L’uso massiccio della posta elettronica, può dare dipendenza ed avere ripercussioni sul cervello.
Nel mio caso, non nascondo di provare un certo piacere nel gestire elevati volumi di email, e quando c’e’ un calo del traffico, l’umore ne risente; ma è vera dipendenza quando ti rendi conto che componi email anche quando non sei davanti alla tastiera.
L’inconveniente è che una volta composta l’email nel cervello, e’ come se l’avessi messa nella casella di posta in uscita: non posso inviare la successiva se prima non spedisco quella.
Dovrò trovare una maniera per settare l’ora di invio per ogni email, per scegliere quali inviare prima e quali rimandare.
3 commenti
Ho scoperto che esiste una malattia che per ora ha colpito una sola persona nel mondo, ma che non va sottovalutata e che secondo me (che non sono un medico) potrebbe essere estesa anche a chi fa uso compulsivo ad esempio di strumenti social.
La malattia, se ricordo bene, si tratta zzmail e si è manifestata facendo inviare email di notte durante un momento di sonnambulismo.
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Ciao
Roberto
Ops, scusa per il typo
Volevo scrivere “si chiama zzmail”
maddai!