Quando cominci a pensare che una risposta negativa sarebbe meglio di nessuna risposta

[Attenzione: in questo post si fa un uso scriteriato del blog a fini personali. Sei avvisato.]

Questa è la mia situazione attuale: volge al termine la terza settimana di attesa per una risposta che tarda ad arrivare. Circostanze del genere mi destabilizzano in maniera profonda. Le odio.

Non sopporto nessun tipo di attesa in generale, forse per questo mi porto sempre dietro un palmare, così una maniera per impegnare il tempo dignitosamente, lo si trova anche nelle sale d’attesa.
Il problema vero nasce quando sai che l’attesa sarà prolungata come in questo caso, tanto che cominci a pensare:

“Va bene anche un no, basta che mi dite qualcosa, vi prego, non mi lasciate in questo limbo!”

Ok, confesso. Mi hanno detto che questa risposta sarebbe arrivata questa settimana. In teoria ci sarebbe ancora tutto oggi e domani.

Come? Perché mi lamento?
Perché tre settimane sono troppe per il mio povero cuore, perché non credo che mi chiameranno tra oggi e domani, e perché da quando so che deve arrivare questa risposta guardo implorante un telefono muto come non accadeva dai tempi dei primi innamoramenti adolescenziali, e purtroppo da allora sono passati almeno una quindicina d’anni.

Tu come fai a tenere il sangue freddo e non pensarci, in situazioni come la mia?
Ricorri alle droghe? Ti butti sul lavoro? Eh? Come fai?


Technorati Tags:

Report

Non si può non apprezzare il giornalismo di Report, un programma faticoso da seguire, perchè capace di assestarti certi cazzotti nello stomaco che poi è difficile andare a dormire così, sereni, senza fare qualcosa per cambiare lo stato delle cose.

Questa domenica si è parlato degli Intoccabili della pubblica amministrazione, che esistono ancora nell’epoca della precarietà, ma questo ha un’importanza relativa, perchè tutte le inchieste sono avvincenti, amare ed istruttive.

Sarei estremamente curioso di conoscere la Gabanelli, dev’essere una persona straordinaria, nel senso letterale di fuori dall’ordinario. Cosa racconti a cena ad una donna così?

Ma l’applauso va esteso a tutti i giornalisti e a tutti quelli che lavorano al programma, persone fortunate perchè possono andare fieri del lavoro che svolgono. Una possibilità che non tutti hanno e, ahinoi, purtroppo soprattutto non molti giornalisti si possono permettere.
Ogni riferimento a certi (pseudo)telegiornali è puramente voluto.


Technorati Tags: ,

Crimen Sollicitationis

Ci sarebbe anche un discorso relativo alla pressione esercitata dalla Rete nei confronti dei media cosiddetti mainstream, per affrontare temi delicati, per non dire scottanti, come ad esempio quello della pedofilia all’interno del clero.

Ma dopo aver visto il video dell’inchiesta della BBC, datato 2006, ho poca voglia di parlare di media e fenomeni sociali.

Dura trenta minuti scarsi, mezz’ora della propria vita spesa bene perché non si può mettere la testa sotto la sabbia. I preti, quelli onesti, dovrebbero essere i primi a vederlo.

Ora che il filmato è noto, vediamo chi ha il coraggio di mandarlo in tv, magari garantendo quel contraddittorio che nel filmato sembra essere carente.

Chi sarà il coragioso Vespa, Mentana, Floris, Santoro o chi?
Io vorrei che fosse il Tg1 con l’approfondimento di uno speciale di Porta a Porta.
Dici che non è probabile?

update: 27.05.07

Ora il video non è più disponibile su Google Video, pare sia stato oscurato su richiesta della BBC… mh..

Il blog Bipensiero, che già aveva provveduto a sottotitolare il filmato indica quali sono le fonti dove è comunque possibile reperirlo, tra cui c’e’ youtube, dove è stato inserito suddiviso in quattro parti.

Non sono ottimista sul fatto che l’inchiesta giornalistica della BBC possa davvero essere trasmessa dalla trasmissione di Santoro che ne avrebbe acquistato i diritti.
Continuo a dire: nessuna caccia alle streghe, ma nessun imboscamento. Mandate in onda il filmato.


Technorati Tags: , ,

Blackout Akismet: aiutaateme!

Akismet, noto plugin antispam di wordpress, da circa 36 – 48 ore non fa più il proprio dovere. Sto ricevendo continui messaggi spazzatura, e non capisco perchè.

Ora mi rendo effettivamente conto di quanto sia utile quando funziona, ma sono incavolato (a dir poco) perchè mi ha inspiegabilmente abbandonato.

Un link, un suggerimento, una parola di comprensione… al vostro buon cuore.


Technorati Tags:

Blogger’s head hunting @ Barcamp Matera

Per leggere di come sia stato interessante e quanto bello fosse il posto dove si è tenuto il barcamp di Matera basta cercare il tag barcampmatera su Technorati.

Io vi racconto il mio primo barcamp, vissuto con la voglia di conoscere finalmente di persona gente che leggo più o meno regolarmente, e verificare finalmente, se tutte le belle cose che avevo sentito a riguardo di queste non-conferenze fosse vero.

Non sono riuscito a parlare con tutti quelli che avrei voluto, ma superato un iniziale momento di imbarazzo, sono entrato nel vivo del barcamp, ed ora sono proprio contento averlo fatto.
Più o meno in ordine cronologico, ho scambiato due parole con:

Stefano Epifani

Stefano Epifani. A lui ho subito chiesto un parere riguardo l’idea di utilizzare i barcamp per lanciare dei meme nella blogosfera. Della sua risposta parlerò in un altro post. E’ docente universitario a Roma, ma è anche un blogger. O ha una doppia personalità, oppure l’animo blogger riesce a tenere a bada l’istinto cattedratico. :-)

zoro e sofi

Come mostra la foto, Zoro (Diego Bianchi), si è molto divertito, prima, durante e dopo l’intervento di Antonio Sofi.
Ci siamo incrociati poco dopo la sua presentazione, viene con passo morbido nella mia direzione, mi guarda distratto:
D: Ciao, Donato
Z: …
Z: Diego
mentre mi da la mano si legge nei sottotitoli: ‘zzo vuole questo, mi chiederà l’autografo?
sorrido, mi concentro e penso: Donà, stretta di mano decisa e NON chiedere l’autografo! :-p
prosegue senza fermarsi.
Considerazione personale a margine: quest’uomo ha i tempi comici. Sa essere spiritoso …quando vuole.

Alessio Jacona

Alessio Jacona di blog4biz ci toglie il dubbio con il suo intervento estemporaneo e non in scaletta: chi avesse aperto un blog per fare i soldi, dovrà aspettare ancora parecchio. Insomma, rischia di arrivare all’età della pensione prima di riuscirci!
Il tutto sotto l’occhio vigile di Stefano Gorgoni, a cui spettava la parola dopo Sofi e Zoro… :-)

Non ho avuto l’occasione per scambiare due chiacchiere anche con, Giuseppe Granieri, Catepol, Antonio Sofi, Stefano Gorgoni e qualcuno me lo dimentico di certo…

Chiudo con un definitivo grazie agli organizzatori, Giovanni, Carlo ed il mio omonimo, Donato. Al prossimo barcamp… o forse alla prossima dinner, visto che scopro proprio in questi minuti che è in previsione un PugliaDinner

edit:
ecco, infatti, mi sono dimenticato di citare Enrico Sola aka Suzukimaruti, che ha parlato, tra le altre cose di misurazioni quantitative e qualitative

suzukimaruti

ma soprattutto, ho dimenticato di ringraziare quelli de La Compagnia del Cavatappi, per le meraviglie che ci hanno offerto. Che maleducato che son stato, chiedo scusa :-)


Technorati Tags: , , , , ,

Il meme, il barcamp e l’apparato circolatorio

Mi appresto a scrivere un post su cui ho cominciato a riflettere ieri, mentre nuotavo in piscina, dopo un paio dei mesi abbondanti di lontananza dalla vasca. Il tutto quindi potrebbe rivelarsi delirio da carenza di ossigeno, ma non saltiamo subito alle conclusioni, anche perché prima dovrei passare attraverso i tre concetti che compongono il titolo di questo post, e potete immaginare che non sarà facile collegarli in maniera logica senza compiere voli arditi.

Il meme

Da Wikipedia:

Un meme è un’unità di informazione che è in grado di replicarsi da una mente o un supporto simbolico di memoria – per esempio un libro – ad un’altra mente o supporto.

Attraverso i blog si diffondono i meme, gli argomenti trattati da un blogger che ne coinvolge altri, chiedendo loro di intervenire per offrire un contributo allo sviluppo del concetto e a loro volta coinvolgere altri blogger, secondo il tipico tam tam informatico.

Così tipico da essere lo stesso utilizzato dalle arcinote e bistrattate catene di sant’Antonio.
Che differenza c’è tra un meme ed una catena? Perché i primi sono una pratica virtuosa e le seconde per lo più una faccenda da nerds e sprovveduti del web?

Probabilmente perché le catene nel migliore dei casi sono inutili e nel peggiore sono usate dagli spammer per i loro traffici, ma siamo sicuri che invece, i luccicanti meme che tanto vengono apprezzati dai blogger siano tutti di oro come sembrerebbe?

Mi permetto di insinuare il dubbio. C’è da ammettere che si ha qualche vantaggio a lanciare un meme. Se è ignorato pace, finisce lì. Se invece fa breccia nell’attenzione dei colleghi si ha qualche link in entrata, un pò di visibilità e la bella sensazione di far parte del sistema.

Con questo non voglio assolutamente dire che tutti i meme siano lanciati con un secondo fine, però credo sia evidente che queste piccole serie nascono dall’oggi al domani, a volte estemporaneamente, in altri casi sulla spinta di fatti di attualità, ma sempre in maniera del tutto disorganizzata.

A questo punto mi sono posto la domanda cruciale: perché non coordinare e dare un senso alla potenza dei meme per sfruttarla a favore della blogosfera?

Il barCamp

Per evitare un poco utile e disordinato proliferare di meme, lanciati più o meno disinteressatamente da singoli blogger, la mia proposta è quella di utilizzare i barcamp anche come centro di aggregazione per raccogliere e selezionare i meme più interessanti.

Forse questo accade già in parte, ma probabilmente non in maniera sistematica. Io dico proprio di creare un momento durante il prossimo barCamp di Matera per individuare i topics più interessanti, iniziarne la discussione lì, collegialmente, e poi lanciarli nella blogosfera, con la potenza che deriva dall’aver condiviso, live, una parte della discussione.

Questo contribuirebbe alla crescita e alla diffusione non solo dello strumento meme, ma anche dei barcamp che svolgerebbero la funzione di cuore pulsante, capace di diffondere i propri effetti anche oltre i propri limiti spazio-temporali.

L’apparto circolatorio

A questo punto, mettere in fila il terzo punto dovrebbe essere l’operazione più facile.
L’apparato circolatorio è la metafora con cui vorrei rappresentare il flusso di informazioni, che immagino si potrebbe generare se prevedessimo di riservare un momento in ogni barCamp per trattare alcuni argomenti, o meme.

Insomma, si, sono interessanti i racconti di come è andato il barcamp, che bel clima che c’era, come si è mangiato, eccetera, e nulla vieta che tutto questo continui. Però potremmo aggiungere qualcosa in più, non solo per dare un’impulso ulteriore alla vita della blogosfera, ma anche valorizzare il momento dei barcamp, dove si potrebbe sintetizzare tutto il chiacchiericcio fatto attraverso i nostri blog.

Chiudo il post, rispondendo ad una ovvia domanda: si, questo è un meme, ma è il primo (credo) pensato perchè si porti la discussione all’interno del Barcamp. Poi, se l’idea non piace, pazienza.


Technorati Tags: , , ,

Vota il tuo z-blogger preferito

z-blogger

Eh no, non sono nemmeno uno z-blogger. Me ne farò una ragione, non temere, anche perché non ho aperto Il blocco note di Markingegno per diventare una blogstar!

Il mio disappunto non è dovuto al fatto di non essere in nomination, ma piuttosto all’aver constatato quanti pochi blog conosco rispetto a tutte le segnalazioni. Ma sarà meglio fare un passo indietro.

Sw4n ha lanciato l’idea di un concorso per blogger minori, gli z-blogger, appunto, in contrapposizione agli a-blogger, che qui in Italia vengono definite blogstar. Questi ultimi hanno visibilità, popolarità, tanti lettori, però in genere risultano parecchio antipatici! :-p

No, purtroppo non è nemmeno così, quelli con cui ho avuto modo di scambiare qualche idea sono spesso persone molto disponibili, ed eccezionalmente competenti e preparate.

D’altro canto pero’, gli z-blogger spesso curano il proprio blog con la stessa dedizione e sapienza dei colleghi più conosciuti e rappresentano un grande valore della Rete per il loro contributo dato alla circolazione delle idee.

Quindi un plauso all’iniziativaiziativa di Sw4n; ora, per votare, dovrò almeno un’occhiata ai blog in nomination che ancora non conosco, un’operazione che richiederà del tempo, ma sono certo che mi permetterà di scoprire nuovi mondi e fantastiche persone.


Technorati Tags: , ,

Le rivoluzioni dei cittadini digitali

I cittadini digitali saremmo noi, quelli che popolano la Rete, leggono, bloggano, scambiano idee, magari hanno anche una seconda vita online.

Le rivoluzioni sono quelle che si sono realizzate negli ultimi tempi. Mi riferisco a quella nata da una petizione contro i costi di ricarica dei cellulari e sfociata nella loro abolizione per legge.
Oppure alla storia più recente che ha visto gli utenti di Digg, prima pubblicare la chiave per decriptare il DVD-HD; poi reagire al tentativo degli amministratori di eliminare tutti i riferimenti incriminati, ripubblicandoli in massa.

Alla fine gli amministratori di Digg hanno deciso di arrendersi, e di accontentare gli utenti. Ora rischiano una causa intentata dalle major che potrebbe mandare Digg a gambe all’aria, ma come ha detto il suo fondatore

“Se perdiamo, al diavolo, almeno siamo morti tentando!”

[via Gaspar]

Ammettiamolo, queste storie un pò ci rendono fieri di far parte di questo mondo digitale, dove forse è ancora possibile affermare con successo delle idee se largamente condivise, e contrapporsi alle decisioni prese dall’alto.

Eppure come ha splendidamente fatto notare Massimo su PI:

Ma quasi mai al “contiamoci” che la rete catalizza seguono capacità di influenzare scelte e decisioni nelle sedi deputate. Internet vive in questo splendido e fastidioso isolamento politico: rappresenta ancora una sorta di Arcadia nei cui laghetti specchiare la bellezza dei nostri principi senza poi doverci caricare di seccature supplementari.

C’e’ da dire che questo isolamento, forse, in alcuni casi non è nemmeno un fastidio, anzi.

C’e’ un pizzico di compiacimento, nel pensare di appartenere ad una piccola aristocrazia digitale?

Proprio oggi mi è capitato di parlare in un paio di differenti occasioni, di come sia diventato importante, non solo “sapere“, ma anche o forse soprattutto, “saper cercare” le informazioni.

Nella vita di tutti i giorni, se leggere due giornali non è la stessa cosa che leggerne uno solo, figuriamoci l’essere capaci di cercare informazioni [on ed off line], destrutturare i palinsesti radio e tv, scegliendo ciò che vogliamo vedere e ascoltare attraverso nuovi media (tv on demand, satellite, eccetera) e mezzi più o meno consentiti (p2p).

Questo è solo un esempio di come potrebbe (possa?) esistere una fruizione di tipo conscio e selettivo, contrapposta ad uno meno conscio e più passivo. E’ in sostanza il digital divide.
La domanda è: ma chi sta da questa parte, è proprio sicuro di voler tendere la mano verso chi è digitaldiviso?

Si, ok, probabilmente ad un quesito posto in questi termini sarebbe politicamente corretto rispondere di si, ma in concreto cosa stiamo facendo?

Tanto perchè di domande ne ho fatte poche in questo post, ma i barCamp, ad esempio, possono essere un’occasione per coinvolgere gente nuova, gente che magari si sta perdendo qualcosa, obnubilata da insulsi programmi tv, realitisciò, e gossip a più non posso?

Ah, non ho idea di chi vorrà rispondere a queste domande, né se qualcuno lo vorrà fare, ma se me lo ricordo sabato prossimo le ripropongo a Matera.

Io, nel mio piccolo credo che questa sarebbe la più importante delle rivoluzioni: allargare a tutti la possibilità di accedere alla Rete e trarne i vantaggi che ne derivano, nella vita di tutti i giorni, anche in quella analogica!


Technorati Tags: , ,

barCamp Matera: 12 maggio 2007

Sabato prossimo, 12 maggio, appuntamento a Matera per il barCamp.

barcamp matera

Sarà il primo barCamp a cui partecipo di persona, sperando che non ci siano sorprese ad impedirmelo. Mi aspetto di incontrare gente interessante e competente, un ambiente cordiale e disteso, e di poter parlare di argomenti appassionanti.

Il tema dell’incontro è “Nuovi media e nuovi modelli di business come alternativa per lo sviluppo in zone disagiate”.
Per maggiori informazioni e per dare conferma della propria partecipazione: http://barcamp.org/BarCampMatera


Technorati Tags:

Pandora è disponibile solo negli Stati Uniti

Ho appreso la pessima notizia per caso, leggendo il post di Marco, e purtroppo ho subito verificato che e’ vero. Anche io, in quanto utente di Pandora, che permette(va) di ascoltare musica in streaming, sono stato avvisato via email che non sarà piu’ possibile usufruire del servizio collegandosi con un ip che non appartenga agli Stati Uniti.

Difatti è cosi, queste sono le prime righe che si possono leggere collegandosi a pandora.com dall’Italia:

“We are deeply, deeply sorry to say that due to licensing constraints, we can no longer allow access to Pandora for most listeners located outside of the U.S. We will continue to work diligently to realize the vision of a truly global Pandora, but for the time being we are required to restrict its use. We are very sad to have to do this, but there is no other alternative.”

La diatriba legislativa tra le grandi case discografiche, organismi come la SIAE, e chi ascolta musica, non provoca guasti solo in Italia, evidentemente, ma questo non è di grande consolazione.

Io credo che si stiano ancora difendendo alcune posizioni privilegiate che impongono costi elevati alla discografia, ma che presto o tardi qualcuno capirà che queste posizioni non potranno essere mantenute all’infinito, e allora bisognerà trovare un compromesso, che potrebbe essere offerto proprio dalla tecnologia (micropagamenti).

Le Restaurazioni storicamente hanno avuto un successo effimero.


Technorati Tags: , ,

Page 56 of 62« First...«5455565758»...Last »