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Overblog Personal Branding o Content Curation

 

by Donato

Leggendo l’articolo del sempre ottimo Alessio su Overblog, ho condiviso le perplessità sollevate da Vincenzo e Gianluca, ma ho anche avvertito la sensazione che manchi un passaggio.

Prima di arrivare alle critiche, legittime e più che fondate della nuova piattaforma, partirei evidenziandone le novità introdotte e le nuove possibilità di gestione della presenza online che offre agli utenti.

Se non sai cosa sia Overblog, parti dall’articolo di Silvio Gulizia su Wired Italia, oppure guarda questo video:

Immagine anteprima YouTube

Il punto di vista di Vincenzo e Gianluca è simile: hanno entrambi una autorevole presenza online fortemente incentrata sul proprio blog. Nel loro caso sono convinto anche io che WordPress offra maggiori garanzie e soprattutto che l’aggregazione dei contenuti provenienti da altri social network non sia auspicabile.
Bisogna dire però che la loro situazione non è quella della maggior parte dei blogger, non a caso sono due figure di riferimento della blogosfera italiana. Ad esempio, detto tra noi, l’elemento che più mi mette in allarme del video è quel passaggio in cui si dice “guadagna con il tuo blog”. Ecco, quello mi mette sul chi vive, ma non ne parlerò in questa occasione.

Per tutti coloro che gestiscono il proprio blog ed in generale la propria presenza in Rete in maniera più diffusa, con minore regolarità di pubblicazione sul blog – come me, per fare un esempio a caso – l’esigenza di non disperdere i contenuti che vengono disseminati attraverso social network quali Twitter, Instagram, Google Plus è avvertita da tempo e attualmente WordPress non fornisce strumenti sufficientemente flessibili.

Riprendo e approfondisco quanto ho scritto in questo post di prova su Overblog. La piattaforma si presta a due forme di impiego: per il personal branding e per la content curation.

Overblog per il Personal Branding

Grazie alle sue funzioni di aggregatore, la nuova piattaforma promette di diventare – è ancora in beta, non dimentichiamolo – un ottimo strumento per riunificare la propria presenza in Rete. Pensiamo al caso estremo di una persona famosa, o semplicemente a chi ha una vita pubblica.

Esistono molti siti con funzioni di aggregazione create attraverso la programmazione. Con Overblog sono native, bisogna solo gestirle opportunamente per evitare duplicazioni.
Sì, sto parlando di ripensare i flussi di condivisione e di scegliere oculatamente quali social network aggregare e quali no. Ad esempio, nel mio test non ho aggregato Facebook, perché sul mio profilo personale non condivido quasi mai contenuti di tipo professionale, quindi non mi interessa aggregarli in uno spazio che vorrebbe essere tematico.

Overblog per la Content Curation

Ieri Federer ha vinto per la settima volta Wimbledon, come solo Sampras era riuscito a fare prima di lui. La mia sopita passione per il tennis è ri-esplosa. Piuttosto che aprire un blog sul tennis, a cui non potrei dedicare il tempo necessario, oggi aprirei account su Twitter, Flickr o Instagram, Pagina Facebook e aggregherei tutto su Overblog.

Come diceva anche Silvio in un tweet che non riesco a recuperare, Overblog è ottimo se hai un progetto editoriale. Aggiungo è ottimo se vuoi creare un flusso aggregato di informazioni su un argomento in maniera verticale.

Obiezioni

Tornando al punto da cui siamo partiti, ovvero alle osservazioni sollevate da Vincenzo ed Alessio, premetto che le condivido entrambe, in toto.

Vincenzo dice:

“la risposta all’esigenza di alcuni, ma non di tutti”

Così vero da essere lapalissiano. D’altronde anche WordPress è la risposta alle esigenze di molti ma non di tutti. Nell’intervista Alessio specifica che per Vincenzo

la frammentazione della presenza online non è un problema ma un’opportunità, perché consente di esprimere aspetti diversi del proprio essere su altrettante piattaforme

Vincenzo è una delle persone con la più solida e quadrata presenza in Rete che io conosca, espressa principalmente attraverso il suo blog. Riesco a pensare a poche persone in Italia capaci di gestire il blog con la sua stessa costanza e professionalità. È evidente che mischiare i contenuti provenienti dai social network non sia suo interesse, non glielo consiglierei.

Gianluca sottolinea l’importanza della prospettiva del lettore:

Per la prima volta viene proposta una piattaforma di blogging come centro della nostra vita online. La questione è se ciò sia un bene anche per i lettori, se questi traggono vantaggio a leggere in unico posto ciò che avviene su vari canali

Anche qui, siamo d’accordo. Per utilizzare efficacemente Overblog se si vuole fare personal branding è necessario ripensare da zero i propri flussi di condivisione, in modo che siano fruibili dal lettore, singolarmente sulle diverse piattaforme e complessivamente là dove vengono aggregate.

Se invece si intende utilizzare Overblog come tool di content curation, si tratta di scegliere i canali più appropriati in maniera che il risultato della loro aggregazione sia coerente.

Overblog domani

Mi piacerebbe chiudere con le domande, le cose che vorrei chiedere a Paolo Mulè sul futuro della piattaforma. Molte novità, a cominciare dall’indispensabile applicazione mobile, sono già annunciate, ma sono tante le cose da mettere a posto e le funzioni che sarebbe bello avere.

C’è spazio per un altro post, ma intanto, tu cosa chiederesti ad una piattaforma di publishing?
Cosa vorresti che Overblog o WordPress ancora non ti offrono?

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Comments (4)

  • Chit - Rispondi
    luglio 9, 2012, 7:34 pm

    Complimenti per il post, davvero interessante. Un ottimo punto di partenza per confrontare Overblog con il caro Wp.
    Grazie per le dritte preziose ;)

  • Edyta - Rispondi
    luglio 10, 2012, 3:32 pm

    Uso WordPress da tanto, ma Overblog mi sembra molto interessante, sopratutto per social networks.

    Grazie per la condivisione.

  • Christian - Rispondi
    luglio 11, 2012, 12:32 pm

    Domanda , magari sciocca , ma perchè preferisci far aprire i link nella pagina di navigazione ? non si perdono visite ? grazie

  • Donato - Rispondi
    luglio 11, 2012, 1:01 pm

    @Christian Perché su dispositivo mobile il link che si aprono in una nuova pagina sono una seccatura e perché penso che se un lettore è interessato torna.

    Spero di aver interpretato correttamente la tua domanda, sono comunque aperto a suggerimenti :)

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