La più odiosa forma pubblicitaria della storia

enrico papiCredo la più odiosa forma pubblicitaria della storia sia quella adottata da Mediaset negli ultimi tempi; l’esemplare più efficace è certamente quella in cui la faccia di Papi sbuca fuori nel sottopancia durante film, cartoni animati [nello specifico i Simpson], e qualsiasi tipo di trasmissione, per annunciare il suo insulso programma di prima serata, di cui non conosco il nome e mi rifiuto di andare a cercare quale sia.

Ma come, ti prendi il disturbo di parlare di questa cosa e poi non sai nemmeno come si chiama il programma?

Si, mio caro, perché

  1. la mia attenzione è tutta presa dalla faccia beota di Papi che ride come un deficiente e alza il pollice. Se un giorno avessi una mazza da baseball in mano probabilmente non resisterei, a costo di farmi secco il televisore. E questo conferma l’inefficacia dello strumento, se non addirittura la dannosità.
  2. è odiosa la forma pubblicitaria in sé, invasiva, irrispettosa, antipatica. Ci credo che il 98% degli annunci siano di altri programmi, odierei qualsiasi prodotto venisse a rompere le balle anche durante il programma che sto seguendo.

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Ma possibile che non abbiano fatto dei test prima di lanciare una boiata del genere? O sono l’unico a cui viene l’orticaria ogni volta che li vede?

Ti sfido a trovare una forma pubblicitaria più odiosa di questa.

Appunti digitali [week #1]

love myself

Inauguro l’autoreferenzialissima rubrica dedicata a quello che scrivo su Appunti Digitali, il blog di Hardware Upgrade dedicato alla tecnologia.

Dal più recente andando a ritroso, questa settimana ho scritto:

  1. Dai conigli ai tavoli interattivi: the Internet of things;
  2. Vado a vivere a Pordenone!;
  3. Wimax e digital divide;
  4. Web tv italiane, prove tecniche di trasmissioni;

Devo dire che in questa settimana mi sono lasciato prendere dalla voglia di azzardare previsioni futuristiche. Chissà se tra dieci anni, dovesse capitare di rileggerle, faranno ridere.

Lo scopriremo solo vivendo.

[cit. Battisti, però sei autorizzato a fare gli scongiuri che ritieni oppurtuni]
:-)

Spiriti bollenti e creativi

Ieri ho vissuto due esperienze diametralmente opposte, partecipando ad una conferenza al mattino e ad una non-conferenza nel pomeriggio.

La mattina l’ho trascorsa a Taranto, dove si teneva la conferenza sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia, organizzata da Libera ed altre associazioni presso la Sala degli Stemmi Provincia. Un incontro che non può non essere definito un successo, secondo i parametri standard di questo tipo di workshop, molti autorevoli interventi, la simbolica quanto significativa presenza del sindaco Ippazio Stefàno, e.. un caldo boia.

Si, un impianto di condizionamento dell’aria sarebbe servito. Sarebbe servito anche contenere i tempi degli interventi, visto che suo malgrado, alle 13.00 circa, il coordinatore di Libera si è visto costretto ad eliminare la fase di dibattito previsto, promettendo agli studenti presenti un successivo incontro presso le scuole.

Sebbene la manifestazione sia riuscita, e probabilmente il suo effetto più importante lo produrrà all’esterno della sala, tramite i media, non ha niente a che vedere con quello a cui ho assistito la sera, a Bari, al Bollenti Spiriti Creative Camp.

I numeri che annunciavano l’evento parlano da soli: 250 iscritti al wiki, per una cinquantina di interventi previsti. Credo che gli interventi siano stati molti di più, perché non tutti hanno annunciato il proprio sul wiki.

Un successo di partecipazione strepitoso, organizzazione fantastica, complimenti, ed un clima che si respirava nelle sale del monastero di Santa Scolastica di incredibile voglia di fare, entusiasmo e partecipazione.

Anche qui per motivi di tempo si è dovuto eliminare la fase di dibattito a termine di ogni presentazione, ma non è stata la stessa cosa, perché ce n’erano di continuo, una dietro l’altra, e allora chi voleva fare qualche domanda si alzava per parlare con l’autore della presentazione e gli altri interessati. C’erano gruppetti di persone in ogni angolo a chiacchierare di creatività lungo i corridoi stretti che collegavano le tre sale delle non-conferenze.

Ho conosciuto Giovy, che mi ha presentato Pietro e Silvia dei Googlisti e ovviamente Mia; lo ha fatto dicendo “Lei è Mia”. Gag. :-)
Chissà quante volte se l’è giocata, ma sono certo che a Mia non dispiace.

C’eravamo solo noi quattro, almeno non ho riconosciuto nessun altro, della cosiddetta blogosfera. Assente, non so quanto giustificato e giustificabile Nicola.

Ho scattato qualche foto col palmare, giusto per cercare di fissare qualcuno dei meravigliosi momenti che sembravano scorrere senza soluzione di continuità in un continuo inseguirsi di emozioni. Ma se volete vedere belle foto andate a vedere quelle scattate da Pietro e Giovy, il primo con una bella macchina fotografica, il secondo con una specie di arma impropria superaccessoriata.

applausi per link

L’immagine qui sopra ritrae il pubblico di una delle presentazioni più stimolanti e divertenti a cui ho assistito è stata quella dei cortometraggi multietnici e multiculturali dell’associazione Link, per la campagna all different – all equal.

Poi ho avuto anche modo di fermare e scambiare due parole con Ettore Carucci Chiurazzi, così, come se fosse un barcamper qualsiasi pure lui. Si, lui era un barcamper qualsiasi, solo che nonostante la giovane età è anche socio fondatore di una delle più note agenzie di comunicazione di Bari, e personalmente non so quanti altri al suo posto avrebbero partecipato. Sbagliando, a mio modo di vedere.

E’ stata una bella serata, stimolante. Persino Bari mi è sembrata più bella del solito, con la luna piena che si specchiava sul lungomare, e quella famiglia che giocava a carte su un tavolino davanti casa propria, appena fuori dal monastero, incuranti delle centinaia di giovani che entravano ed uscivano da lì.

Verso le 11.00 quando sono andato via, purtroppo così presto perché mi attendeva un’ora di strada per tornare a casa, c’era ancora gente che arrivava alla spicciolata e si registrava. Le presentazioni sarebbero andate avanti fino alle 2.00 di notte.

Ho percorso la strada a velocità di crociera, con la radio accesa, cantando a squarciagola e mangiando i tarallini pugliesi che mi avevano dato a Taranto, prodotti dal grano delle terre confiscate alla mafia. Una sensazione di fermento intellettuale che non provavo dai tempi, ahimè lontani, dell’università. Fantastico.

Taranto Bari e rientro

Oggi giornata on the road, a tutta mobilità.

Sono già in ritardo per un convegno che si tiene a Taranto e dura fino a pomeriggio.
Al termine l’insana idea sarebbe quella di andare direttamente a Bari, per le 18.00 circa, orario di inizio del Bollenti Spiriti CreativeCamp.

Taranto - Bari

In tempi di polemiche su cosa sia un barCamp e come e quando utilizzare il suffisso Camp, si tiene una non-conferenza con oltre 200 iscritti, di cui non si parla su twitter ed è praticamente ignorata dalla blogosfera che conta se lo misura [vedi: celhopiulunghismo].

Dovessimo scoprire che sono chiacchiere poco utili, e che la cosiddetta blogosfera deve ancora capire come esportare le proprie iniziative fuori dal web?

PS.
Se sei in zona segnalami la cosa con una mail o un commento; ci si vede! ;)

Cosa fa di preciso una agenzia di Pubbliche Relazioni?

Devo dire che con un certo piacere ho scoperto di non essere l’unico ad avere difficoltà a spiegare in cosa consista il mio lavoro, in particolar modo a chi confonde la Comunicazione con la pubblicità.

Figuriamoci poi a mia nonna, che è ancora convinta che mi sia laureato in scienze delle TELEcomunicazioni, che mi rimprovera sempre di non comunicare abbastanza (con lei!).

La scoperta è avvenuta grazie al blog Edelman Italia, agenzia di pubbliche relazioni che non necessita di presentazioni, dove è disponibile anche un illuminante video per chi volesse avere un quadro di cosa significhi public relations ai massimi livelli:

Immagine anteprima YouTube

Sia chiaro, non è assolutamente mia intenzione paragonarmi ad una agenzia di livello internazionale, constatavo semplicemente una comune difficoltà a definire la comunicazione aziendale in senso lato.

;)

[Update 16 aprile '09] Quando scrissi questo post non avrei potuto immaginare, che un giorno ci sarebbe stato un simile colpo di scena, e che avrei lavorato per Digital PR, agenzia di Relazioni Pubbliche. Si, perché una delle prime cose che mi hanno insegnato è che si dice relazioni pubbliche, e non il contrario.

Tumblr, come se non bastasse!

Siccome questo blog, twitter e Appunti Digitali potevano sembrare pochi, mi sono registrato anche su Tumblr: mkg.tumblr.com.

tumblr

Se non conosci Tumblr e non sai a cosa serve, fai riferimento alla dettagliata spiegazione fornita da Blacko su 2puntozerpertutti.

Giusto per non creare aspettative che sarebbero disilluse, la grafica è quella standard e la cura degli optional è molto basic. Il mio tmblr è solo uno spazio in cui prendere appunti al volo, linkare, citare e riportare le cose che mi colpiscono nel web, soprattutto durante la lettura dei feed, e che spesso mi e’ capitato di cercare a distanza di tempo faticando a ritrovarli.

Grazie a Tumblr dovrei avere maggiori probabilità di riuscirci senza invocare i santi del Paradiso.

E tu hai provato Tumblr? Linkalo nei commenti, se hai voglia, sono curioso di vedere come gli altri lo stiano utilizzando.

Perchè leggi e non commenti?

commneti
photo credit: charcoa1

Adoro i commenti. Mi piace dire quello che penso dei post che leggo, e adoro quando ricevo commenti a quello che scrivo.
Si, anche perché, ringraziando il cielo, finora non mi sono capitati particolari attacchi personali o critiche violente. Cose che mi farebbero stare male, in ogni caso, e che un pò confesso di temere.

Delle classifiche me ne infischio altamente, invece i commenti, che pure sono in relazione con le classifiche stesse, mi stanno a cuore; per questo mi sono chiesto se la percentuale dei visitatori di questo blog che lascia un commento è in media con il resto della blogosfera. Così, a spanne.

Ricordo di aver letto che la media dei lettori che lascia un commento è piuttosto bassa, tipo al di sotto del 10%, ma non ricordo, dove l’ho letto, anzi se vuoi darmi una mano segnalando qualche ricerca in proposito faresti cosa gradita.

Se la media generale è quella, direi che qui siamo in pari nella migliore delle ipotesi, o altrimenti anche un pò sotto la media. Dunque mi sono posto un paio di domande cercando di dare delle risposte:

Quali sono gli elementi decisivi che muovono il lettore a commentare?

Le mie ipotesi:

  • l’argomento, se è interessante o meno, ma anche, forse soprattutto se è leggero o impegnato
  • lunghezza del post
  • coinvolgimento diretto del lettore
  • presenza di altri commenti, e quindi di un nocciolo duro di fan che commentano a priori
  • aspettative di visibilità derivanti dal commento

Quali sono, se ci sono, le resistenze a commentare su Il blocco note di Markingegno?

Qui mi rivolgo chiaramente al lettore che magari è passato di qui più di una volta, ma senza lasciare traccia. Ancora le mie ipotesi:

  • di solito non scrivo post brevissimi; non epici come Suzkimaruti, ma nemmeno epitaffi. Questo scoraggia dal commentare?
  • se quello che scrivo è interessante non posso giudicarlo io, quando pubblico un post è perché penso che a qualcuno possa far spiacere leggerlo; sospetto però di non colpire, nel senso di tenere troppo spesso una posizione equilibrata, che alla fine non suscita reazioni forti. Eccessiva equidistanza? Troppo asettico nell’affrontare gli argomenti?
  • la verità è che il numero dei commenti è nella media, è così che va la blogosfera?

C’è da dire che probabilmente incide la scelta di rivolgersi prevalentemente a realtà che sono fuori dalla blogosfera, proprio con l’intento di coinvolgerle; i normali utenti della rete, chi probabilmente non ha un blog e non i cosiddetti power user.

Se non hai mai lasciato un commento qui, questa è la volta buona, fammi sapere perché non lo hai mai fatto prima, se c’è uno specifico motivo, oppure dimmi quali sono i fattori che ti invogliano a commentare e quali no.

Il rinoceronte con le Crocs

Il vero A-blogger [perché qui si è deciso di evitare il più possibile il termine blogstar] lo riconosci facilmente: è quello che corre con le Crocs ai piedi… inseguito dal rinoceronte!

rinoceronte scorrevole
photo credit: tracywade

Si perché a quanto pare l’animale più amato dal blogger è il rinoceronte, e la cosa deve essere reciproca:

  • Mantellini lo cita nei suoi Contrappunti [Punto Informatico] parlando di come la stampa italiana si stia approcciando (male) alla blogosfera:

Volonterosi zoologi che hanno visto il sacro erbivoro delle savane africane solo in fotografia, si ripromettono di studiarlo dal vivo osservandolo da distanza troppo ravvicinata ed i risultati delle loro ricerche risultano così tanto curiosi quanto improbabili.

  • Gaspar ne elogia la scorrevolezza, nella sua presentazione al recente GhiradaBarCamp.

A proposito, peccato che l’abbia potuta vedere, la presentazione di Gaspar, ma non ascoltare via web, non si sentiva nulla, e pare che nel pomeriggio sia andata anche peggio con la connessione video da Treviso.

Io continuo a rifiutarmi categoricamente di pensare di indossare quelle cose di plastica, specialmente dopo averle intraviste su una certa isola…
Non mi resta che adottare un rinoceronte. A distanza però, che in casa o io o lui, ma giusto per questioni di spazio, non per altro.

Dal blocco note agli Appunti Digitali

Il blocco note è questo, ovviamente, Appunti Digitali, invece è il nome del blog multiautore che domani sarà definitivamente lanciato da Hardware Upgrade nota e storica testata online focalizzata sulla tecnologia, con cui inizio una collaborazione.

appunti digitali

Cade in questi giorni il decennale dell’apertura di Hardware Upgrade, e vogliamo iniziare i festeggiamenti inaugurando un nuovo progetto editoriale che nasce da Hardware Upgrade, ma prosegue per una propria direzione chiara e ben definita.

Così Paolo Corsini, fondatore di hwupgrade, nel primo post di presentazione del progetto.

Nello staff degli autori, assieme a me, alcune vecchie conoscenze del feedreader, come Dario Salvelli e Tambu, ed altre piacevoli scoperte che sto imparando ad apprezzare.

L’avventura inizia con grande entusiasmo, ecco il link al feed RSS di Appunti Digitali, spero vorrai aggiungerlo al tuo feedreader preferito; invece l’url del blog è www.appuntidigitali.it.

Il mio primo post sarà pubblicato martedi 25 settembre, e da allora vedremo quello che succederà. Sicuramente le energie ed il tempo per scrivere qui saranno di meno, sto cercando di organizzarmi per ottimizzare le risorse.

A questo punto non ti resta che darmi un in bocca al lupo, se ne hai voglia. Sappi che il gesto sarebbe molto apprezzato.

;-)

Torna Versione Beta su radio due

radio
photo credit: Capgros

Questa sera dalle 22.30 a mezzanotte torna Versione Beta, il programma radiofonico che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, vedendo protagonisti molti blogger tra cui l’allegra brigata di 2puntozeropertutti [già visto il nuovo blog?].

Stasera sul tema Avatar ed identità digitale interviene il funambolico Manfrys, che a quell’ora dovrebbe aver concluso la propria partecipazione al GhiradaCamp, che potete seguire in video streaming.