Applicazioni Android che Possono Essere Spostate sulla SD

Nei primi giorni di agosto HTC ha reso disponibile l’aggiornamento ad Android 2.2 per il Desire.
FroYo ha reso nativa la possibilità di spostare applicazioni sulla scheda di memoria esterna, aggirando così i limiti di spazio della memoria del telefono.

android froyo

I telefoni non ancora aggiornati a FroYo possono ugualmente avere questa possibilità, grazie ad appToSD, ma è necessario rootare il telefono. Nulla di illegale, solo un po’ di fastidio in più.

Una procedura non necessaria in FroYo, ma c’è un ma. Android 2.2 è predisposto allo spostamento delle app su memoria esterna, ma anche le applicazioni devono prevedere questa possibilità. Così sta alla bravura ed alla attenzione dello sviluppatore di aggiornare l’applicazione in modo che preveda questa possibilità.

Non sono moltissime al momento le applicazioni aggiornate, ma sono preziose perché aiutano a risparmiare spazio. Per questa ragione credo che stilare un elenco di quelle che è già possibile spostare su SD – ed aggiornarlo periodicamente anche grazie al tuo aiuto - possa essere utile.

Ecco le applicazioni pronte per essere allocate nella memoria esterna del cellulare, in ordine alfabetico:

  • android2cloud
  • AppBrain
  • Barcode Scanner
  • Bump
  • Earth (Google)
  • Go!Chat (abilita la chat di Facebook, utile fino a quando l’app ufficiale non lo consentirà. Non uso quasi mai la chat di FB, ma visto che sta sulla SD perché non installare questa app?)
  • Paper Toss (installo solo giochi che stanno sulla SD)
  • Places Directory
  • Pocket IKEA (non sono un fanatico dell’arredamento svedese, ma perché non provare?!)
  • Stato GPS
  • The Inferno (game, appena installato)
  • Wordpress

Se conosci altre applicazioni che possono essere spostate sulla memoria esterna dell’Android, segnalamele, in modo che possa aggiungerle alla lista. Puoi farlo nei commenti, tramite email o con un tweet @markingegno.

Foursquare a Cosa Serve?

Foursquare è il Location Based Service del momento, lo scorso 17 luglio, in un caldo sabato bolognese, erano una sessantina i pazzi – tra cui il sottoscritto – che hanno dato vita alla Prima Conferenza dei Sindaci di Foursquare, evento ottimamente organizzato da Tommaso, Roberto, Francesca e soci.

Non è certo solo per questo che Foursquare può essere definito il LBS del momento, ma anche perché ha 5 volte gli utenti del più agguerrito competitor, Gowalla, e perché ha recentemente ricevuto un cospicuo finanziamento da 15 milioni di dollari.
Crowley, il creatore di Foursquare, durante la videoconferenza USA – Italia che si è svolta nelle fasi conclusive dell’evento bolognese, ha confermato che la maggior parte di quei dollari saranno impiegati per assumere nuove persone nella startup in modo da rispondere alle crescenti richieste degli utenti, e delle aziende che chiedono di utilizzare Foursquare per campagne di promozione locali, come già sta facendo Stabucks negli States.

Nonostante l’indiscutibile successo, o forse proprio in ragione di questo, ci si interroga da più parti sul reale significato del check-in: a cosa serve Foursquare?

Una risposta involontaria quanto simpatica l’ha fornita Paolo Cevoli – in arte Assessore Cangini – in occasione del suo intervento a sorpresa alla conferenza di Bologna; effettuato il check in con il suo iPhone aiutato da Roberto, ha chiesto: “Ed ora?”

cevoli

Roberto ha giustamente rispostò “E’ tutto qui”, evitando di aprire la parentesi Swarm Badge, visto che avevamo fatto check-in in più di cinquanta, al che Paolo lo ha guardato, e con inconfondibile accento romagnolo ha sentenziato: “Siete dei patacca!”

Sì, la verità è questa, ora come ora Foursquare – ed un po’ tutti i LBS – sono un giochino, non ancora maturo per essere un vero e proprio gioco, e con numeri troppo piccoli per attirare l’attenzione delle grandi aziende (almeno in Italia). Però è decisamente troppo presto per tirare le somme, per decretare l’inutilità dello strumento come qualcuno ha scioccamente fatto. A volte ci facciamo prendere dalla smania di balzare a delle conclusioni – noi smanettoni abituati ai tempi velocissimi della Rete – quando non è ancora il tempo per farlo.

I Venture Capitalist USA non sono ingeui benefattori, se investono milioni di Euro in doppia cifra è perché vedono delle concrete potenzialità di ritorno dell’investimento. Speculazione? Può darsi, ma non è detto. Tra le poche startup che in questo periodo di recessione hanno attirato così rapidamente l’attenzione degli investitori, Foursquare è forse una di quelle con il più chiaro disegno di come i soldi potrebbero arrivare e del perché le aziende dovrebbero essere interessate ad investirci: ogni piccola attività commerciale, ogni bar, museo o discoteca potrebbe avere l’interesse a premiare il Sindaco (Mayor) o chi fa check-in per la prima volta, allo scopo di fare autopromozione.

E dunque Foursquare oggi è un gioco, ma domani potrebbe diventare una cosa terribilmente seria. Si pensi solo al fatto che gli stessi Facebook e Twitter, con i loro milioni di utenti, non è che abbiano questo gran modello di business – soprattutto Twitter.

Proprio per Twitter, non più tardi di qualche mese fa si opponevano le stesse obiezioni: a cosa serve far sapere agli altri quello che sto facendo? A chi interessa?
Eppure oggi, chi ha seguito il Gran Premio di Formula Uno su Rai2, ha sentito i giornalisti che in diretta riprendevano e citavano i tweet della Scuderia Ferrari.

insideferrari

Qualche mese fa Twitter era un giochino inutile per nerd, oggi è un fenomeno sociologico, un canale di informazione ed uno strumento di lavoro per molti. Non tutti i social network hanno questo destino, lo sa bene anche Crowley che prima di Foursquare aveva creato Dodgeball, un servizio di geolocalizzazione simile, poi acquisito e fagocitato da Google.

Dennis Crowley

Al di là di quello che Foursquare potrà diventare, è possibile individuare un chiaro elemento di interesse oggi, immediatamente. Molto più che qualsiasi altro social network, Foursquare incrocia il mondo virtuale con quello reale. Tramite lo smartphone possiamo sapere in tempo reale quali dei nostri amici hanno fatto check-in intorno a noi, oppure consultare i consigli (tips) lasciati da altri frequentatori del locale in cui stiamo per entrare. Non è più uno scambio esclusivamente digitale, Foursquare ha una applicazione concreta nella vita quotidiana.

Quello che ci porta fuori strada forse è il fatto che tutti noi siamo abituati a ragionare in termini di contatti “da social network”, non di amicizie che provengono dal mondo reale. Il futuro a cui Foursquare dovrebbe puntare è quello in cui sarà utilizzato da persone che poco o molto, si frequentano nella vita reale, un po’ come sta accadendo per Facebook. Allora sì che tutto il potenziale della geolocalizzazione mobile potrà esprimersi, sia per gli utenti che per le aziende.

Follow me on Twitter: @markingegno
La presentazione di David Casalini ti darà sicuramente ulteriori elementi per comprendere l’utilità di Foursquare.
Tutti i post che parlano della 4sqconf sono qui,

Motivi per Continuare ad Usare Friendfeed

friendfeed

Da qualche tempo a questa parte Friendfeed mi dà la sensazione di essere un cimitero per elefanti. Gli elefanti siamo noi, l’estinzione però sembra più imminente per Friendfeed che per noi.

Dal momento dell’acquisizione da parte di Facebook non c’è stata alcuna novità, e sembrerebbe che lo sviluppo sia del tutto fermo o estremamente rallentato. A parte questo, districarsi tra flame tette e culi – non a tutte le ore del giorno ci si può dedicare a tali amenità – è sempre più complicato, almeno per chi come me ha scelto di ricambiare il follow a chiunque non sia un bot o uno spammer. Una possibilità non la si nega a nessuno, poi però se produci contenuti che mi disturbano, perché dovrei continuare a seguirti?

Rientriamo nel seminato, mi sono chiesto quali siano i motivi che mi trattengono su un network in cui la soglia del rumore è diventata molto forte rispetto alla qualità dei contenuti:

  1. Friendfeed è un aggregatore, il fatto che lì si raccolga quello che scrivo in numerosi altri posti online è una comodità per me e per chi mi legge tramite ff
  2. la comunità italiana è tuttora molto compatta e presente. Siamo una nicchi della nicchia, diciamocelo, ma i soliti noti della blogosfera ci sono, per cui fino a quando il giocattolo non si romperà sarà piuttosto difficile lasciare ff
  3. i gruppi di Friendfeed sono una risorsa notevole, versione moderna o duepuntozero dei newsgroup, restano luoghi in cui i contenuti prevalgono sulle polemiche sterili, come nel caso del gruppo di Roma, quello degli Androidi o Friendfeed Planet per i viaggi.

Il maggior punto di forza di Friendfeed mi sembra essere la possibilità di interazione in tempo reale, in maniera più libera ed efficace di quanto permetta di fare Twitter, ma meno caotica rispetto a Facebook.

Detto questo, penso che senza un colpo di scena, il nostro caro aggregatore, potrebbe anche non mangiare il panettone quest’anno, o arrivarci molto debilitato.
Quali sono i tuoi motivi per continuare ad usare Friendfeed (o per non usarlo)?

Eeepc + Desire HTC Per Collegarsi ad Internet

Se hai uno smartphone e vuoi sfruttarlo al meglio, probabilmente avrai anche scelto una tariffa dati flat o semi-flat. Con Android sfruttare il proprio smartphone come modem per navigare online è molto semplice, anche se hai un Eeepc equipaggiato con Ubuntu, per esempio.
Ecco come fare:

  • Accendi l’Eeepc
  • Collega il cavetto usb al Desire (o altro device con Android 2.1)
  • Compare sul telefonino una schermata con delle opzioni:
    • solo carica,
    • HTC sync,
    • Hard drive
    • Internet sharing
  • Seleziona Internet sharing e tappa su Fatto (Done).

desire share internet

Finito, apri il browser e naviga. Ti aspettavi qualcosa di più complicato? In effetti anche io, la prima volta che ho provato. Per questo ho scritto questo post, perché mi piacciono le soluzioni semplici ed adoro i piani ben riusciti.

Edit 05.07.10
Attenzione, alcuni gestori di telefonia mobile non  consentono, o tariffano a parte i dati scambiati per il tethering (quando si utilizza il modem per collegarsi ad Internet con un PC). Per non vedersi scalare credito anche se si ha una tariffa flat attiva, è opportuno consultare con attenzione le condizioni dell’offerta, anche le scritte in piccolo.

Alla Ricerca delle Proprie Radici Italiane

myheritage_family_tree

MyHeritage ha pubblicato un post con alcune utili risorse per quelle persone di lingua anglosassone che sono alla ricerca delle proprie origini italiane.
Sono molte infatti le persone, soprattutto oltreoceano che si impegnano nella costruzione del proprio albero genealogico, non allo scopo di individuare qualche quarto di nobiltà in un lontano avo, ma piuttosto per il desiderio di meglio comprendere la storia della propria famiglia e le proprie origini.

E’ strano come in Italia, un Paese in cui il valore della famiglia è così importante e strettamente legato alla storia stessa della nazione, questa passione abbia attecchito poco, o forse in maniera privata, lontano dai riflettori, addirittura nascosta, come se appunto, lavorare al proprio albero genealogico presupponga una qualche aspirazione alla nobiltà. Sono molti invece che anche grazie a strumenti come MyHeritage hanno superato i pregiudizi e scoperto il piacere di costruire un sito per la famiglia, dove raccogliere – in maniera più riservata di quanto non permetta di fare Facebook – foto, eventi e ricostruire magari con un lavoro a più mani la storia delle generazioni passate.

E’ un lavoro che spesso porta a piacevoli scoperte e quasi sempre rinsalda il sentimento di unione familiare, soprattutto quando la ricerca viene svolta in maniera collaborativa come consente di fare MyHeritage.

Se hai un sito o un blog dedicato alla storia della tua famiglia o se conosci delle risorse utili per la ricerca genealogica inserisci un link nei commenti, mi farà molto piacere visitarlo.

Sono il Community Manager di MyHeritage per l’Italia, per qualsiasi richiesta puoi utilizzare i commenti.
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