Finalmente So Per Chi Votare

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La tanto bistrattata “Par Condicio” altro non è che una maniera puerile, sicuramente inefficace, di porre limite a scene imbarazzanti come queste. Io credo che Vianello se ne vergogni ancora oggi. Non per aver invitato a sostenere Berlusconi, perché nel privato è liberissimo di farlo, ma per aver abusato della possibilità di farlo in televisione, di aver prestato la faccia ed inpersonificato il conflitto di interessi che è innegabile nel momento in cui lo stesso uomo detiene il controllo (diretto o indiretto) di almeno tre delle sette emittenti nazionali.

Per chiarezza, che sia Silvio o Pinco Pallino, in questa sede non interessa. La questione è che il nostro Sistema delle Comunicazioni – con le maiuscole – ha superato la soglia del ridicolo. Ormai siamo al paradosso. In periodo elettorale, quando più ci sarebbe bisogno di informazione, le trasmissioni vengono sospese. Davvero qualcuno pensa che la gente comune possa seguire le tribune elettorali e costruire la propria opinione politica basandosi su di esse? Ho ascoltato in radio qualche messaggio elettorale negli spazi contingentati. Raccapriccianti e anacronistici.

E’ come se qualcuno stabilisse che nelle ore di punta del traffico cittadino si potesse circolare solo a cavallo e in calesse. Sì, il traffico diminuirebbe, ma avremmo risolto il problema? Bisognerebbe invece sfruttare le tecnologie, se possibile.

Il passaggio al digitale terrestre non sarà completato prima del 2012 ma già dimostra di non risolvere il problema della molteplicità delle fonti: il fatto che siano fisicamente disponibili più canali non vuol dire che ci sia l’effettiva possibilità che essi costituiscano una significativa concorrenza a chi già dominava il mercato delle televisione analogica. Il collo di bottiglia della raccolta pubblicitaria, complica ulteriormente la vita di chi volesse tentare la carta del digitale.

Acquisire informazioni tramite la Rete è un privilegio di nicchia, e comporta un atteggiamento proattivo che non si può dare per scontato per la maggioranza della popolazione, tanto che l’Istat pare non tenerne affatto conto. Inoltre, ancora una volta, invece di sfruttarne le possibilità, anche di coinvolgimento di una fascia di popolazione sempre meno interessata alla politica, si cerca di imbavagliare la circolazione delle informazioni online.

Ci si interroga se la libertà di stampa in Italia sia in pericolo. Ricerche internazionali dicono che se non è in pericolo comunque non è messa bene.

Forse sarebbe il tempo che i blogger si assumessero qualche responsabilità in più a livello sociale. Qualcuno sta già iniziando a farlo, ma se non aumentano di numero e di intensità le voci di coloro che raccontano i fatti per come li vedono, semplicemente per testimonianza, la blogosfera italiana continuerà a giocare con i gadget tecnologici e interrogarsi su quanto siano imparziali le recensioni dei prodotti sponsorizzati. Va tutto bene eh, però ogni tanto alzare gli occhi dalla tastiere e vedere quello che succede intorno potrebbe servire.

PS.
Ah sì, Vianello non fu l’unico a dichiarare la propria preferenza di voto ed invitare a seguire il proprio esempio in un programma che nulla aveva a che vedere con la politica. Tra gli altri anche Mike Bongiorno e Iva Zanicchi.

Raimondo Vianello è scomparso il 14 aprile 2010, naturalmente è più che giusto che lo si ricordi per l’eleganza e la simpatia che ha sempre contraddistinto la sua lunga carriera.
A tutti capita di commettere un errore, talvolta in buona fede (non so se lui lo considerasse un errore o meno). Addio signor Vianello.

11 commenti

  1. gibilix March 21, 2010 - 8:22 pm | #

    Hai perfettamente ragione sulla responsabilità dei blogger.

    Oggi ho fatto una passeggiata domenicale in un paesello della provincia romana ed ho avuto l’impressione di aver viaggiato indietro nel tempo. Ma non nel senso romantico e bello del termine. Vedevo comitive di ggggiovani esteticamente molto simili alle comitive degli anni ottanta e mi sembravano così lontani dal mondo di condivisione dell’informazione che cominciamo a vivere. Mi sono reso conto che se quella è un italia numericamente superiore non c’è alcun motivo perché non vinca e rivinca berlusconi.
    Per fortuna in quello struscio deprimente ho notato un barlume di speranza rappresentato da un cartello che indicava la presenza di un access point al wifi pubblico della provincia. Se le istituzioni e i privati illuminati portano la rete nei territori dove ancora non c’e` e chi puo` la riempie di contenuti e d’informazione alternativa a quella della tv, forse qualcosa in questo paese cambiera`.

  2. Tambu March 21, 2010 - 9:49 pm | #

    io continuo a sostenere che c’è bisogno di un “partito dei blogger” anzi “della rete”. un movimento che faccia massa critica in grado di mandare in parlamento qualcuno che ne sappia, di come funzionano le cose nel mondo reale e moderno. Io non ci credo che i giovani non lo voterebbero.

  3. Donato March 21, 2010 - 11:58 pm | #

    @gibilix, non credo sia una questione di provincia e nemmeno di disponibilità di banda larga. Certo, quello è un prerequisito, ma non basta.

    Io parlo di un impegno quantitativo, oltre che qualitativo, a raccontare quello che succede in maniera sincera, così per come la si vede.

    Proprio noi che conosciamo le potenzilità dello strumento, che potremmo essere protagonisti di una circolazione delle idee meno controllata dall’alto, finiamo col perderci troppo spesso in chiacchiere sterili.

    Non si tratta di fare campagna contro qualcuno o qualcosa, ma di raccontare l’Italia per quello che è, non per come viene rappresentata in tv.

    Quei famosi due cents potremmo spenderli in testimonianza più spesso, individualmente non contiamo nulla, ma tutti insieme?

  4. Donato March 22, 2010 - 12:07 am | #

    @tambu, non mi convince l’idea del “partito della rete”, non credo che un certo tipo di conoscenze tecniche siano necessarie per fare politica.

    Lo dico spesso, le leggi economiche le fanno gli economisti, sulla base di un indirizzo politico. Lo stesso dovrebbe valere per infrastrutture necessarie allo sviluppo della società come è Internet.

    L’errore sta nel non capire che la Rete è una infrastruttura che determinerà la competititvità del Paese.

    E comunque, se si riuscisse a creare massa critica ed una consapevolezza diffusa, tramite il passa-parola, sono certo che politici desiderosi di cavalcare l’onda verrebbero fuori da una parte e dall’altra.

    Sarebbe una bella novità creare prima un popolo e poi il leader, per una volta. Non sarebbe un leader autoproclamato, se non altro.

  5. Tambu March 23, 2010 - 2:50 pm | #

    io veramente intendevo un’altra cosa: in rete c’è di tutto e di più, ed è piuttosto facile dimostrare chi sa cosa. Un “partito della rete” sarebbe in grado di mandare su gente che ne sa di TUTTI i campi, quindi gente in grado di governare veramente questo paese, e non di cianciare di sconfiggere il cancro a vanvera…

    Raccolta candidati, elaborazione candidati, confronto in rete, idee, brainstorming, fare le pulci ai candidati, poi li si vota. Dici che non sarebbero meglio di “questi”?

  6. markingegno March 23, 2010 - 4:34 am | #

    Ciao Sergio, per la precisione, più che impegno politico in senso letterale, ho chiesto (o era mia intenzione chiedere) impegno sociale.

    Ovvero portare la propria testimonianza tramite il blog, o ancora meglio tra la gente, come dici tu, per dimostrare che esiste una fascia di persone (e non sono solo i blogger) capaci di andare oltre le apparenze di quello che ci racconta la televisione, che troppo spesso non corrisponde al 100% alla realtà.

    Pensa ad esempio a Minzolini, quando dice che per semplificare ha dovuto usare il termine “assoluzione” invece di “prescrizione”.
    Se in tanti reagissero e si mostrassero attenti, sempre, ad ogni deformazione/alterazione di questo tipo, la vita sarebbe più difficile per chi *gioca* con queste cose.

    Non si tratta di fare politica attiva, ma di mostrare che siamo vigili e ancora con tutti i neuroni a posto. Grazie alla Rete possiamo.

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  7. Sergio March 23, 2010 - 6:59 am | #

    Ciao Donato, personalmente non faccio molta distinzione tra impegno politico e impegno sociale, nel post mi riferisco a un partito per quanto riguarda la mia esperienza, ma appunto il discorso vale anche per un movimento di opinione o una associazione.

    L’impegno per la sensibilizzazione verso alcuni temi e più in generale, come dici tu, l’attenzione al panorama informativo sono certamente degli obbiettivi da perseguire con impegno costantemente.

    Solo un dettaglio però: ci stiamo avvicinando ad una tornata elettorale dove verrà deciso il governo di 13 regioni, l’informazione al momento è, a mio parere, abbastanza off topic. Si è fatto un gran clamore sull’esclusione di alcune liste in alcune regioni e si è parlato molto di intercettazioni telefoniche, si è parlato anche di come i programmi politici siano stati chiusi, tutti temi importanti ma che a mio parere distraggono non poco l’elettorato dai temi reali del governo di una regione.

    In Lombardia si dovrebbe parlare di strade, piani sanitari, misure di incentivo economico, sostegno per le moltissime aziende in crisi, scuole tra pubbliche e private, finanziamento dei comuni, acqua, destino di Malpensa e via discorrendo, ma questi temi sui media tradizionali non trovano spazio.

    Io in questo periodo voglio parlare con la gente di questi temi: non voglio, per quanto con buone intenzioni, distrarre nessuno dalla scelta del prossimo fine settimana.

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  8. Geppo March 23, 2010 - 2:02 pm | #

    Caro Sergio, visto che si parla di blog ti consiglio di leggere l’ultimo post http://www.bit.ly/9Zlr1E. Mi spiace notare che il candidato che tu stimi molto è un altro che letteralmente “getta via tempo” a parlare del Berlusconi cattivo.
    Come si fa a votare uno cosi, uno che ha evidente rabbia e livore contro chi comanda. Tutti uguali voi sinistri…. non ho ancora visto un blog dove non si parla male dell’ avversario.
    Sarò un eccezione visto che da Berlusconiano convinto è elogiato presonalità di sinistra per il loro operato. La differenza e anche questa, rispetto x l’avversario, inteso come movimento e non come persona. Fino a che non lo avrete non potrete MAI vincere, perchè trasformerete il confronto politico in tifoseria da stadio.

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  9. Geppo March 23, 2010 - 2:11 pm | #

    Perdona con il “senno di poi” mi sono accorto che ero un po’ off-topic rispetto all’argomento. Per quanto mi rigurada non ho nessun impegno. Il blog e un blog, un modo per raccontarmi al mondo questo non implica anche la politica, ma non solo. Non penso come dice donato che sia necessrio un “impegno” politico e/o sociale. Un blog non è nella mia idea un sostituto di un piccolo giornale, ma il diario pubblico di un uomo che esprime le sue idee. Per piacere, per passione, mai per dovere. In questo senso la “chiamata alle armi” di Donato mi sembra un po’ fuori luogo. Opinione personale ovviamente

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  10. markingegno March 23, 2010 - 2:41 pm | #

    Sergio, esatto, è quello che intendo anche io, parlare anche di strade, piani sanitari eccetera dimostrerebbe che non è vero che l’opinione pubblica non è interessata o capace di ragionare civilmente su questi argomenti.

    Geppo, ma chiamata alle armi de che?!? E chi ha parlato di “dovere”? Ho solo detto che avendo a disposizione uno strumento e la conoscenza necessaria per utilizzarlo, se ne può fare un uso utile e civile, sulla base di un racconto sempre personale e aperto al dialogo.

    Agevolare la libera circolazione delle idee per far crescere il senso civico. E’ un obiettivo raggiungibile, se lo vogliamo, ognuno nel proprio piccolo orticello/blog. Non credi?

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Un trackback

  1. Di Sull’Impegno Politico dei Blogger @ Kromeboy il March 22, 2010 alle 9:04 pm

    [...] Oggi Donato ha chiesto ad altri blogger un maggiore impegno dal punto di vista politico. [...]

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