In Ear Headphones, Social Music e Fanta Tecnologia

Tornato a Roma dopo circa otto anni, uno di quei dettagli apparentemente insignificanti che mi sono balzati subito agli occhi, è stata la percentuale di persone che sui mezzi pubblici ascoltano musica in cuffia. Incuriosito, ho iniziato ad osservare tipi e comportamenti.

L’ipod naturalmente la fa a padrone, le cuffiette, invece sono di ogni tipo, da quelle tradizionali, a quelle enormi, stile anni ’80, a quelle in ear, fatte in modo da spararti la musica direttamente dentro i timpani. Il che non vuol dire che il volume debba essere assordante, lo puoi sempre regolare, ma la pulizia del suono ne guadagna indubbiamente.

Non sono un grande consumatore di musica, se non in radio, ma dovendo usare i mezzi tutti i gorni per andare e tornare da lavoro, mi sono attrezzato pure, io. Ho riesumato un mp3-player usb, ed ho deciso di regalarmi, un paio di cuffie in ear.

in ear headphones

Dopo un paio di settimane di utilizzo, posso consigliarle sicuramente per la qualità del suono, certo costano tre volte il prezzo di quelle normali, economiche, ma stiamo parlando di cifre per cui ci si può concedere un regalo.

Queste in particolare, con la membrana di plastica esterna, si adattano perfettamente all’orecchio e creano un orttimo isolamento dai rumori esterni. Le puoi usare anche con il music player spento, per sentire meno il rumore dell’ambiente. :-)

Tutti questi music player e cuffiette, hanno la controindicazione di isolare ulteriormente gli individui. Sarebbe bello invece  se i music player potessero comunicare tra loro. Ad esempio, io potrei scegliere di rendere “visibile” agli altri la playlist che sto ascoltando, in modalità sola lettura dei titoli. Si potrebbe scoprire che quello/a accanto a me ascolta musica simile alla mia, e sarebbe anche una maniera per togliersi le cuffie e socializzare.

Da lì, all’idea dello scambio di file on air, previa reciproca autorizzazione, il passo sarebbe breve.

Mi diverto a giocare con la fanta-tecnologia. O non è poi così fanta?

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7 commenti

  1. vincos 23 maggio 2009 - 4:06 pm | #

    Non è fanta-tecnologia, si chiama Microsoft ZUNE ed esiste da almeno 2 anni :)

  2. Donato 23 maggio 2009 - 4:14 pm | #

    Porc**!! Ora mi tocca mettere il disclaimer al post!
    E anche andare a vedere nel dettaglio come funziona lo Zune :-P

  3. Tambu 23 maggio 2009 - 6:00 pm | #

    al WordCamp Giovy mi ha mostrato il suo personal sharing device, ne ha scritto giusto poco fa. Fa lo scambio dei file wireless, anche se non mi pare faccia (ancora) da lettore con le cuffie. Cmq quel che dici è fattibilissimo…

  4. Donato 23 maggio 2009 - 6:13 pm | #

    Vado a leggere il post di Giovy, grazie per la segnalazione.

    Ehi, fanta-tecnologia non vuol dire cose per forza cose assurde e irrealizzabili prima di decenni ;)

  5. S.B. 24 maggio 2009 - 10:30 am | #

    Bella ‘sta cosa dello sharing! Però mi toccherebbe cancellare tutte le canzoni dello zecchino d’oro di mia figlia! :-)

  6. Donato 24 maggio 2009 - 10:38 am | #

    haha!! Si, di tu figlia, si dice sempre così. Comunque sarebbe opportuno poter gestire un profilo pubblico e uno privato.. ognuno di noi ha qualche piccolo segreto, no? http://is.gd/CT31

  7. Sergio 25 maggio 2009 - 12:32 pm | #

    Come tecnologia ci siamo tranquillamente (e da qualche anno). Il problema è creare le applicazioni e farle usare dal pubblico.

    In metropolitana più di una volta mi sono divertito a fare “scansioni ambientali” via BlueTooth e ad associare mentalmente i nomi dei device rilevati alle persone che mi circondavano (e non si può immaginare che nomi da la gente ai propri cellulari).

    Le console portatili integrano queste tecnologie: via DS puoi chattare con persone prossime (ma parlarci faccia a faccia no?) o anche fare una partita multiplayer

    ma sinceramente non ho ancora visto una applicazione in grado di rompere il muro di apatia che circonda i pendolari milanesi…

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