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I tempi della scrittura

Scrivere ha i suoi tempi, bisogna rispettarli. Per questo non si dovrebbe essere mai obbligati a scrivere in base a delle scadenze.

La scrittura è un’attività creativa che va educata, alimentata. Senza una certa dose di imposizione ed urgenza si finisce per non scrivere.

Quale di queste due affermazioni è vera e quale no?



6 Responses to “I tempi della scrittura”

  1. Sara scrive:

    Dipende da cosa si scrive. Secondo me la scrittura personale non può avere scadenze.

    La scrittura professionale implica un lavoro sulle fonti credo, come accade per le tesi universitarie, e quindi va disciplinata per essere ottimizzata.

  2. Donato scrive:

    Non lo so, e’ un enigma che ancora non ho risolto. Da un lato non vorrei mai avere delle scadenze, dall’altro mi rendo conto di essere piu’ produttivo sotto pressione.
    Mah, probabilmente non c’e’ una regola fissa valida sempre.

  3. Gianluca scrive:

    vale per me, s’intende: se ho scadenze, vengono fuori cose documentate e strutturate, se non le ho, decisamente creative e divertenti.
    quindi la morale è anche dipende da cosa ‘devi’ scrivere

  4. Donato scrive:

    @Gianluca - vero, capita anche a me.

  5. Marco scrive:

    L’urgenza e l’imposizione hanno un valore. I grandi scrittori spesso scrivevano sotto l’assillo dei debiti e hanno prodotto capolavori.
    La libertà che la tecnologia regala è spesso solo un mezzo per coltivare pigrizia e ovvietà. Limiti e imposizioni ci costringono a riflettere sul valore nostro e su quello che diamo alla scrittura.

  6. Donato scrive:

    @Marco - tutto vero, ma piuttosto che vivere con l’assillo dei debiti preferisco rinunciare a scrivere capolavori.

    Meglio pensare ad un bel libro di barzellette!
    :)

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