Full diclosure: in questo articolo si parla (anche) di Passpack, la società per cui lavoro. E’ giusto che tu lo tenga in considerazione, ma è altrettanto opportuno ricordarti che questo è il mio blog personale, nessuno mi ha obbligato a parlarne, e le mie opinioni non devono necessariamente coincidere con quelle dell’azienda.
Dal momento stesso in cui attivi il tuo primo account email, inizia a prendere vita una tua identità online. Questa si struttura e prende forma compiuta man mano che online interagisci con altre persone, tramite blog, social network, strumenti di lavoro online, ecc.. Anche le aziende hanno una propria identità digitale.
Il sé digitale è una sorta di estensione del proprio io analogico, con una piccola ma sostanziale differenza: l’identità online può essere più facilmente attaccata o addirittura rubata, di quanto non possa accadere fuori dalla rete.
Ha fatto scalpore il caso Palin a cui hanno rubato la password per l’email, ma chiunque abbia anche solo un account Facebook o su qualsiasi altro social network, può facilmente immaginare il disagio che proverebbe nel vederlo violato. Per non parlare di chi ha un blog, o lavora con e grazie alla propria identità online.
Sono davvero tante le pratiche che tutti i giorni attuiamo, e che inconsapevolmente ci espongono a rischi, io per primo. Ad esempio, confesso che prima di scoprire Passpack archiviavo le password dei miei login sotto una etichetta di Gmail. Ora mi vergogno un po’ ad ammetterlo, ma è così. Ero certo che non fosse il sistema migliore, ma rimandavo continuamente la soluzione del problema.
Oggi non solo non lo faccio più, ma ho modificato molti altri comportamenti errati; ad esempio inorridisco all’idea di inviare password via email, perché so quanto questo sia poco sicuro: pensa alle email come a delle cartoline, chiunque le può leggere! Anzi è anche peggio perché almeno le cartoline non lasciano traccia dopo il passaggio, invece le email si.
Ovviamente la soluzione a molti di questi problemi è un online password manager, o meglio un online privacy manager, come sarebbe più corretto definire Passpack. Ne esistono altri, ma per me Passpack è il migliore, e credo che dovresti provarlo anche tu, perché:
- salvi in totale sicurezza tutti i tuoi account, login e password e non te li devi più ricordare a memoria;
- accedi un semplice click a tutti i servizi online a cui sei iscritto;
- non dovendole ricordare a memoria, puoi usare password veramente forti [lunghe, alfanumeriche, con maiuscole e minuscole, e con caratteri speciali], resistenti ai brute force attack;
- se devi inviare un messaggio privato, che sia veramente privato, al/la partner, al collega, al cliente, hai a disposizione i messaggi sicuri. Come i messaggi diretti di twitter, però criptati;
- se ti capita di inviare login e password, puoi inviare una entry in maniera assolutamente sicura tramite Passpack, e chi la riceve può scegliere di salvarla direttamente nel proprio archivio [presto si potranno inviare password anche a chi non ha un account Passpack]
- tutto viene criptato in locale, sul tuo pc [con una chiave AES, la stessa usata per le pagine SSL Secure Connection], quindi nessuna informazione è mai intercettabile da chicchessia, neppure da Passpack;
Queste sono solo alcune delle caratteristiche di Passpack per cui consiglio vivamente a tutti di avere un account [free, l'ho detto?
] e iniziare da subito a tutelare la propria online identity. Lo consiglio a tutti, ma in particolare ai miei amici, quei due o tre della “real life” che ogni tanto passano a leggere quello che scrivo qui: fatevi un account e iniziate ad usarlo, presto non ne saprete fare a meno.
Domande?
7 commenti
Nessuna domanda. Già uso Passpack
Farò l’account, dovesse servirmi.
Al momento tutte le mie le tengo in un posto inaccessibile: in memoria (cerebrale).
@Marco – non so perche’ ma ci avrei scommesso; sara’ che le persone serie e affidabili si riconoscono a prima vista?
@Niki – dando per scontato che non hai pochi account, o stai usando password deboli (come facevo io prima) o hai una memoria eccezionale!
Il che sancirebbe una eccessiva concentrazione di qualita’, tutte in una sola donna!
Ho una buona memoria, Donato, non direi eccezionale
Poi nel corso degli anni ho sviluppato delle tecniche per aiutarmi a ricordare.
ciao,
lo terrò in considerazione.
Ma se vorresti fare un vero e proprio figurone non dovresti parlare dei servizi conocorrenti/alternativi??
ciao
@nuvolesparse – Non era mia intenziine, almeno per il momento, fare un confronto tra prodotti.
Innanzitutto, usare un vero password managere (ne esistono anche di falsi, o poco sicuri) e’ meglio che non usarne.
Se poi devi scegliere, ioti consiglio Passpack, perche’ lo ritengo il migliore.
Se devi fare dei confronti assicurati che i pwd manager che confronti siano Host Proof Hosting, come Passpack, appunto.
HPH vuol dire, in termini semplici che tutto viene criptato in locale, e quindi neppure chi fa parte del team puo’ accedere alle tue password.
Un confronto con Clipperz lo puoi trovare qui: http://is.gd/auG9
Cosi’, anche per rispondere ad un amico spiritoso che sbaglia a mettere i link…
Beh, in effetti mi riferivo a Clipperz che non uso ma ho un account.
Dal link che hai segnalato mi sembra tutto chiaro.
Grazie della segnalazione
Ciao