Non siamo tutti musicisti
Facebook è il fenomeno del momento in Italia. Se ne parla e viene nominato continuamente in televisione; molto spesso anche i media mainstream danno per scontato che si sappia cosa sia, a testimonianza di quanto oramai esso sia entrato nel tessuto sociale, come Google, l’email e poche altre realtà del web.
Ovviamente se ne parla molto anche sul web, e la cricca della blogosfera lo fa su FriendFeed [cricca in senso assolutamente positivo, mi onoro di farne parte e non servono inviti per entrare nel giro].
Facebook ha fatto in pochi mesi, senza necessariamente volerlo, quello che Codice Internet ha provato a fare senza necessariamente riuscirci.
In effetti, l’unica maniera per portare Internet alle persone credo che sia, fare in modo che le persone siano interessate/motivate ad andare verso Internet.
E ora che su Facebook ci siamo tutti o quasi, che succede?
Il fatto che una base così ampia di popolazione utilizzi Internet per scopi che non potranno dovrebbero essere demonizzati dai soliti benpensanti, è qualcosa di positivo per la crescita culturale del Paese. Ne sono convinto.
D’altro canto non ci saranno terremoti nella blogosfera. Non mi aspetto, in definitiva, che ci sia nel prossimo futuro un riversamento massiccio dei nuovi utenti di Facebook su strumenti come i blog.
Per ora questo non sta succedendo e probabilmente accadra’ solo in misura limitata anche in futuro. Semplicemente perché non siamo tutti musicisti. La possibilità di imparare la tecnica per suonare uno strumento, ed acquistarne uno, è alla portata di tutti, ma non tutti desiderano saper suonare.
Allo stesso modo, chiunque oggi può aprire un blog, acquisire le minime conoscenze per aprire uno spazio personale di conversazione sulla Rete. Ma non è detto che tutti debbano o vogliano farlo. Mi rendo conto che il concetto, potrebbe non essere rivoluzionario, però qualcuno, io per primo a volte, tende a dimenticarselo.
Godiamoci la conversazione e lasciamo che scorra attraverso i canali che naturalmente troverà a propria disposizione.
8 Responses to “Non siamo tutti musicisti”
Trackback e pingback
- » Il futuro dei media sociali in Italia | Il blocco-note di Markingegno
[...] che mi interessa, ecc. Non tutti a scuola tenevano un proprio diario, o come dicevo altrove, non siamo tutti ...


29 November 2008 alle 11:08 pm
“Facebook ha fatto in pochi mesi, senza necessariamente volerlo, quello che Codice Internet ha provato a fare senza necessariamente riuscirci.”
??
non mi sembra che il successo di Facebook (in Italia) abbia portato a un boom di pc nuovi e di nuovi utenti di Internet. O sbaglio?
Ciao!
30 November 2008 alle 9:05 pm
Premesso che ritengo Codice Internet una iniziativa lodevole nei suoi intenti, non capisco il senso della tua domanda.
Aumentare le vendite di pc o il numero degli utenti internet non mi pare che sia un obiettivo diretto/dichiarato ne’ di CI ne’ di FB, quindi non vedo la connessione.
Gli effetti sulla societa’ dei due fenomeni, invece, mi paiono evidenti, basta pensare a quanto si parla di Facebook in televisione, anche in programmi non legati alle tecnologie, cosa che finora, nessunoera riuscito ad ottenere.
1 December 2008 alle 2:24 am
Il collegamento tra Facebook e codice Internet (“Facebook ha fatto in pochi mesi, senza necessariamente volerlo, quello che Codice Internet ha provato a fare senza necessariamente riuscirci.”) non l’ho fatto io
probabilmente mi sono espresso male ma volevo dire che non vedo nessuna finalità comune tra Facebook e codice Internet. La finalità di codice Internet sarebbe quella di far conoscere Internet, mentre mi sembra che Facebook (che non ha nessuna finalità da filantropo) in Italia abbia avuto un boom ma tra coloro che già usavano Internet. Ciao!
1 December 2008 alle 10:13 am
@Hamlet - vero, il collegamento tra FB e CI l’ho fatto io, e confermo quello che ho detto. Invece tu hai fatto un collegamento tra FB, CI e vendita computer o numero di utenti internet, ed e’ questo che non condivido, se non altro perche’ i fattori che incidono su questi ultimi sono troppo numerosi e complessi per poter isolare due variabili come il’fluenza di FB e CI.
“..mi sembra che Facebook [...] in Italia abbia avuto un boom ma tra coloro che già usavano Internet”
su questo non sono d’accordo, ma mi limito a fornire la mia impressione.
1 December 2008 alle 4:17 pm
Ecco un po’ di pessimismo da lunedì pomeriggio.
Ora che tutti hanno un account su Facebook succede questo: le email-catene tipo salvate le foche, donate il sangue al bambino che oramai avrà la patente, guardate che orrore i gatti in bottiglia e tutto il contorno non mi arrivano più solo via email ma anche come status, cause, gruppi e pagine su Facebook.
Lasciando da parte il pessimismo
C’è stata una grossa adozione e questo è decisamente positivo fosse anche solo perché ora ho una agenda che mi ricorda il compleanno di chiunque conosca, ma questo non ha sollevato minimamente il livello dell’utenza internet italiana.
C’è ancora bisogno di qualcosa di simile a Codice Internet, magari incentrato su una versione aggiornata della Netiquette o anche solo per rendere chiaro a tutti che le comunicazioni attraverso FB sono reali e soprattutto permanenti.
10 December 2008 alle 1:14 am
(è l’ultimo post che invio su questa discussione, sennò annoierei)
““..mi sembra che Facebook [...] in Italia abbia avuto un boom ma tra coloro che già usavano Internet”
su questo non sono d’accordo, ma mi limito a fornire la mia impressione.”
confronta questi 2 dati di fatto:
1) http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/12/facebook-famiglia-adozione-italiani.shtml?uuid=14becffe-c1d6-11dd-bf69-0737a51bb550&DocRulesView=Libero&fromSearch
Oltre 4 milioni di italiani usano Facebook: all’inizio dell’anno erano 100mila, prima dell’estate poco più di mezzo milione, in settembre erano raddoppiati e in altri due mesi sono raddoppiati di nuovo.
2) http://punto-informatico.it/2494260/PI/News/internet-italia-eurostat-sprofonda-retrocede.aspx
La percentuale delle famiglie collegate a Internet, in Italia, è diminuita dal 43% (2007) al 42% (2008)
Forse i dati non mi danno tanto torto, eh?
Ciao!
10 December 2008 alle 3:54 am
@Sergio - ribadisco che CI secondo me e’ una lodevole iniziativa, e questo nonostante essa non sia “a fine di beneficenza”. Perche’ comunque crea valore per tutti.
Quindi ocndivido in pieno il tuo commento.
@Hamlet - la conversazione e’ aperta, puoi postare quanto vuoi finche’ la tua partecipazione (come quella di tutti gli altri) aiuta a comprendere meglio le cose.
Se qualcuno si annoia, clicca via
Nel merito, non contesto i dati, dico solo che due indizi non fanno una prova.
I dati che fornisci, sembrano indicare qualcosa, ma potrebbero anche essere letti diversamente.
Attenzione non dico che la tua interpretazione sia sicuramente sbagliata, solo che ce ne potrebbe essere un’altra.
Per usare una metafora, l’imputato e’ andrebbe assolto perche’ le prove non lo condannano oltre ogni ragionevole dubbio