Geolocalizzazione e Convergenza delle Reti Sociali

C’è stato un tempo non molto lontano in cui è esplosa la moda dei barcamp, in Italia. Se ne organizzava uno o più al mese, talvolta applicando l’etichetta di barcamp anche a sproposito, come una garanzia di qualità.

Al picco è seguito l’ovvio dibattito sulla loro reale utilità, ed ora pare ci si sia stabilizzati su un numero ragionevole di barcamp per anno, e più o meno tutti gli abitanti della rete sono consapevoli che avranno successo solo quelli che riusciranno realmente a destare interesse e proporre temi più o meno seri, ma comunque coinvolgenti.

I barcamp sono stati e sono tuttora il momento del cortocircuito tra reti sociali digitali e analogiche, intendendo le prime quelle costituite dalle amicizie create e vissute online, e le seconde come la rete delle amicizie che si formano nella cosiddetta vita reale – definizione fuorviante perché presuppone che le esperienze elettroniche non siano reali e ciò è palesemente falso.

Il mondo degli atomi e quello dei bit dunque si incontrano e da quel momento non è più possibile fare una distinzione netta. Ai nickname si associano i volti e viceversa, scema la contrapposizione dialettica tra reale e virtuale.

In questa prospettiva i servizi di geolocalizzaione mobile imprimono una accelerazione a questo processo. Un esempio:
questa mattina ero alla stazione di Milano per rientrare a Roma, aprendo Foursquare, scopro che si trovavano nello stesso posto @markettara e @lafra. Le contatto tramite Twitter.

markettara

Per questione di minuti le ho potute salutare solo con un tweet, altrimenti avrei potuto parlare con Rossella e Francesca. Nickname, nomi, volti.

Episodi come questo si verificano sempre più spesso perché le due reti sociali sono sempre più sovrapposte, intersecanti. Incontriamo di persona amici che conoscevamo solo tramite blog o social network, e piano piano, persone che prima non utilizzavano i social network ora iniziano ad affacciarsi a questa realtà, motivati proprio dal desiderio di interagire con i propri contatti, finendo poi con lo scoprire un nuovo mondo.

Qual è la tua opinione, credi che le relazioni sociali digitali ed analogiche tenderanno a sovrapporsi sempre di più o ritieni che i servizi di geolocalizzazione mobile non porteranno alcun cambiamento significativo e i due mondi online/offline resteranno nettamente distinti e separati?

Qualche giorno fa ho proposto di discutere tutti insieme alcune regole di buon comportamento nell’utilizzo dei servizi di geolocalizzazione mobile [LBS]. La conversazione è aperta.

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5 commenti

  1. Andrea Contino 21 ottobre 2010 - 3:04 pm | #

    Sicuramente la prima che hai detto Donato ;-)

  2. Leo Sorge 21 ottobre 2010 - 5:58 pm | #

    Non penso che si avrà questo tipo di beneficio dalla geolocalizzazione.
    Le persone che appartengono allo stesso gruppo di riferimento per lo più sanno cosa fanno gli altri e quindi sono moderatamente interessati ad incontri occasionali.
    Le persone che non si conoscono non si “geolocalizzano” e quindi non si incontrano.

  3. Donato 21 ottobre 2010 - 6:44 pm | #

    Leo, la prima parte è vera se per “lo stesso gruppo di riferimento” intendi una cerchia molto ristretta di persone, e/o se pensi ad una situazione da piccolo centro. In una grande città, le persone che si frequentano più assiduamente spesso non si vedono per giorni o settimane, non vedo perché dovrebbero disdegnare incontri fortuiti – ché chiamarli occasionali potrebbe essere fuorviante!

    Sul secondo punto, “le persone che non si conoscono non si geolocalizzano” così com’è non lo condivido, forse il concetto andrebbe esploso meglio.

    Sarà argomento di conversazione la prossima volta che ci incrociamo – il che accadrebbe più facilmente se tu usassi Foursquare! :-P

  4. Roberto 22 ottobre 2010 - 4:06 pm | #

    Secondo me la questione è a monte: un po’ tutti, io per primo, aggiungiamo su Foursquare (o Gowalla, o Brightkite) solo una ristrettissima cerchia di amici-amici, a differenza delle centinaia/migliaia che abbiamo su Twitter o su FB (a proposito, e ora c’è anche Places?).
    Questione di utilizzi diversi.
    Va da sé quindi che quei quattro gatti molto probabilmente li conosciamo anche di persona o li frequentiamo on-line talmente a fondo che è praticamente come conoscerli di persona.

  5. Donato 22 ottobre 2010 - 4:12 pm | #

    Esatto Roberto. Quello che ho notato è che quei quattro gatti sono sempre di più, un po’ perché incontro di persona amici che prima frequentavo solo online, un po’ perché amici che prima non erano online ora in qualche modo stanno arrivando.

Un trackback

  1. Di Clappo il 21 febbraio 2012 alle 4:29 pm

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