Giornalisti digitali e analogici

I giornalisti, quelli veri, si stano interrogando sul ruolo e sul peso della loro professione svolta per le redazioni online. Il dibattito parte da qui, ed è interessante. Quantomeno lo è per me, anche se ho l’impressione che come argomento interessi solo una metà delle figure che vengono coinvolte, ovvero chi scrive per il digitale.

I giornalisti delle redazioni tradizionali non mi pare che siano tanto presi. Cosa dovrebbe importare a loro che, come lo sono stati i dinosauri, sono i più grossi nomi della professione giornalistica?
Si sa poi com’è andata a finire per i dinosauri, no? Ecco, appunto.

Leggo di giornalisti che non si sentono tali, vengono discriminati dai colleghi dei media tradizionali, sento parlare di Ordine dei giornalisti, sindacati… personalmente ritengo che bisognerebbe osservare il sistema dell’Informazione in maniera più ampia, se vogliamo discutere senza tralasciare aspetti importanti.

Non è solo chi svolge il proprio lavoro online ad avere qualche difficoltà, ma tutto il sistema, fortemente aggrappato a ciò che conosce e ritiene sicuro, stabile. Ma il tempo scorre inesorabile, e presto ci saranno consistenti cambiamenti [mi auguro], perché lo stato attuale del giornalismo fa davvero pena, e non dipende solo dai giornalisti.

a) Non credo che un giornalista si riconosca dal tesserino.

b) Non vorrei essere un giornalista se dovessi fare servizi sul meteo inviato nelle città a chiedere ai passanti se sentono caldo, o in alternativa occuparmi del matrimonio dell’ultima miss K con l’anzianotto multimiliardario di turno.

c) La massima espressione del giornalismo non può essere rappresentata due file di poltrone una di fronte all’altra, con la maggioranza in carica sempre dallo stesso lato, così il giornalista-conduttore non sbaglia ad individuare da che parte sta il potere.

Io dico che le cose devono cambiare, e fino a quando non accadrà preferisco non essere un giornalista, e se proprio devo dare qualche informazione, lo farò dal mio blog, libero di dire quello che mi pare. Finché qualcuno non mi querela o censura, visto come vanno le cose.

PS.
E’ possibile che segua, nel prossimo futuro,  una riflessione più meditata, queste sono le idee che avevo “urgenza di esprimere” dopo la lettura degli articoli di Vittorio e Vittorio.
;)

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  1. [...] Marchingegno I giornalisti, quelli veri, si stano interrogando sul ruolo e sul peso della loro professione [...]

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