Social Timing: Quando Pubblicare su Facebook e Twitter

La ricerca di Eric Boggs, CEO di Argyle Social e Jay Baer, CEO di Convince and Convert, mostra che il periodo della settimana in cui un brand B2C può ottenere maggiore engagement su Facebook è il fine settimana, ed in particolare la domenica pomeriggio.

[Clicca l'immagine per ingrandire]

Tuttavia le slide più interessanti per un brand manager dovrebbero essere la 31 e la 32, che insegnano rispettivamente la maniera sbagliata di approcciare la “scienza del social timing”:

- La gente mediocre si preoccupa della media (non sempre “in medio stat virtus” – ndr)
- Cambiare le variabili cambia i risultati (se vuoi verificare la variabile tempo devi modificare solo quella)
- Il momento migliore per postare è alle 17.00 (No, varia a seconda del business/brand/target)

e la maniera corretta, scientifica, di gestire il social timing:

- Partire da un’ipotesi: postando alle 8 del mattino posso ottenere maggiore engagement di quanto ne otterrei pubblicando lo stesso contenuto alle 10.
- Progettare ed eseguire l’esperimento: postare alle 8 del mattino per due settimane.
- Analizzare i dati raccolti e concludere: l’ipotesi è (oppure non è) verificata.

Qui la presentazione completa, che consiglio di vedere, e l’infografica che come spesso accade riassume ma non dice tutto.

Google Plus Alla Riscossa Nel 2012

Google ha deciso di puntare sul social e quindi su Google Plus.
Con la recente introduzione di Search, plus your world [per il momento solo da Google.com] BigG sembra dare ragione a chi ritiene che nel medio/lungo periodo i social media prenderanno il posto del SEO [Search Engine Optimization].

Pur essendo un estimatore dei servizi di Google sono stato piuttosto critico nei confronti di Google Plus ed in effetti buona parte di quelle critiche ritengo che siano ancora valide.

Tuttavia da più parti, a ragione, si parla del social network di Mountain View come dello strumento su cui puntare per il social business della propria azienda.

Neal Schaffer di Windmillnetworking.com, scrive:

One big advantage in having a G+ Page is that your business will undoubtedly have better chances of coming out as an organic search result with higher ranking than most, due to Google+’s integration with Google Search as we are seeing beging to manifest itself with Search Plus

Google corre un grande pericolo nel forzare le proprie SERP con il più o meno velato intento di favorire Google Plus. Come la novità sarà metabolizzata dalla Rete è imprevedibile quanto interessante. Inoltre ci sono almeno tre elementi da tenere presente nel momento in cui si decide di aprire una brand page per la propria azienda:

1. Non bisogna farsi ingannare dal numero di utenti registrati a G+, gli utenti attivi sono una piccola percentuale. Cresceranno? Probabilmente sì, ma quando? Fino ad allora i numeri che possono essere generati sono piccoli, nettametne inferiori a quelli potenziali di Twitter e Facebook.

2. Secondo l’autore G+ avrà un futuro glorioso. È probabile. Benvenga aprire una brandpage oggi per essere first mover, ma nella consapevolezza che i frutti si raccoglieranno domani.

3. Qui non è Holliwood, e neanche San Francisco. Ovvero, il post è stato scritto da un autore americano e pensato prevalentemente per mercato statunitense. Affinché si creino in Italia le stesse condizioni possono essere necessari alcuni mesi o alcuni anni, a seconda dei casi.

Se non sono ancora riuscito a scoraggiarti dall’idea di aprire una brand page per la tua azienda su Google Plus, ti invito a dare un’occhiata a quella che ho appena messo a puto per il Markingegno Blog.

L’Equazione Tra iOS e Android

Riporto qui una interessante conversazione avvenuta su Twitter riguardo l’argomento differenze tra iOS e Android anche perché ritengo sia una perfetta integrazione a quanto scritto nel controverso post Perché Scegliere Android Invece di iPhone.

iOS è come un parco dei divertimenti, tutto bellissimo, tutto sincronizzato, ma… il percorso è predefinito, non si può fare qualcosa diversamente da come è previsto che sia fatto. E Android invece? Le parole di Stefano Quintarelli disegnano perfettamente quello che penso:

Android in effetti è un po’ come Roma, dove spostarsi da un quartiere all’altro è un’avventura, dove spesso il caos (es: la frammentazione delle versioni) prende il sopravvento, ma dove puoi fare delle scoperte meravigliose semplicemente facendo un tragitto diverso da quello percorso in passato, perché nessuno ha prestabilito cosa dove e quando le cose devono accadere.

Alcuni di noi sono più inclini al primo sistema, altri al secondo. Per questo continuo a sostenere che la scelta tra i due, per la maggior parte di noi sia scritta nel dna. E lo dice uno che da qualche settimana a questa parte utilizza solo Mac + iPad + iPhone, anche con piacere e soddisfazione, ma continua ad amare e preferire Android.

Nota tecnica: i tweet sono stati embeddati, grazie alla nuova funzionalità introdotta da Twitter.

I Blog Non Risorgono

Una cosa è certa: ai blogger piace parlare dei blog. Lo dimostra anche la ciclicità con cui si torna a discutere della presunta morte dei blog, o di una eventuale risurrezione.

L’ultima occasione si è verificata meno di un anno fa, scaturita quasi per caso da un post di Enrico. Mi era piaciuto l’intervento di Alessio. Era marzo dell’anno scorso.

Forse la morte di cui stiamo parlando – e questa sì, reale e inevitabile – è quella della creatività di un’intera “generazione” di blogger che in questi dieci anni ha imperversato nella rete italiana, cui va riconosciuto il merito di aver diffuso la cultura digitale e la colpa di essersi guardata troppo l’ombelico. Ma che inevitabilmente oggi ha esaurito la vena o le ragioni per usare uno strumento che, come tale, ha ancora molto da dire nelle mani di nuovi autori, pronti a farne uso con scopi e ragioni uguali o diverse da chi li ha preceduti.

Anche se l’argomeno è uno di quelli ciclici, tuttavia, non posso resistere alla tentazione di spendere i miei due centesimi per intervenire nella bella discussione aperta da Giovanni Boccia Artieri.

I blog non risorgono in parte per quello che dice Galatea

Mi sento esclusa dal dibattito #risorgiblog il mio blog non l’ho mai fatto morire. :)

Questo blog, ad esempio, potremmo dire che da quando è nato, nel gennaio 2007, è morto e risorto quattro o cinque volte. O forse è più semplice dire che non è è mai morto, perché è uno strumento, come una chitarra o un pianoforte. Un musicista è spesso in grado di suonare più strumenti, a volte anche contemporaneamente. Lo può fare da solista o in un gruppo o addirittura in un’orchestra, ma come ho detto già in passato, non siamo tutti musicisti.

Benvenga la conversazione sul ruolo dei blog nella blogosfera, ma parliamo di strumenti e di opportunità, raccontiamo di come avere un blog sia profondamente diverso dall’usare Facebook o Twitter, perché è uno spazio veramente tuo, che ti permette di costruire un valore nel tempo, sia che tu parli di ricette, di moda, di auto o di social media marketing.

E non dimentichiamo l’elemento della scrittura, è fondamentale per comprendere il fenomeno. Per alcuni scrivere è un piacere, quasi un’esigenza, per altri no. Per chi ama scrivere un blog ci sarà sempre, in passato lo avranno chiamato diario, in futuro lo chiameranno diversamente, ma in nessun caso avrà il potere di risorgere, semplicemente si trasformerà.

Tre Social Tool per il 2012: Instagram, Whatsapp, Path

Questo fine anno è caratterizzato dall’utilizzo che definirei “appassionato” di tre strumenti sociali, che mi sento di consigliare per diversi motivi. Due esistono da tempo, uno in particolare è ampiamente noto soprattutto agli Apple fan, il terzo è una novità recente ma tutti e tre per un motivo o per l’altro, meritano la tua attenzione.
Andiamo con ordine, dal più famoso al meno noto.

Instagram

Apple l’ha nominata app dell’anno 2011, è probabilmente al culmine del suo successo. Costituisce una novità per chi come me solo di recente ha potuto utilizzare un iPhone, e lo sarà probabilmente per molti utenti Android nel prossimo futuro, visto che finalmente pare che il team stia lavorando alla versione della nota app fotografica per il sistema operativo mobile di Google.

Curiosa la scelta di Instagram di non avere una versione web anche solo come archivio e geniale l’idea di Fabio e soci di integrarla con Followgram. Successo meritato, ora lo posso dire con cognizione di causa, visto che sono su Followgram con l’account Markingegnopic.

Consiglio Instagram in abbinamento con Followgram perché è divertente e perché la disponibilità di strumenti per giocare in mobilità con la fotografia sta cambiando e cambierà ancora più profondamente questa arte, con buona pace per i puristi.

Whatsapp

Consente di scambiarsi messaggi di testo – non necessariamente brevi – anche con allegati (foto, video) ed anche in gruppi di utenti sfruttando la connessione dati. Una via di mezzo tra la mail e gli sms.
Il suo vantaggio in particolare è la disponibilità per iOS, Android, Windows Phone, Blackberry e Symbian. Praticamente tutti principali e più diffusi sistemi operativi mobili. Considerata la vertiginosa diffusione degli smartphone è uno strumento alla portata praticamente di tutti.

Fino a poco tempo fa il mio approccio era “se devo usare Whatsapp preferisco gMail”. Continuo a pensarla così, ma ho scoperto che c’è tutta una fascia di amici che usa Whatsapp (simile agli sms) più volentieri della mail. Strana gente! :-)

Esistono anche altre applicazioni che fanno lo stesso mestiere, ma Whatsapp è quella disponibile per più piattaforme; questo, e l’affidabiilità dell’applicazione me la fanno preferire alle concorrenti.

Path

Path è un social network tutto nuovo, solo mobile, subito disponibile sia per iOS che per Android.
Esteticamente molto curato, raggruppa in sé Foursquare (geolocalizzazione) Instagram (foto con effetti facilmente applicabili) e Facebook (possibilità di condividere pensierie e commentare quelli degli amici).

Path è pensato per condividere in maniera riservata, la qual cosa non è un ossimoro. Questo social network dovrebbe essere utilizzato per condividere con gli amici più stretti e con i familiari e solo occasionalmente in pubblico, appoggiandosi a Facebook, Tumblr o Twitter.

Lo consiglio come curiosità per l’anno nuovo, ritengo che gli manchi qualcosa per essere una reale novità capace di rompere gli equilibri in gioco, ma ha dei numeri per farsi spazio nel sempre più competitivo universo dei social network.

Le tue segnalazioni per “fenomeni” di fine anno sono benvenute ed i commenti a disposizione di tutti. Quale ti sembra più interessante tra Instagram, Whatsapp e Path?

Buone Feste e Felice 2012 da Olmo

Olmo ed io vi auguriamo Buone Feste e felice 2012.

Per ammirare il nuovo outfit di Olmo, un’edizione speciale solo per l’occasione, clicca sull’immagine.
Non fategli troppi complimenti, potrebbe venirgli in mente di aprire un fashion blog!

[Disegni di Kartun]

Customer Care Online Domani

Numerose aziende, italiane ed estere utilizzano i social network per fornire ai propri clienti servizi di assistenza. Se la relazione tra brand e cliente nasce e si sviluppa online è logico che lì si affrontino anche eventuali intoppi. Si parla di Social CRM.

Il customer care online, anche perché svolto in pubblico – non telefonate individuale ad un call center ma in maniera sociale, online – in qualche misura obbliga ad una maggiore efficacia. Fino a quando la richiesta non trova una risposta soddisfacente l’utente continuerà giustamente ad intervenire, su Twitter o pagina Facebook che sia.

D’altro canto, sul fronte interno, i reparti digital di molte aziende si sentono gli occhi puntati addosso, sono la novità, devono conquistarsi la fiducia degli altri reparti, non vogliono e non possono generare una potenziale minaccia.

Fino ad ora il customer care sui social media ha funzionato piuttosto bene, spesso meglio che offline, anche per una questione meramente numerica: chi richiede assistenza tramite Twitter e Facebook è ancora una percentuale minoritaria di tutti gli utenti che hanno necessità di aiuto. Una fetta importante perché “loquace” su Internet quindi capace di incidere sulla brand reputation, ma numericamnete una minoranza.

Cosa accadrà quando questi numeri tenderanno al pareggio?
Perché è ovvio che lo facciano, visto che:

  • online il customer care fornisce (è costretto a fornire) risposte più efficaci, spesso in tempi più brevi
  • sempre più gente utilizza i social network come uno strumento quotidiano di interazione, non solo con amici, colleghi, familiari, ma anche con i brand

Le aziende sono pronte a “scalare” il proprio customer care online per mantenere la stessa qualità su numeri sempre più grandi?

Let’s Fly Twitter: Nuova Interfaccia e Brand Page

Twitter lancia una nuova interfaccia per gli utenti (il rilascio è graduale, potresti non vederla immediatamente sul tuo account) e contemporaneamente annuncia le brand page, seguendo le orme di Facebook prima e più recentemente Google Plus.

La nuova interfaccia web mi piace molto, pur aggiungendo elementi utili a sfruttare al meglio la propria timeline e le interazioni che si generano resta molto semplice ed intuitiva.
L’aggiornamento è disponibile anche per le versioni mobili, sia Android che iPhone/iPad.

Nella colonna di sinistra informazioni relative al proprio account, spazio per twittare, suggerimenti su chi seguire e trending topic.

Sotto la chiocciola tutte le interazioni, in cui è possibile distinguere tra le menzioni – @reply – e le interazioni, che comprendono anche i nuovi follower, retweet, inserimento in liste e altro.

Nella sezione #Discover ci sono le segnalazioni dei tweet notevoli, trending topic, foto e video interessanti. In questa sezione è possbile anche effettuare le ricerche per hashtag. Come dice il suo nome, è la zona predisposta alla scoperta del nuovo.

Ecco il video di presentazione della nuova interfaccia;

Immagine anteprima YouTube

Per i profili personali il rilascio è già iniziato e sarà graduale per le prossime settimane.
I profili speciali per i brand invece sono in fase di test con 21 brand partner, tra cui Heineken, tanto per fare un esempio dissetante:

Per tutti gli altri brand non resta che studiare quale sia la maniera migliore per gestire la propria presenza sul nanopublishing network dei cinguettii.

Facebook Acquisisce Gowalla. Dove Va la Geolocalizzazione Mobile?

Facebook acquisisce Gowalla e si torna a parlare della fine di Foursquare.

Qualcuno aveva già cantato la messa da requiem per il social network di Crowley e soci quando Facebook stesso e Google lanciarono i propri servizi di geolocalizzazione mobile, Places e Latitude. Anche allora espressi un’opinione diversa rispetto al panorama dei servizi di geolocalizzazione che si definiva.

Col senno di poi il loro effetto sembrerebbe essere stato solo quello di aver, in un primo momento, tagliato fuori dai giochi i piccoli competitor che stavano arrivando ed addirittura l’allora numero due dei servizi di geolocalizzazione, Gowalla, appunto.

Ritengo che Facebook e Google giochino una partita completamente diversa da quella di qualsiasi altro protagonista dello scenario di Internet in questo momento.

I due colossi si contendono il controllo del tempo degli utenti online, tutti gli altri possono trovare degli spazi in cui infilarsi per completare i servizi già presenti o offrire un’esperienza diversa. Lì è lo spazio di vita per Foursquare, in quell’area che si definisce tra ciò che gli utenti vogliono – o non sanno di volere – per gestire il gioco della geolocalizzazione e quello che a Golia-Facebook non interessa a sufficienza da portarlo a decidere di dichiarare apertamente guerra al piccolo Davide-Foursquare.

Photo credit: rishibando