E’ possibile condurre con successo una attività commerciale senza l’ausilio di Internet, o comunque trascurando il canale di comunicazione digitale? Si. Consigliabile? No. Facciamo un esempio concreto.

Azzarito Elettrodomestici è “un nome” nel suo settore, per la privincia di Brindisi, e forse anche oltre. Regge la concorrenza della grande distribuzione, essendo peraltro parte della catena Expert. Sono in pochi quelli che lo associano alla catena nazionale, la grande maggioranza dei clienti lo conoscono di fama.
Buon branding, insomma, costruito nel tempo e puntando soprattutto su massicce campagne di affissione esterna, tutta orientata alle promozioni in corso. Niente fuffa, direbbero quelli che vedono il marketing come fumo negli occhi.
Azzarito ha anche lo stesso sito da almeno due anni [non dimenticate il www altrimenti non lo trovate!]; secondo me da molto più tempo, ma non ne sono sicuro, e facendo una ricerca su blogsearch di Google con i termini “azzarito elettrodomestici” non ho ottenuto neppure un riferimento.
Al signor Azzarito della coda lunga e di conversare con i propri clienti non interessa più di tanto, eppure, nonostante tutti i difetti del caso, il sito è predisposto per l’ecommerce, accetta pagamenti con carte di credito e persino PayPal, il che è un caso abbastanza raro per un rivenditore in questa zona, come è una piacevole sorpresa la presenza del pulsante callme di skype, a cui però non mi hanno risposto.
Tiro ad indovinare: il web produce scarsissimi volumi di vendita, in questa case history, se non in termini assoluti, almeno in proporzione alle vendite off-line.
E’ vero che il signor Azzarito fa bene a disinteressarsi del web? Se no, fino a quando potrà permetterselo?
Per la tipologia di clienti serviti e per la tipologia di prodotti offerti, a mio modesto avviso, un buon product-blog porterebbe molti più benefici del carrello della spesa. Qui la gente vuole guardare in faccia il venditore prima di comprare, e se possibile contrattare sul prezzo, sentirsi servito molto più di quanto non possa fare qualsiasi sito di ecommerce.
Dovessero comprare all’Ikea, va bene, tanto lì è fai da te in ogni caso, ma dal signor Azzarito, il vero valore aggiunto sono i ragazzi che ci lavorano, che sanno trattare con il cliente, ne sopportano i capricci e lo conducono alla ragione. Ogni tanto possono non servirti come vorresti, perché sono davvero molto presi, ma sanno farsi perdonare.
Un product-blog potrebbe instaurare un dialogo con i clienti, tenerli informati delle promozioni in corso, magari risparmiando qualcosa sulla affissione esterna, e farebbe circolare la voce anche oltre il confine della provincia brindisina.
Dialogare con i clienti è fondamentale, anche per dare delle risposte a color che possono essere meno soddisfatti, e per la legge dei grandi numeri, un’azienda che lavora tanto ha qualche cliente meno soddisfatto. Ad esempio io avrei qualche motivo per lamentarmi, non lo faccio perché ho visto nelle persone con cui ho avuto a che fare la buona fede ed un comportamento corretto, ma nel caso avessi invece evidenziato un disservizio come sarebbero andate le cose, come per Sergio Sarnari e il caso Mosaico?
9 commenti
Ottima analisi, bravo!
Non saprei.. secondo me internet davvero non si adatta a molti casi, specialmente in Italia in cui la diffusione è ancora scarsa. Certo nei prossimi anni andrà salendo ma per ora credo che per Azzarito sia davvero poco significativa
Il caso è emblematico e molto frequente.. Gli italiani preferiscono il rapporto personale e molte attività si reggono proprio sulle capacità relazionali del titolare.. La chiave sarebbe riuscire a portare tutto questo sul Web in maniera di attrarre nuovi clienti.. Esattamente l’opposto di Mosaico Arredamenti, creare la propria reputazione virtuosa sia in negozio che sul Web magari proprio attraverso un blog che consenta il dialogo con il cliente e la pubblica soluzione dei suoi problemi con altrettanto pubblico apprezzamento da parte della clientela.. Il Web non si inventa nulla, dietro c’è sempre l’uomo.
Sono assolutamente d’accordo con te, in molti casi io stesso evito di proporre ai clienti approcci e tecnologie che in altri Paesi e mercati funzionano, perchè qui semplicemente non ci sono i numeri…
Ricordo tempo fa al MicroCamp si diceva dei pompieri californiani che twittano gli incendi. Io non suggerirei mai ai Vigili Italiani di farlo, twitterebbero per chi? Uno sparuto numero di utenti che, detto francamente, non giustifica economicamente lo sforzo.
Bisogna proporre piccole cose, come tu giustamente dici, come blog, qualche app carina che produce un risultato immediato e concreto, di certo non costruire castelli che non avrebbero alcun ROI…
Caro Donato,
e se ti dicessi che hai scritto un sacco di fesserie come la prenderesti?
Se ti dicessi che è inutile parlare di online stores al Sud dove l’alfabetizzazione informatica è quasi nulla?
Che sarebbe stato meglio dotarsi di buonsenso (vale a dire studiare e capire le dinamiche psico-socio-economiche che ti circondano) dedicando ad altro il tempo (vedi un bel corso di comunicazione) di scrivere questa ovvietà?
Avresti almeno risparmiato a me il tempo di leggerla. E già sarebbe stato un passo avanti.
Non lo sai che, soprattutto al Sud, sono altri i fattori critici della vendita al dettaglio?
Tu che dici di fare comunicazione (complimenti per la chiarezza del sito, fossi in te insisterei su questa linea) non sai che è necessario pensare prima di scrivere, o sei il vigile del Web che tutto sa?
Non voglio fare come te che dispensi consigli e annoti le malefatte (presunte) di chi agisce in buona fede e lo fa con passione. E che potrebbe addirittura tirarci avanti una famiglia e farlo con dignità e onestà, pur non essendo il nostro caso.
Devi ancora saper dimostrare di saper fare qualcosa, oltre scrivere le tue opinioni. Non sei Alex, anche se ti ci atteggi. Sei Donato Markingegno.
Nella speranza di non averti annoiato come invece tu hai fatto con me (spero avrai il buongusto di pubblicare anche me sul tuo seguitissimo blog, saremo in 5 oltre i 4 gatti),
ti auguro il meglio per la tua vita personale e professionale.
Think before next time.
Michele the ugly and the bad
Caro Michele, sei libero di dire quello che ti pare, purche’ si rimanga nei limiti della buona educazione e rispetto reciproco.
Se ti annoia leggere quello che scrivo, nessuno ti costringe a farlo. Se hai opinioni diverse, esprimile pure.
Io annoto le malefatte presunte di chi agisce in buona fede? Ma a cosa ti riferisci?
Mi starei atteggiando ad “Alex”? Alex chi?
Sei sicuro di non aver sbagliato a commentare questo post?
Donato,
non avrei bisogno di scrivertelo pubblicamente e avevo già inviato un messaggio privato al tuo indirizzo di posta.
Sono d’accordo quando parli di scrivere nel rispetto reciproco secondo principi morali condivisi.
Sarei maggiormente d’accordo lo applicassi anche nei fatti e nella vita di tutti i giorni.
Per te ciò che scrivi è opinione (lo fai per divertimento), per altri motivo di successo o insuccesso nel business.
Ovvio che se trovi malefatte siano da denunciare e in modo pubblico: in caso contrario faresti bene ad accertartene prima che a rimetterci, prima o poi, potresti essere tu.
Rinnovando l’in bocca al lupo che ti ho fatto in privato (credo esista un solo Alex che conosciamo entrambi e un solo Simone che ti ha subito cancellato dalla sua lista contatti (!!)), ti saluta il solo Michele brutto e cattivo che conosciamo.
Michele
Michele, mi meraviglio di te. Non sei al corrente che al sud ci sono alcuni dei migliori sviluppatori web italiani, dei migliori marketer e soprattutto che l’unica zona in Italia dove l’e-commerce funziona davvero è proprio il sud? Inoltre non capisco il perché della tua veemenza in una discussione che dovrebbe essere un sano confronto di idee. Non ti pare di esagerare? O non sei più il Michele che conoscevo su Neurona?
Alex
Ciao Alex,
forse hai ragione, sto dando troppo peso a una situazione che non ne ha.
La discussione non è fine a se stessa – non voleva cioè riferirsi ad Azzarito expert – era un modo per far capire a Donato che ci sono vari modi per comunicare, e a fare polverone e sapientini siamo tutti bravi.
Ovviamente discorso chiuso per me – spero anche per Donato che hai il mio indirizzo email per ogni –
anche se la storia che al Sud sono tutti bravi non me la bevo
Buona giornata Alex e Donato.
Michele