L’esperto giornalista Russel Crowe, all’inizio snobba, poi comprende e guida la giovane blogger Rachel McAdams e dalla loro collaborazione viene fuori il pezzo di prima pagina, quello capace di andare oltre le apparenze, oltre i tentativi di depistaggio.

Memorabile il dialogo tra Crowe e il direttore del giornale Helen Mirren che lo dipinge come un giornalista
Costoso lento ed in sovrappeso
nel confronto con la blogger giovane dinamica e capace di sfornare idee a raffica, a basso costo per il giornale.
Scherzi a parte, un bel film questo State of Play, dove il confronto tra due modi diversi di fare giornalismo fa da sfondo ad una intricata storia di politica ed interessi economici.
Le 2 ore di proiezione sono trascorse molto rapidamente sempre sul filo della tensione, fino al finale a sorpresa. Non un capolavoro assoluto, niente di innovativo per la storia del cinema, ma una eccellente opera di artigianato su pellicola. Vale la pena di vederlo al cinema.
Mi ha fatto particolarmente piacere la possibilità di vedere il film in compagnia dei blogger romani che hanno accettato l’invito all’anteprima, la settimana scorsa. Il film è nelle sale dal 30 aprile.
Mi sono occupato di State of Play per conto di Digital PR.
FYI.
2 commenti
Avevo intuito che fosse un buon film, ora ne ho la certezza
L’ho visto ieri sera, davvero molto bello, da consigliare a tutti e soprattutto a chi si occupa di giornalismo!!
Un trackback
[...] viene in mente anche il più recente State of play, con Russel Crowe dove il PR guy è un iperteso e vigliacco Jason Bateman che sniffa cocaina e [...]