Un pacco di delizie tutto per me, senza contest!

Questa volta il pacco l’ho ricevuto io, ed era pieno di prelibatezze della cucina siciliana.

cioccolato modicano e dolci siciliani

Ho dato qualche consiglio ad un paio di amici isolani, Saro e Tonino, per impostare il loro sito di ecommerce di prodotti tipici locali, che hanno chiamato Ombelico del gusto, e loro sono stati così gentili da mandarmi, a pochi giorni dal lancio dello stesso, un assaggio; un pacco pieno di prelibatezze, dal famoso cioccolato modicano, alla cannella, al peperoncino e alla vaniglia, ai dolci di pasta di mandorle, che avevo avuto occasione di assaggiare anche in altre circostanze, fino agli ‘mpanatigghi, che proprio non conoscevo e che sono buonissimi.

E’ stata una sorpresa bella e saporita. Se i prodotti non fossero stati così all’altezza delle aspettative non ne avrei parlato. E quando dico “all’altezza delle aspettative” bisogna tenere presente che queste sono davvero alte, perché la Sicilia è la mia seconda regione di appartenenza, visto che mia madre è di origini della provincia di Ragusa, e che quindi conosco bene i sapori di quella terra benedetta dal sole e martoriata da tanti altri problemi che non hanno niente a che vedere con il palato e con la generosità della brava gente che lì vive.

Allora in bocca al lupo a Saro e Tonino, che hanno intrapreso un’iniziativa coraggiosa, perché questo pazzo mondo di Internet stanno imparando a conoscerlo piano piano, ma hanno iniziato con il piede giusto. No, malizioso, non lo dico perché mi hanno mandato i loro prodotti come segno di amicizia, ma perché so come stanno lavorando, e tutta la buona volontà e l’impegno che ci stanno mettendo.
Potranno commettere degli errori di inesperienza, ma se saranno così bravi da imparare da quelli, credo che potranno avere delle soddisfazioni. Glielo auguro sinceramente.

Concludo con una domanda: cosa conta di più nell’ecommerce di prodotti alimentari, il sito, come si presenta, come funziona, eccetera, o la bontà dei prodotti?
Andiamo, non fermiamoci alla scontata affermazione “sono importanti tutti e due”; se la discussione si fa interessante potrebbe essere ripresa in un prossimo post.

PiùBlogCamp, più motivi per esserci

piublogcamp

PiùBlogCamp, Roma, 9 dicembre 2007.

il Quarto Barcamp a Roma per chiudere l’anno in bellezza e fare un bilancio

E’ bastato il primo rigo del wiki per convincermi che avrei dovuto partecipare al terzo barcamp della mia vita, dopo quelli di Matera, e Bari, e soprattutto dopo quello mancato a Chieti.

Circa 130 in questo momento gli iscritti al wiki, solo 5 a dire il vero gli interventi, in contraddizione con la regola secondo cui ai barcamp non dovrebbero esserci spettatori ma partecipanti. Ma si sa, ci sono tanti modi di partecipare!

Io ad esempio potrei, o forse dovrei, vorrei, ecco , vorrei preparare un intervento per parlare del gruppo “Spread blogosphere out of the blogosphere“, ma le mie probabilità di successo, sono al lumicino a causa dei troppi impegni da qui a domenica.

Quello che concretamente vorrei fare per allargare la [blogo]sfera di conoscenze è incontrare e conoscere finalmente di persona alcuni amici, o semplicemente persone che leggo più o meno assiduamente e a cui mi farebbe piacere poter stringere la mano.

Ad esempio, oltre che rivedere vecchi amici, vorrei poter salutare per la prima volta:

  1. Mauro Lupi
  2. Antonio Sofi
  3. JTheo
  4. Andrea Beggi
  5. Stefigno
  6. Gianni Marconato
  7. Rossella
  8. Dario Salvelli
  9. Alberto D’Ottavi
  10. Maxime

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Lamiseria! Solo una donna? Sarà contenta una certa persona… :-)

Questi sono quelli che mi è capitato di notare che probabilmente parteciperanno al barcamp, se ci sei anche tu, segnalamelo, mi farà solo piacere poterti salutare.

Giuppy Izzo mi perseguita

Il bello di una voce familiare è che la riconosci. Questa, normalmente è una cosa positiva, ti permette di sentire i tuoi cari anche se c’è confusione e parlano in mezzo ad altre persone.

giuppy izzoDiverso è quando questa voce appartiene ad una doppiatrice, bravissima per carità, ma tanto brava che è praticamente ovunque. In tv doppia telefilm, film, fiction e spot televisivi. E già basterebbero uno o due spot, ad una voce riconoscibile per diventare una presenza quotidiana.

Poi ci sono anche quegli odiosissimi spot che interrompono i telefilm, Grey’s Anatomy, per esempio, e sono studiati proprio per sembrare, ad un occhio disattento una continuazione di ciò che stai guardando: fotografia ed immagini simili, se possibile, dialoghi plausibilmente compatibili, ed ovviamente la voce. La sua, la stessa della protagonista, Meredith, per intenderci.

Poi c’è anche la radio; a vagonate. Ogni volta che sento la sua voce suona anche una campanella: è lei. Quella campanella sta diventando assillante come una sveglia che continua a suonare anche dopo che l’hai spenta.

Va bene, si fa per scherzare, però francamente la sua voce sta diventando così riconoscibile che mi basta udirla per capire che sto guardando ancora un altro spot. Voglio dire, alla fine è come se la stessa persona cercasse di venderti una quantità di prodotti diversi, finisce che tu acquirente mangi la foglia.

Sarò io che guardo troppa tv, o è lei che lavora troppo?
Niente, mi sa che non mi resta altro da fare che iscrivermi al fan club, e rassegnarmi.

In che maniera il blog ha cambiato la tua vita?

Vorrei raccogliere le storie di chi ha visto la propria vita modificarsi come conseguenza diretta o indiretta dell’avere un blog.

Non vorrei raccontare semplicemente di un cambio delle abitudini di vita, legate all’esigenza di postare, rispondere ai commenti, e così via; mi piacerebbe invece raccogliere le esperienze di chi, se ci sono, ha trovato lavoro grazie al proprio blog, o ha trovato l’amore, oppure è stato lasciato per quello che ha scritto.

Insomma, a te cosa è capitato?
Raccontami la tua storia con una mail a blog [AT] markingegno [dot] biz, oppure lascia un commento, o se preferisci scrivilo sul tuo blog e magari segnalamelo nei commenti.
Disclaimer: non vuole essere un meme, la partecipazione è libera e non c’è niente in palio.

Comincio io, anche per dare l’idea:

Se non avessi aperto questo blog sicuramente non avrei mai scritto per Appunti Digitali. Lo dico con buona dose di certezza, perché senza il blocco note di Markingegno, difficilmente mi sarei accorto che in Hardware Upgrade cercavano blogger, e se anche fosse accaduto, non avrei avuto nessuna credenziale per ambire a diventarne writer.

A parte questo, il blog ha avuto un benefico influsso sulla mia vita professionale in genere.

Ora tocca a te, e sarebbe molto bello se decidesse di partecipare anche qualcuno che ha lanciato un corporate blog, per raccontare come questo abbia inciso sull’attività della propria azienda.

Appunti Digitali [week #10]

E via con il consueto appuntamento domenicale con il resoconto di quello che ho scritto per Appunti Digitali:

  1. Linux Ubuntu: la parola all’INesperto;
  2. Auto che comunicano per evitare gli incidenti;
  3. Dal pagare al trovare parcheggio, tutto con il cellulare;

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Appunti Digitali, come è noto, è il blog di Hardware Upgrade; vi scrivono altri sette blogger, tutti molto preparati e competenti, non come me! :-P Per cui, a parte i miei articoli puoi trovare tanti altri spunti interessanti.

Le relazioni interpersonali nel web

Capire come nascono e si sviluppano le relazioni interpersonali nel web e nella blogosfera in particolare ci può essere di aiuto a comprendere come essa funzioni.
Tentiamo il gioco delle classificazioni:

1. Gli amici reali.

“Reali” perché ce li portiamo dietro dalla cosiddetta real life, sono quelle persone che spesso conosciamo da prima che aprissimo il blog, o che comunque abbiamo incontrato prima per strada e poi online. A loro ci lega una concretezza, ed un affetto, tale da porli in una categoria a parte.

2. Gli iniziatori.

Sono quei blogger che per affinità, casualità, o anche solo per il fatto di averli incontrati per primi, significano qualcosa di particolare per la nostra presenza in rete. Nel mio caso, Mauro e Lele; ho iniziato leggendo quasi esclusivamente i loro blog, e devo dire che è stato un ottimo inizio.

3. Gli eletti.

No, Matrix non c’entra. Mi riferisco a quella cerchia di blogger con cui instauriamo un rapporto di stima, che non necessariamente sarà biunivoco. Qui risiedono buona parte degli A-blogger [blogstar solo per noi italiani], che grazie alla indiscutibile maggiore visibilità hanno più possibilità di essere riconosciuti e quindi di diventare punti di riferimento per chi entra in questo mondo. Salvo poi emanciparsene., mantenendo la fiducia solo in chi effettivamente la merita.
Difficile fare esempi, la cerchia è ampia: Gaspar, Maurizio, e Bob sono blogger che in tre modi completamente diversi tra loro stimo; essenzialmente perché trovo stimolante quello che scrivono.

4. La famiglia allargata.

Sono i blogger che leggi, in linea di massima sei capace di associare al nick il nome reale. Ecco, questo potrebbe essere un criterio oggettivo, ma non definitivo. Con loro ci scappa anche la conversazione via instant messenger.
Questi sono tanti, per farti un’idea vedi il blogroll, e non è esaustivo.

5. I barcamper.

E’ una categoria trasversale, sono quei blogger che hai incontrato a cene, aperitivi o barcamp e che quindi hanno lasciato una traccia mnestica particolare. Ovviamente i barcamper possono rientrare contemporaneamente in altre categorie, come per me accade con Nicola e Stefano, conosciuti a Matera, e tutti quelli incontrati a Bari.

6. I fan.

Sono l’altra faccia degli eletti, cioè quelli che ti tengono in considerazione maggiore di quanto tu non faccia con loro, non perché non lo meritino, ma piuttosto perché per qualche motivo non ti sei accorto di loro. In questo caso tu probabilmente sei un a-blogger, o comunque hai un elevato numero di follower, tale da non poterli a tua volta seguire tutti.
Io, i miei quattro follower li seguo tutti, quindi non posso fare esempi personali di questa categoria. :-)

7. Il mare magnum

E’ il resto della blogosfera, quella che non hai ancora esplorato; i confini non sono ben definiti, là dove sfuma la famiglia allargata, inizia il mare magnum. Lì si trovano immani sciocchezze o piccoli tesori; fare l’esploratore è entusiasmante quasi quanto fare l’archeologo per Indiana Jones.
Impossibile fare esempi, dovrei mostrare tutti i feed che sono nella cartella “in osservazione”, dove tengo appunto tutti i blog che non conosco abbastanza da poterli classificare.

8. Rompiballe e sfigati.

[contributo di Koolinus]
Quelli che copiano i post, quelli che insultano quando cominci a far notare loro che quel che hanno scritto non è vero…  – Insomma, gente maleducata.

9. Le fonti.

[contributo di Sergio]
Tutte quelle persone che leggiamo per trarre notizie o consigli utili. Solitamente sono quelli dei quali non conosciamo quasi nulla e che non contattiamo neanche tramite commento. Sono quelle voci in aggregatore che il più delle volte lurkiamo solamente e occasionalmente, in rari casi, linkiamo tramite blog.

Ti sembrano sufficienti, queste sette categorie per descrivere i rapporti interpersonali nella blogosfera? Ne aggiungeresti altre, o ne elimineresti qualcuna?

Asus eee pc, ultra mobile pc da sogno

UMPC, Ultra Mobile PC.

  • schermo da 7″
  • ethernet – wifi
  • 0,92 Kg
  • 400,00 Euro nella versione 4G, con hard disk da 4 giga e webcam integrata

.
e soprattutto Linux preinstallato, con una meravigliosa interfaccia.

Immagine anteprima YouTube

Facebook per far conoscere i blog. Aggiornamento.

Sono più di 60, mentre scrivo, i membri del gruppo “Spread blogosphere out o the blogosphere” alias C’è vita oltre la blogosfera.

Piccoli numeri nella vastità del web, ma considerato che ci siamo raccolti in un fine settimana, non mi pare male.

Facebook è solo lo strumento per incontrarci, e condividere qualche idea per raggiungere uno scopo che non è una missione. Nessuna crociata, sana condivisione delle idee e partecipazione.

Come fare per portare la blogosfera fuori dai suoi confini virtuali? Intervieni nella conversazione con un commento a questo post, oppure unendoti al gruppo su facebook.

Carlo Freccero a Dodicesimo Round: il messaggio emozionale della tv

dodicesimo round

Ieri sera [notte fonda] Carlo Freccero è intervenuto a Dodicesimo Round, in occasione dello Speciale Celentano.
Non ho seguito la trasmissione del molleggiato e non intendo parlare di lui. Freccero ha detto cose molto interessanti, a mio avviso, sulla televisione, e non è la prima volta che mi capita di condividere ed apprezzare le sue affermazioni.

Mi è rimasto particolarmente impresso il passaggio in cui ha sottolineato come il messaggio che passa attraverso le immagini televisive sia sempre quello emozionale, in contrapposizione a quello contenutistico ad esempio della carta stampata [e dei blog?]

Allo stesso tempo, per quanto si voglia denigrare il ruolo della televisione, Freccero ha mirabilmente evidenziato come ancora questa abbia il potere di definire ciò che esiste da ciò che può esistere, ma di cui non si accorge nessuno.

Lui ne è un esempio lampante, visto che ha detto di essere stato allontanato dalla tv generalista

per aver permesso ad un comico [Luttazzi] di intervistare un giornalista [Travaglio] che ha ripetuto quello che era stato scritto e pubblicato in un libro.

Non conosco così bene i retroscena della storia per dire se quello sia il vero ed unico motivo per cui Freccero sia stato allontanato dalla tv, ma l’analisi del media resta valida.

La televisione è ancora in grado di superare le barriere cognitive di chi la segue, grazie al suo contenuto emozionale, e nello stesso tempo è lo strumento più semplice; chiunque, di qualsiasi levatura culturale è in grado di comprendere il linguaggio delle immagini.

Questa è la forza e nello stesso tempo la condanna del media catodico.

Intercettazioni Rai – Mediaset: chi è sorpreso alzi la mano

A quanto pare, a cavallo tra il 2004 e il 2005 i dirigenti Rai e Mediaset concordavano palinsesti e ammorbidivano le notizie che potevano risultare scomode soprattutto a chi in quel momento era al potere, cioè Berlusconi ed il centrodestra. Questo si evincerebbe dalle intercettazioni.

raidiaset

Raidiaset: tutti insieme appassionatamente.

Si, ma dov’è lo scoop?
Ok, amarezza e cinismo a parte, un paio di considerazioni:

Lode al giornalismo d’inchiesta.

E’ qualcosa che i blog non possono fare, proprio perché nella maggior parte dei casi non sono una testata giornalistica.
Ecco perché il giornalismo, quello vero, non dovrebbe né temere né demonizzare Internet ed i blogger, cosa che invece fa spesso. Forse perché fare inchieste è scomodo e faticoso?

La cosa più triste di questa vicenda è che è paurosamente verosimile.

Non sarebbe il primo caso che parte con la grancassa delle intercettazioni e poi si sgonfia per arrivare cambiare poco o nulla. Ogni riferimento a calciopoli e vallettopoli è puramente voluto. Solo che qui si parla di una fetta di libertà [quella relativa all'Informazione] di tutto il Paese.

Quello che da più fastidio è che, indipendentemente da come si concluderà la vicenda sul piano legale, dove ognuno è innocente fino a prova contraria, vale la pena ricordarlo, questa inchiesta mette a nudo un dato incontrovertibile, che da più parti è stato evidenziato da parecchio tempo: il livello qualitativo della televisione generalista è bassissimo, sia per quanto riguarda l’informazione, che per l’intrattenimento.

Forse, c’è quasi da sperare, a questo punto, che ci fosse malafede. Vorrebbe dire che una possibile via d’uscita esiste. Altrimenti non ci resterebbe che rassegnarci alla mediocrità e spegnere la televisione.