
I Social Network hanno sicuramente caratteristiche comuni, prima tra tutte la possibilità di stabilire delle relazioni tra gli utenti, ma hanno anche peculiarità che li differenziano per tipo di relazioni che consentono e favoriscono tra gli utenti stessi, dinamiche che sviluppano e di conseguenza tipi di conversazioni che si creano. Comprendere le caratteristiche comuni dei diversi social network e riconoscerne le peculiarità specifiche determinano la capacità di utente (come di un’azienda) di utilizzarli appropriatamente.
Il primo fondamentale assunto da tenere presente, è che sarebbe utopistico illudersi di poter conoscere uno qualsiasi dei social network in senso assoluto. Nessuno di noi è in gradi avere un’esperienza totale di Facebook o Twitter o Friendfeed; quello che viviamo, il terreno in cui ci muoviamo è limitato alle nostre relazioni.
Di Facebook, ad esempio, vediamo quello che i nostri contatti condividono. Qanti contatti abbiamo? Da alcune decine a poche migliaia, probabilmente. Gli utenti italiani di Facebook sono oltre 15 milioni (fonte: Osservatorio Facebook, maggio 2010), solo quelli italiani.
Se ne deduce che quando cerchiamo di ragionare in termini universali riguardo ai social network dobbiamo tenere ben presente che la nostra esperienza potrebbe essere molto diversa da quella di un altro utente. In termini pratici, quando diciamo per esempio, che su Facebook c’è un sacco di gente che partecipa a giochi stupidi e probabilmente non ha nulla di meglio da fare, questo ha un fondo di verità, ma è frutto della nostra esperienze e della nostra rete sociale, ovvero delle persone con cui siamo “amici”.
Per quanto questo possa sembrare un principio semplice, posso assicurare che sfugge all’attenzione di molti presunti esperti e guru, più spesso di quanto si possa immaginare.
Partendo da questa fondamentale premessa, provo a fornire una descrizione della mia esperienza dei principali social network che frequento tracciandone una descrizione che immagino possa essere utile anche a chi li volesse meglio comprendere per integrarli nelle proprie strategie di comunicazione.
E’ il social network più frequentato e nello stesso tempo quello che probabilmente fornisce i migliori strumenti di selezione per creare la propria rete sociale. Scegliamo gli amici che vogliamo includere ed ignoriamo gli altri. Tramite le liste di amici, i più esperti possono creare livelli di condivisione diversificati.
E’ per lo più vero che Facebook è uno spazio di gioco, interazione e relazione. Parlare di argomenti seri, impegnativi, intavolare discussioni non è impossibile, ma non sono certo quelli che vanno per la maggiore.
Facebook per le aziende è il posto dove essere presenti per ribadire i valori condivisi del proprio brand, liberandolo dal linguaggio enfatico della pubblicità.
Pratico, veloce, fattuale. 140 caratteri sono quello che servono per dare un’informazione utile, la notizia al momento giusto corredata da un link di approfondimento. Su Twitter mi importa poco chi sei, quello che conta è il valore del contenuto dei tui tweet.
Twitter per le aziende è il social network per offrire un servizio, che vada dal comunicare offerte commerciali ad offrire assistenza ad un pubblico di potenziali early adopters.
Friendfeed
E’ l’ambiente più ristretto dal punto di vista del numero degli utenti, ma allo stesso tempo quello che permetterebbe il maggiore approfondimento, la migliore interazione dialettica. L’acquisizione da parte di Facebook ha determinato la fine del suo sviluppo sul piano tecnico, e questo ha di conseguenza sollevato qualche perplessità sul futuro del social network in generale, gradualmente fagocitato dal mostro onnivoro di Zuckerberg.
Friendfeed per le aziende può essere una palestra molto interessante per lo sviluppo di idee, per raccogliere il contributo e le opinioni di utenti con elevati skill, ma è necessario che anche l’azienda abbia una solida esperienza in materia di gestione dei social network, perché l’ambiente è vivace e se qualcosa del comportamento dell’azienda non convince, non lo manda a dire.
La tua esperienza dei tre social network citati corrisponde a questa descrizione?
Photo credit: David Armano
3 commenti
Come tutte le scoperte “fagocitate” dal marketing, anche i social prima o poi perderanno di importanza non appena il cliente le vede come veicolo pubblicitario.
@montagna casa – intendi come quando qualcuno pensa di poter fare il furbetto per racimolare link inserendo commenti poco significativi sperando che non vengano riconosciuti come spam?
Io credo che i social netwrok ed Internet in generale abbia anticorpi sufficienti per reagire e far scoprire a quei furbetti che quella non è la via corretta da percorrere, perché controproducente.
Intanto non sapevo che FriendFeed fosse stato acquistato da Facebook, la cosa mi addolora… Pur conoscendolo da un po’, ho iniziato ad usarlo da poco ed è stata una bellissima scoperta. Concordo quindi che sia il posto dove c’è la possibilità di stabilire relazioni più approfondite.
Condivido in pieno anche l’osservazione iniziale sul fatto che la percezione che si ha di un social network dipende dal tipo di relazioni che si stabiliscono. Proprio per questo, però, non mi trovo molto d’accordo sul fatto che su Facebook ci siano i migliori strumenti per strutturare le proprie relazioni sociali (probabilmente non ho colto il punto): a parte i difetti legati alla grande massa si persone presenti e al loro utilizzo mediamente banale, mi sembra che proprio il meccanismo di connessione tra due utenti non favorisca la strutturazione delle relazioni… Il fatto che ti debbo conoscere “realmente” prima di potermi connettere a te “virtualmente”, a me sembra un limite per la generazione di relazioni sociali. Ho ottimi amici nel mondo reale che sono pessimi utilizzatori di Facebook.
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