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Il blogger non è un giornalista

Ci sono i giornalisti e ci sono i blogger. Poi ci sono anche i giornalisti blogger, o viceversa, come preferite.

La situazione è più semplice di quello che potrebbe sembrare a prima vista. Tra le due categorie, non c’è non ci dovrebbe essere una discriminazione fondata sul ruolo svolto, diritto a parlare ed intervenire sui temi della vita pubblica e, in sostanza sulla dignità di esistere.

I blogger non dovrebbero ritenersi superiori in virtù della loro competenza tecnologica, e di percezione del cambiamento. Sono il nuovo, ma non soppianteranno, non sostituiranno il pre-esistente, semmai lo modificheranno, lentamente, a piccoli passi.

I giornalisti non dovrebbero pensare di possedere una maggiore dignità, in virtù di ciò che rappresentano, per la struttura in cui sono integrati, e che per molti aspetti costituisce anche il loro stesso limite. Oggi è diverso da ieri, e domani lo sarà ancora di più.

Chi è un pò blogger ed un pò giornalista sa che tra i due ruoli esistono molti punti in comune e profonde differenze. A partire da quelle stilistiche. Io, ad esempio, quando scrivo per Appunti Digitali, che pure si riferisce ad una testata online, a volte sono tentato di assumere i toni di una illusoria oggettività giornalistica. Non sarebbe opportuno, perché quello che un blogger offre in più a ciò che scrive, è quella goccia di sangue, quel mettersi in gioco in prima persona, non per conto di una testata o di un gruppo editoriale.

Il blogger, anche quando scrive per professione, è solo di fronte ai propri lettori. Non ci sono redazioni, né mediazioni. Al blogger è richiesto di esporsi, non può limitarsi a raccontare i fatti. Cioé, si, è chiaro che può scegliere di raccontare i fatti che conosce, ma anche quella è pur sempre una propria scelta personale, valida una volta, non una costante dello scrivere.

In questo, rispetto al giornalista, il blogger è più pari inter pares, uomo di fronte ad altri uomini, a cui deve una risposta, proprio perché si pone sullo stesso piano. Ecco perché lo stile del blogger è diretto e personale. Ecco perché i commenti sono l’anima del blogging.



3 Responses to “Il blogger non è un giornalista”

  1. Niki scrive:

    Quando scrivi: “Il blogger, anche quando scrive per professione, è solo di fronte ai propri lettori. Non ci sono redazioni, né mediazioni. Al blogger è richiesto di esporsi, non può limitarsi a raccontare i fatti…” parli di un ideale ipotetico o descrivi una realtà oggettiva? Perché a me sinceramente non pare come dici. Almeno non in Italia. Se si scrive per qualcuno, non sono molte le occasioni in cui questo qualcuno permette un allontanamento dalla propria linea editoriale, nemmeno ai blogger, o ai giornalisti che hanno uno spazio blog all’interno di una testata.
    Mi vengono in mente un paio di casi nell’ambito dell’Espresso (potrai leggere qualcosa al riguardo qui http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/04/11/i-blog-la-liberta-lespresso/)
    Questo per dire che se la differenza è chiara “da questa parte”, non lo altrettanto dall’altra.
    Inoltre mi chiedo, e questa è una curiosità del tutto personale: un problogger che lavora per una azienda, una compagnia, ecc. in che misura è veramente libero?

  2. Donato scrive:

    Caspita Niki, mi fai domande proprio difficili! :)

    a) Pensavo di parlare di una realta’ oggettiva, ma mi rendo conto di essermi riferito piu’ ad un ideale potetico.
    Il riferimento era comunque piu’ al rapporto che si instaura tra il blogger e chi lo legge, per tramite del post, piuttosto che alle dinamiche che si instaurano tra il blogger e la redazione.
    Spero di essermi spiegato.

    b) Non conosco cosi’ da vicino la situazione di Problogger e simili da poter giudicare il loro grado di liberta’.
    Le mie esperienze di blogger all’interno di un team, mi portano a dire, che la completa liberta’ e’ e deve essere il primo requisito per chi scrive, e questo indipendentemente che sia blogger o giornalista.

    Tutto il resto sono “devianze del sistema”.
    Imho.

  3. Leonardi Paolo scrive:

    Intanto voglio complimentarmi, interessante quest’analisi. A niki rispondo che secondo me il blogger deve poter contare su una total elibertà di pensiero e quindi di espressione; il punto è questo: se si fa parte di uno staff di un sito che parla di informatica, non si può uscire dal topic principale andando a parlare di automobili, per fare un esempio… Ma a parte le limitazioni di questo genere, iio credo che anche chi scrive per siti diretti da uno staff, siano pienamente liberi di scrivere ciò che realmente credono

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