Tutti gli operatori mobili sono all’opera per portare in Italia il 4G. Per arrivarci si passa dall’LTE [Long Term Evolution], tecnologia pre-4G che consente di navigare indicativamente fino a 300Mb/sec circa.

Lo hanno annunciato TIM, Vodafone, Wind, H3G e Fastweb.
Sembrerebbe tutto perfetto, si parla di avere una rete ultra veloce a disposizione per una buona fetta della popolazione già nella primavera del 2013. Sembrerebbe. Ma ovviamente c’è un ma, che si materializza in due concetti: interferenze e digitale terrestre.
Come evidenzia Raffaele Barberio sul tema delle interferenze tra LTE e TV:
…il fenomeno delle interferenze LTE-TV non può essere affrontato in modo parziale e verticalizzato. Occorre una logica di sistema, una cultura della programmazione ed un rispetto degli investimenti delle imprese e delle legittime aspettative dei consumatori-telespettatori-utenti.
Si avverte forte il peso di una gestione colpevole sul tema frequenze.
L’impressione è che chi deve programmare il futuro del Paese, anche attraverso la realizzazione delle infrastrutture tecnologiche stia facendo confusione, ritardando le necessarie decisioni e che come al solito ci troveremo costretti a rincorrere le altre nazioni che invece stanno lavorando bene oggi per domani.
Non so se l’Agenda Digitale sia la risposta a questa confusione, se lo è allora facciamo qualcosa per realizzarla presto e bene. Se non lo è, allora ditemi voi qual è la risposta giusta.







Non vedo l’ora di navigare con questa velocità.
Se posso dire la mia.
L’Agenda Digitale, con il suo Decreto Sviluppo (ma già da molto prima) ha avvalorato una serie di leggi molto permissive verso gli operatori di telefonia mobile, le quali permettono di installare infrastrutture dove e quando vogliono (sfruttando il fatto che sono considerate opere di urbanizzazione primaria, al pari delle fognature e dell’allaccio dell’acqua e luce).
Dall’esproprio del lastrico solare di proprietà condominiale (proposta fortunatamente ritirata), all’invasione delle frequenze televisive (con l’acquisto di filtri ad hoc per le antenne private, a carico dell’utente e non del gestore), fino all’assenza di un piano regolatore degli impianti di telefonia mobile, il quale permette ai gestori di installare antenne a meno di 350 metri di distanza l’una dall’altra e vicino a luoghi sensibili, come asili, scuole e ospedali.
Sinceramente io preferisco rincorrere gli altri paesi (e parlo da super geek, come ben sai), ma avere prima delle regole chiare per la tutela dei “consumatori-telespettatori-utenti”: sia a livello economico che per la salute pubblica, con la limitazione dell’elettrosmog.
Amen.
L’Italia come al solito và e andrà a due velocità. Ci sarà il 4g nelle grandi città(interferenze permettendo), e nei paesi ci sarà ancora difficoltà a connettersi ad Internet sia con il 3g che con la dsl normale!
A mio parere dovrebbero cercare prima di tutto di riuscire a far connettere tutto il paese, e poi pensare alle alte velocità!