Il marketing sviluppato attraverso i media sociali, e quindi anche le relazioni pubbliche, si fondano sulla sincerità delle passioni.
Se non c’è un interesse vivo, autentico, sia da parte delle aziende che dalla parte dei clienti, i risultati non possono che essere deludenti. Anche per questo ci sono aziende, prodotti, marchi, che ottengono più facilmente risultati online, altre che invece arrancano nonostante gli sforzi, altre ancora che dovrebbero affrontare profondi cambiamenti strutturali e di mentalità prima di potersi avvicinare alla comunicazione in Rete.
Le dimensioni non contano. Un’azienda con pochi dipendenti o addirittura a conduzione familiare è più facile che riesca a mettere in risalto il proprio lato umano.
Come testimonia questo intervento di Paolo Ghislandi di cascinacarpini.it il primo requisito necessario per avere successo nel social media marketing è l’intensità del coinvolgimento, la passione appunto, che è la forza centripeta di ogni comunità
Una lezione per chi si occupa professionalmente di questi argomenti, un insegnamento per quelli che pensano che il passaparola sia una strana alchimia da drogare con lo spam.
Paolo Ghislandi è intervenuto al convegno organizzato dall’Osservatorio Wine ed il suo intervento è stato segnalato anche da MiniMarketing.
5 commenti
C’è un contenuto più importante degli altri: è la passione. E’ lei che rende il lavoro un elemento davvero capace di migliorare la società. Invece che garantirne la mera sopravvivenza…
come anche diceva Primo Levi riguardo all’amare il proprio lavoro.
..esattamente così, passione da condividere..
roberta castiglione (FB)
[edit]
I messaggi con 2 o più link vengono filtrati come spam da Akismet. Questa volta l’ho recuperato, ma non è un “servizio garantito”
Il primo link è già presente con il tuo nome, il secondo a me non si apriva, e se non aggiunge qualcosa all’argomento trattato nel post è OT.
Il passaparola è la base della pubblicità e le banche sono le prime ad applicare questo concetto. Certo è che negli ultimi tempi le email di spam più particolari sono soprattutto proposte di mutui e di assicurazioni online varie…Sarà mica un caso?
Che tutte o la maggior parte delle banche utilizzino consapevolmente il passaparola, mi pare da dimostrare.
Sicuramente i loro clienti si confrontano e parlano dei loro servizi, ma che le banche siano attente a questo fenomeno mi pare più un’eccezione che la regola.
Per quanto riguarda lo spam, quello legato al movimento di denaro credo venga dopo (ma distaccato di parecchio) rispetto allo spam legato alla sfera sessuale
Un trackback
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