Sergio Rubini dal Dentista

dad on stageNel lasciare Roma per le ferie non avrei mai pensato di ritrovarmi su un set cinematografico. Il mio talento recitativo è ancora al sicuro, lontano dagli occhi indiscreti di improbabili talent scout, ma in compenso ho avuto l’occasione di vedere al lavoro, da vicino un regista ed attore del calibro di Sergio Rubini.

Rubini mi ha sempre colpito nelle sue interpretazioni, ma l’ho apprezzato particolarmente in Mio Cognato di Alessandro Piva. Magistrale. E’ in Puglia, in questi giorni per girare L’Uomo Nero, alcune scene sono state girate proprio a San Vito dei Normanni, il mio paese di origine. Ora invece, ne stanno girando altre nella vicina Mesagne, che Rubini conosce bene per avervi girato La Terra.

L’occasione di assistere alle riprese mi si è presentata perché, dovendo girare una sequenza in cui il protagonista, interpretato da Rubini stesso, porta il figlio dal dentista, la troupe ha chiesto a mio padre di poter usare il vecchio riunito del nonno che conserviamo come cimelio di famiglia; il riunito è quella struttura bianca che si intravede nella foto e da cui partono le braccia a cui sono collegati i temuti trapani del dentista. Non solo, visto che c’erano, hanno chiesto a mio padre una consulenza, qualche consiglio per indicare all’attore che interpreta la parte del dentista, come muoversi e cosa fare per essere credibile.

Così, visto che mio padre resterà alla storia come uno dei pochi, se non l’unico, a prestare consulenza gratuita su un set cinematografico, nessuno ha obiettato più di tanto nel vedermi aggirare lì nei dintorni con la macchina fotografica, a patto che non scattassi foto agli attori durante le scene.

Così, mi sono sentito di nuovo ragazzino, mentre i vari membri della troupe si passavano la voce “Può stare, è il figlio del dentista”. In effetti ancora adesso, le persone di una certa età mi inquadrano in questo modo, in paese.

francesco

Insomma, quest’omino qui (nella foto), magari non lo diresti, ma è stato o è: paracadutista, medico affermato, padre, coltivatore diretto, motociclista e ora anche consulente cinematografico. Una storia degna di Forrest Gump! Spero di aver ereditato un po’ della sua forza, oltre alla passione per le moto, e la tendenza ad indossare le polo.

Sul set ci saranno state una trentina di persone, per una scena di meno di 2 minuti, con tre attori: Rubini, il protagonista, suo figlio, un ragazzino che avrà avuto poco meno di una decina di anni, ed il dentista.

Il ragazzino non era per niente in una fase collaborativa, ha fatto ripetere la scena numerosa volte, facendo perdere la pazienza a tutti, per primo al regista, ovviamente, che per inciso stava anche recitando. Mentre andavo via credo abbia preso anche un ceffone, ma vi assicuro, io gliene avrei mollato uno in almeno un paio di occasioni, nell’arco della mattinata.

Rubini è impressionante. E’ passato dall’inveire incavolato nero nei confronti del piccolo attore, al recitare la parte del padre che rincuora distrattamente il figlio mentre chiacchiera con il dentista in un battito di ciglio, e con una efficacia che mi ha sbalordito. Ha ripetuto la scena ogni volta, con una rigorosità dei tempi e delle battute, che a memoria non sarei stato capace di individuare le differenze. Chapeau.

A fine della mattinata, avevo i sensi di colpa. Attorno a me solo persone stanche, sudate, che sembravano aver dormito poco – ma questo non è detto che dipenda solo dal lavoro, magari si sono fatti coinvolgere anche dalla movida notturna, e come biasimarli!

Ma a prescindere da come la troupe abbia trascorso le notti pugliesi, il mondo del cinema mi è parso profondamente ingiusto. Il valore del tuo lavoro, e con esso i comfort, i privilegi e la notorietà, sono proporzionali a quanto vicino sei alla cinepresa; ma poco più lontano ci sono decine di ragazzi, professionisti e maestranze che, per dirla come la direbbero ad Oxford, si fanno un mazzo così.
Penso che la magia del cinema passi più per le loro mani che per quelle curate delle prime donne dello star sistem.

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Un commento

  1. Albert Antonini Mang 6 agosto 2009 - 9:56 pm | #

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