Analizzare le relazioni sociali consente alle aziende di individuare quegli “influencers” che hanno un peso nella diffusione delle informazioni e che grazie alla loro autorevolezza su un argomento incidono nelle decisioni di acquisto di amici e parenti, ovvero della propria rete sociale.
Nell’immagine qui sotto la social network analysis dei top 50 UK Twitterer.

Lo scopo dell’analisi dei social media è proprio quello di individuare i nodi della rete, all’interno del microcosmo di uno specifico settore. Le reti sociali che si svilupperanno attorno al settore “automotive”, saranno diverse da quelle che si formeranno attorno al tema “comunicazione mobile”, che a loro volta non coincideranno con quelle orientate al “food”.
Ancora oltre, la rete sociale di una specifica azienda non potrà coincidere perfettamente con quella di un suo competitor nello stesso mercato.
Of course, companies have long mined their data to improve sales and productivity. But broadening data mining to include analysis of social networks makes new things possible. Modelling social relationships is akin to creating an “index of power”, says Stephen Borgatti, a network-analysis expert at the University of Kentucky in Lexington. In some companies, e-mails are analysed automatically to help bosses manage their workers. Employees who are often asked for advice may be good candidates for promotion, for example.
[via The Economist]
I social media però non sono vacche da mungere, acquisendo da cui aspettarso una messe di dati da mettere in relazione. Le informazioni hanno un prezzo, per acquisirle e affinché siano rilevanti, le aziende devono accettare di mettersi in gioco, restituendo in qualche modo alla propria rete di contatti, una parte del valore che riceve.
Partecipare in maniera aperta alla conversazione, è un requisito essenziale, che comporta un investimento in termini tempo – necessario per gestire i nuovi canali di comunicazione – e competenze – indispensabili per governare quei canali in maniera opportuna.