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Telco e Rete: Chi Paga il Conto?

 

by Donato Carriero

Internet è frontiera. L’uomo ha esplorato (quasi) ogni angolo della Terra, escluso l’Universo inteso come insieme di costellazioni, la grande frontiera è la Rete.

Come nella tradizione del far West, frontiera per antonomasia, Internet è terra di opportunità dove le leggi del passato vengono spesso rimesse in discussione, chi per primo pianta una bandierina conquista un territorio e dove certe aristocrazie si infrangono di fronte all’incapacità di comprendere ed adattarsi alle nuove regole del gioco.

Il passaggio dalle vecchie alle nuove regole non è sempre indolore, anzi è necessario, quasi fisiologico che si debba passare attraverso degli squilibri. Internet, ed in particolare la rete mobile sta difatti attraversando un periodo di profondo disequilibrio strutturale, le cui conseguenze potrebbero essere molto gravi e profonde.

Negli ultimi anni il traffico sviluppato dai dispositivi mobili ha subito un incremento esponenziale. La repentina diffusione di netbook e smartphone prima e l’arrivo di iPhone, Android e più di recente i tablet, sono stati devastanti per il consumo di banda su rete mobile. Le previsioni per il prossimo futuro sono di una continua e rapida crescita, complice anche la prevedibile diffusione di smartphone meno costosi grazie al sistema operativo di Google.

Il problema risiede nel fatto che i maggiori beneficiari dell’aumentato traffico di dati, e quindi dei profitti che ne derivano, sono da un lato i produttori di contenuti e dall’altro gli utenti che utilizzano quasi sempre tariffe flat.

Tuttavia chi sostiene l’onere del traffico dati (l’infrastruttura) sono le società di telecomunicazioni, gli operatori di telefonia mobile che ora sono alla ricerca di un nuovo modello economico per sostenere la crescita.
Così dicono, sostenere la crescita. Quindi “le telco europee fanno quadrato contro il duopolio Apple-Google”.

Sostenere la crescita o reclamare tardivamente una fetta della torta?

Sì è vero, il sistema così com’è ora è squilibrato, ma se i gestori di telefonia mobile si fossero mossi per tempo nella direzione giusta non saremmo arrivati a questo punto.

Bisogna trovare nuove regole prima che la rete arrivi al collasso, ma da che mondo è mondo le restaurazioni non hanno mai funzionato. Introdurre in un “sistema Internet” tendenzialmente libero e democratico il criterio chi più paga meglio naviga significa violare la neutralità della rete.

Vuol dire in sostanza che i due commensali seduti al tavolo, lasciano il conto da pagare al terzo: gli utenti.
Ho solo io questa impressione?

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Comments (3)

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  • massimo mantellini - Rispondi
    gennaio 25, 2011, 8:44 pm

    Donato il mio feedback e’ questo: si tratta di un tema molto complesso ed e’ molto probabile che alla fine il rischio sia quello che gli oneri siano scaricati sugli utenti. A me piacerebbe continuare ad avere una rete sostanzialmente neutrale, mi piacerebbe che i carrier facessero solo i carrier senza invidiare i business creati dentro la rete e abbandonando l’idea di utilizzarli per far quadrare i propri conti. Mi piacerebbero molti investimenti sulla rete fissa e meno su quella mobile (ora accade il contrario) , mi piacerebbe che i guadagni per le telco venissero dalla qualita’ dei servizi venduti (banda base= commodity, poi costi crescenti) e non da improbabili intermediazioni sui contenuti. Mi piacerebbe che qualcuno iniziasse a scommettere su offerte di accesso simmetriche, che sara’ (speriamo) la vera neutralita’ dei prossimi anni. ciao

  • Donato - Rispondi
    gennaio 26, 2011, 7:54 am

    Grazie per il commento Massimo, visione che condivido in larga parte.

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