un giudizio su qualcosa che non conosco.
Sinceramente vi consiglio di lasciar perdere denunce inutili, nei confronti di un padre gia’ disperato. I vostri nemici, se ne avete, sono altri.
Questo poi, è uno spazio libero in cui scambiare civilmente le proprie opinioni. Volete dimostrare quanto di buono si fa nel vostro centro sociale? Prego, inviatemi una mail e la pubblichero’ volentieri, raccontate a chi come me non lo conosce quello che succede davvero durante i concerti e le altre manifestazioni che organizzate.
14 April 2008 alle 7:09 pm
Caro signor Donato, lei ha dovere di pubblicare un qualcosa verificando prima l’attendibilità della fonte.
Sa che significa per noi ragazzi leggere in rete che un pinco-pallino qualunque definisce il nostro Csoa “un covo di tossici”?
Lei ha idea dell’impegno (economico e di tempo) che abbiamo dovuto sostenere per mettere su questo Centro Sociale (e siamo ancora agli inizi) non certo per noi o per i nostri parenti, ma per tutti coloro che vogliono creare qualcosa di alternativo in una città priva di qualunque luogo di aggregazione?
Il fatto che sia un padre disperato non lo autorizza minimanente a spargere falsità sulla nostra opera.
Tanti genitori sono venuti a vedere cosa facevamo al CloroRosso e sono tornati a casa contenti nel sapere che i figli vanno in un posto pulito, dove apprendono ideali, disegnano, ascoltano musica, leggono libri e discutono di tante tematiche.
Magari, se il signor Antonio fosse capitato venerdì sera avrebbe trovato 30 ragazzi a discutere con uno psicologo proprio sull’argomento che tanto lo attanaglia, ovvero le droghe e i danni che essi provocano.
Tra i nostri nemici figurano sicuramente anche gli infami, ovvero la categoria peggiore (anche peggiore dei fascisti) che scredita coloro che cercano di risollevare socialmente questa città solo per la propria ignoranza e ottusità.
Il signor Antonio, disperato o no, reale o meno, risponderà in tribunale delle sue dichiarazioni e della sua mail al Sindaco che, tra l’altro, ha visitato due volte il nostro Csoa e ha visto quello che siamo capaci di fare…altro che tossici.
Siamo stanchi, stanchi e ancora stanchi di voci e zizzanie che girano per farci affossare.
Pagheranno tutti, anche i genitori falliti!
14 April 2008 alle 7:23 pm
@militante - errato, questa non e’ una testata giornalistica per cui non sono tenuto alla verifica della fonte, tanto meno sono responsabile dei commenti.
Ognuno e’ responsabile di cio’ che scrive nei commenti, e pur non essendo un legale, ho idea (ma potrei sbagliare) che sia potenzialmente piu’ querelabile dare del “fallito” ad una persona, che definire un posto un “covo di tossici”, non per un giudizio di merito, ma solo perche’ la prima e’ diretta ad personam, la seconda spara nel mucchio, e’ vaga, e potrebbe essere perfino essere intesa come un modo di dire.
A parte questo, ripeto, la mia opinione e’ che minacciare le vie legali non faccia proprio il vostro gioco, anzi vi porterebbe piu’ danni che benefici.
Comunque una indagine prevederebbe in ogni caso dei sopralluoghi della polizia nel vostro centro sociale. Pero’ queste sono considerazioni che lascio fare a voi.
Da parte mia non ritengo ci sia altro da aggiungere verso una faccenda di cui sono testimone e nulla piu’. Sia io che il blog siamo neutrali rispetto alla questione.
In bocca al lupo in ogni caso.
14 April 2008 alle 8:00 pm
La polizia è entrata almeno 4 volte nel nostro centro sociale.
Hanno trovato ragazzi che pulivano un giardino, altri che organizzavano una biblioteca e bambini del quartiere che giocano a palla.
Non abbiamo nulla da nascondere, chiunque può venire a qualsiasi ora e vedere cosa facciamo.
Ci vantiamo delle nostre attività!
Non mi interessa le sua non è una testata giornalistica o meno, è stato pubblicata la seguente frase “il clororosso è un covo di tossici” e qualcuno pagherà per questa grave ed infame illazione.
La droga è nemica del nostro centro sociale e non permettiamo a nessuno di dire il contrario.
14 April 2008 alle 8:04 pm
Nulla da aggiungere a quanto gia’ detto.
15 April 2008 alle 9:49 am
Buongiorno, Allora il fatto che il “signor antonio” ci ha chiamato tossici, o come meglio dire ha definito il CSOA covo di tossici, a me non va giù. Il fatto che il signor “Donato” abbia dato solidarietà a priori tanto meno. Signor Donato chi le dice a lei che questo “Antonio” sia un nome fittizzio nato proprio per creare problemi ai ragazzi del centro, che si spaccano giorno pomeriggio e sera, per dare qualcosa che a Taranto non c’è mai stato,ragazzi che di sicuro stanno alla loro prima esperienza e si ritrovano gente come questo “Antonio” che fa affermazione ecletanti a nostri discapito. E’ ovvio che noi per tutelarci andremo per via legale, è ovvio che se viene la polizia a farci visita noi diciamo prego entrate e controllate pure, tanto il massimo che trovarete sono le cicche di sigaretta, è ovvio che noi ci siamo stancati di sentir dire alle nostre spalle PAROLONI e PAROLONI che non ci APPARTENGONO!
All’esterno abbiamo anche messo un avviso ad eventuali spacciatori, che se per puro caso hanno la bella idea di venire a spacciare all’interno del nostro centro sociale verranno cacciati subito!All’esterno sta una scritta enorme: LA DROGA E’ MERDA!
Nessuno ovviamente sa, che già abbiamo cacciato uno spacciatore, che non ha avuto neanche il tempo di entrare all’interno del centro!
Donato queste accuse sono veramente pesanti, non ci stiamo male per ste infamità che ci fanno, perchè veramente ci stiamo mettendo anima e cuore all’interno di quel centro, e non è giusto che i nostri sforzi devono essere abbattuti dal primo pinco pallino che capita!
Ok, con questo credo di aver finito, buona giornata…
E invito il Signor Antonio a farci visita, così è capace che invece di sparlare di noi si rimbocca le maniche e inizia a darci una mano!E se suo figlio si droga non è certo colpa nostra!
15 April 2008 alle 10:52 am
Ho gia’ precisato, e mi pare evidente dal contenuto del post che la mia solidarieta’ nei confronti del sig. Antonio e’ rivolta nei confronti dell’uomo e padre in difficolta’, non per le sue idee nei confronti del centro sociale.
A voi non posso che dare la medesima solidarieta’ per il fatto che vi siano stati attribuiti comportamenti che non vi appartengono.
Ad entrambi, voi e il sig. Antonio non posso che credere sulla parola, perche’ non ho altro modo di verificare quello che dite, ne’ e’ mio dovere farlo, ne’ e’ mia intenzione. Avete liberta’ di parola.
Invece di continuare a scrivere commenti mi potreste scrivere un articolo per raccontare il vostro centro sociale, articolo che avrebbe maggiore visibilita’ e porterebbe forse qualcosa di buono per tutti.
Di piu’ non vedo cosa possa fare.
15 April 2008 alle 11:44 am
Il problema è che i nostri articoli sono già usciti, abbiamo già spiegato se vuoi lo rifacciamo non ci sono problemi almeno per me! Tanto non c’è niente di cui vergognarsi. Però invito cmq il signor “antonio” e anche a te donato di venire al centro per farci visita!
Buona giornata
15 April 2008 alle 12:08 pm
Non sono di Taranto, ma se ci sara’ occasione verro’ volentieri.
In passato sono stato a qualche concerto del Forte Prenestino a Roma e ne conservo un buon ricordo. Non faccio nessuna fatica a credere alla vostra buona fede.
Ciao.