Il concerto dei Baustelle a Bari raccontato dal loro fan
- Posted by Donato on April 25th, 2008 filed in Extras

Il gruppo indie-rock di Montepulciano, Baustelle, composto da: Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini, è un complesso emergente, che da un po’ di tempo a questa parte sta facendo parlare di sé. La musica suonata da questo gruppo, è molto particolare, ricca di strumenti alternativi e melodie nuove; Ma il loro improvviso successo, non è dato semplicemente dal loro essere “alternativi”, ma in particolare dai loro pezzi che spesso sono accompagnati da testi ricercati, e pieni di significato usualmente con riferimenti di carattere culturale e sociale attuali.
Da poco è in tour il loro ultimo album “Amen”, ed è a Bari il 5 Aprile al New Demodè, che si sono esibiti in una ottima performance. La serata è cominciata intorno alle 22:30, e già i fan dei Baustelle iniziavano ad accalcarsi sotto il palco, carico di luci, strumenti e amplificatori. Ma il gruppo ha fatto il suo ingresso scenico, accompagnato da effetti di luce e fumo solo verso le 23.15 e subito, il pubblico è esploso in tutto il suo calore, e dopo un intro unico nel suo genere, hanno incominciato suonando tutte le tracce principali del loro ultimo disco senza dimenticare però, alcuni pezzi dei loro vecchi album che durante la loro esecuzione, hanno permesso ai fan più sfegatati di tirar fuori la loro “ugola d’oro”.
Inoltre sono stati molto belli i momenti tra una canzone e l’altra, e il numero non spropositato di spettatori, ha anche permesso un rapporto molto più diretto tra la band e il pubblico. Così, tra un gioco di luci, un’improvvisazione di Bianconi, e una fantastica esibizione di Rachele, la gemma della Band, il concerto si avvia alla conclusione; accompagnati dalla magica canzone “Andarsene così”, in una catarsi completa con il pubblico esterrefatto, e una melodia ipnotica, creata dalla batteria di Sergio Carnevale, cala il sipario, e la band abbandona il palco, lasciando dietro di se una scia di applausi che sembrava non finire più.
Personalmente credo che i Baustelle, siano un gruppo molto promettente, che spero riesca a farsi largo tra i cantanti improvvisati dei nostri tempi, per incidere almeno lievemente nei costumi dei nostri tempi. E questo può essere possibile solo se il mal di vivere degli adolescenti e l’esistenzialismo precario dei giovani, e non, continueranno ad alimentare il loro successo.
In particolare spero fortemente che i Baustelle sostituiscano la playstation, perché tentare di capire almeno una parte delle loro citazioni, può essere molto istruttivo, ma è tutto da vedere, anche perché non so quanti Festival Bar riusciranno ancora a fare cantando “…Socrate suicida per te”. Paradossi e frasi eclettiche, sono gli ingredienti del loro stile. Proprio come un film di Rohmer con Anouk Aimée o un episodio del tenente Colombo filmato da Jhon Cassavetes. Tutte queste informazioni, che come flash vengono lanciate dalle loro canzoni nella mente di chi li ascolta, possono solo aiutare a crescere una persona e a formarla culturalmente. Perciò lunga vita ai Baustelle perché “Tutto il resto è inutile”.
— — — [Guest post, autore: Andrea | Fine] — — —
Il mio precedente post, Baustelle, Liberismo e sensi di colpa, in cui ho parlato con toni scherzosi ed ironici di questo gruppo, ed in particolare dei loro testi, non è stato particolarmente apprezzato dai fan. Lo capisco, ci sta tutto. Capita quando hai un idolo e qualcuno cerca di macchiarne l’immagine.
Il post in questione, in cui citavo anche Andrea, autore del guest post qui sopra, si concludeva con l’invito a lui, e quindi idealmente a tutti i fan a non lasciarsi condizionare nelle proprie idee da nessuno, neppure da me.
Sono contento ed orgoglioso di Andrea, per il fatto che abbia seguito quel consiglio, e spero che mantenga sempre lo stesso spirito critico, verso tutti, anche verso i propri idoli.
Dell’aspetto strettamente musicale, invece, non me ne sono occupato allora e non lo faccio nemmeno ora, perché non ne ho né i titoli né la competenza per farlo, mica mi chiamo Mara Maionchi.
PS.
La foto dei Baustelle è presa dal loro account su Flickr; dal punto di vista di come si muovono nel web2.0 hanno tutta la mia approvazione!


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