Gabriella Carlucci rende la sua proposta di legge per “regolamentare Internet” scaricabile dal proprio blog. In formato .doc, e già questo non è il massimo, visto che sarebbe preferibile un formato non proprietario, o quantomeno che non obblighi all’acquisto di un software proprietario, Microsoft Word , nella fattispecie.
I formati più idonei sarebbero pdf o Open Office [.odf]
Ma la cosa più allucinante è che:
… il computer sul quale il documento è stato scritto è intestato ad un certo Davide Rossi di Univideo. Evidentemente un amico di Gabriella, omonimo del presidente della Unione Italiana Editoria audiovisivi.
No, mi correggo, la cosa più allucinante è che dopo una figuraccia di questo tipo non ci sarà alcuna conseguenza, per nessuno dei soggetti coinvolti.
Alla peggio ne andrà di mezzo Mantellini e qualcuno di quelli più in vista che daranno risalto a questa notizia.
Ribadisco, non si dovrebbe pretendere di legiferare su materie che non si conoscono a sufficienza.
2 commenti
mi sa che conoscono bene diverse cose
http://www.ilgiornale.it/ansa.pic1?ID=6010&S=270
Quindi secondo te, siccome esistono dei pirati informatici, e’ giusto che le leggi le preparino i manager delle case discografiche?
E soprattutto e’ normale che vengano presentate come leggi contro la pedofilia?
Si, anche di quel tipo di reati e’ possibile trovare notizia in rete, ma nonostante questo pensare di risolvere tutto “combattendo l’anonimato in rete” e’ una cosa senza senso, oltre che impossibile tecnicamente.
Per piacere, non si tratta di essere di destra o di sinistra, qui parliamo di un livello minimo di intelligenza, razionalita’, e conoscenza della materia, appunto.