Merano Enoblog09: Vino Blog e Gastronomia

Note da Merano

Partenza venerdì pomeriggio, su invito di Vincenzo De Tommaso, per partecipare ad una due giorni dedicata alla scoperta enogastronimica e turistica di Merano (BZ). Trenitalia non fa nulla per renderci agevole raggiungere la meta, ma grazie alla cortesia degli organizzatori che ci vengono a prendere a Bolzano, ad una trentina di chilometri da Merano, infine arriviamo a destinazione.

Sabato giornata piena, si inizia con visita al podere provinciale Laimburg, centro per la sperimentazione agraria e forestale. Heike ci guida in un percorso affascinante all’interno della montagna. Scavando con la dinamite, è stato ricavato lo spazio per le enormi botti di rovere che portano il mosto a maturazione. Il porfido estratto è stato riutilizzato poco più lontano.

laimburg

“Qui non si butta via niente”, ci tiene a precisare la nostra guida, sempre sorridente ed entusiasta. Quante realtà pubbliche possono contare sull’energia, l’entusiasmo e la passione delle persone che vi lavorano? Qui a Merano ho scoperto che non sempre, non necessariamente, pubblico fa rima con burocrazia, lentezza, apatia.

La Laimburg è una realtà di eccellenza, e il suo scopo è guidare e fare da battistrada per la produzione locale, sia nel campo della enologia, che della produzione delle mele, che in quella del latte, che sono tre colonne dell’economia Meranese ed Alto Atesina. Bravi.

Il giro si è concluso con la degustazione di 9 vini, dal Pinot grigio, bianco, nero, al Sauvignon, al Gewurtzraminer e così via. Degustazione vuol dire che devi solo assaporare, lo scopo è quello di sentire il sapore; se ti ubriachi, non sei in grado di giudicare. Il fatto è che, per un profano come me, quando il sapore è così buono e raffinato, non completare l’esperienza gustativa sarebbe una sofferenza.

Nel primo pomeriggio spostamento alla tenuta Putzngütl e assaggi di salumi, formaggi e altro vino. Poi una giocosa vendemmia, con una vista mozzafiato con la decina di partecipanti all’evento. Bella l’illusione di aver partecipato al processo produttivo, di esserci meritati tutto il vino che ci siamo bevuti.

vendemmia

Dopo un paio d’ore di relax, in cui abbiamo approfittato per una passeggiata per il centro di Merano con Davide e Tania, cena al Kallmunz Restaurant con quattro portate eccezionali, sapientemente abbinate ad altrettanti vini da Helmut Köcher Presidente del Merano WineFestival & Gourmet.

Domenica mattina due tappe, prima Tenuta Rametz, con immancabile degustazione del vino di produzione locale e acquisto del famoso speck dell’Alto Adige, poi giardino botanico di Castel Trauttmansdorff.

trauttmansdorff

Stanchi ma con tutti e cinque i sensi eccitati da stimoli piacevolissimi, abbiamo pranzato nel giardino Vecchio Mulino “Trattoria Kuckuck” dove Herr Kränzel ci ha presentato la sua filosofia di vita, che lo ha portato a produrre vini per se stesso, innanzitutto, e poi anche per chi desidera assaggiarli. Infatti possono essere acquistati solo presso il suo giardino, dove enogastronimia, arte e natura si incontrano e si esaltano in un equilibrio straordinario.

“Mi incuriosiscono di più le cose che non capisco di quelle che capisco” ci ha detto, con una semplicità ed una saggezza degne di Socrate.

Note sull’evento e oltre

Il giudizio sull’evento in sé è estremamente positivo. Complimenti a Tiziano (Press Way), Vincenzo (Idealista) e Karin (Merano Marketing).
Come anche la stessa Karim ha detto, ci sono ampi margini di miglioramento, per il futuro, ma l’inizio è molto promettente. Merano e la sua gente, con l’entusiasmo che trasmettono sono un terreno fertile anche per il turismo.

Alcuni suggerimenti per migliorare:

  • prevedere maggiori possibilità di connessione e più tempo per sfruttarle, o in gprs/umts o in wifi;
  • programmi meno intensi, che prevedano momenti di relax e riflessione, per favorire l’elaborazione personale e la conversazione collettiva;
  • se si allargano questo tipo di esperienze a “non professionisti”, come in questo caso, far degustare molti vini, può essere meno utile che farne assaggiare pochi, con un approfondimento ed una guida. Ma è chiaro che bisogna trovare un equilibrio tra chi è sommelier, e chi invece solo un appassionato;

Un approfondimento a parte merita Merano Marketing, società pubblica di promozione locale. Se dovessi investire soldi miei, è su realtà come queste che punterei, radicate nel territorio, piccole e motivate. Non su portali che costano milioni di Euro e che, faranno una grande fatica, ammesso che ci provino, a radicarsi sul territorio.

Erano a Merano, e ne hanno parlato, anche:

In questi due giorni sono stato ospite degli organizzatori dell’evento, il cui scopo è quello di promuovere il turismo a Merano e nell’Alto Adige. E’ giusto che tu ne sia informato, come è anche opportuno che tu sappia che nessuno ha esercitato pressioni affinché scrivessi di questa esperienza, e tutte le opinioni espresse sono libere da ogni condizionamento.

Un commento

  1. Vincenzo September 30, 2009 - 11:12 am | #

    Ciao Donato, grazie per il tempo che ci hai dedicato e per gli ottimi feedback che ci hai fornito.

    Un post autentico, una cronaca davvero puntuale dell’evento.

    A presto, per parlare di digital PR sul tuo blog
    V

Un trackback

  1. [...] Partigianeria pugliese a parte, tutta l’iniziativa Cantine Aperte è un’ottima occasione di contatto tra i produttori ed il pubblico. Il settore dell’enogastronomia sembrerebbe essere uno dei più sensibili, tra quelli in cui sono protagoniste piccole e medie imprese, al concetto di reputazione [come ho avuto di sperimentare in prima persona in occasione di Merano Enoblog '09]. [...]

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