Il Panel di StartupOnAir – Venerdì 18 Maggio

Questo venerdì 18 maggio alle ore 18.30 circa daremo vita ad un Hangout On Air su tema: Startup Italiane raccontate dai protagonisti.

La formula

Tipo Ignite, traccia libera, 5 minuti a testa per affrontare un tema inerente l’ecosistema delle startup. Di seguito il dibattito e le domande dalla Rete con hashtag #StartupOnAir.

Live streaming sulla pagina Google Plus di Markingegno e canale Youtube.

Il Panel

Hanno cortesemente accettato di intervenire:

Domenico Palmisano di ECCE Customer

Mirko Trasciatti di Fubles.com

Fabio Lalli di Followgram

Matteo Roversi di Nevergiveapp, Matteoroversi.com

Leo Sorge di CloudSeed

Siamo in attesa di qualche ulteriore conferma, nel frattempo se vuoi intervenire o segnalare qualcuno che secondo te potrebbe portare un contributo interessante alla conversazione, segnalalo nei commenti.

StartupOnAir – Hangout Live

#StartupOnAir è l’hashtag che ho scelto per il secondo hangout della serie I Videoritrovi di Markingegno.

Nel primo appuntamento abbiamo chiacchierato di Festival del Giornalismo, Twitter, social network analysis e tanto altro con l’hashtag #IJFplus.

Con il secondo arriva la novità Hangout On Air che consente lo streaming live su Google Plus e Youtube del videoritrovo.

Vorrei utilizzare un format simile a quello degli Ignite. Cinque minuti a testa per affrontare il tema in maniera libera, è possibile:

    - presentare la propria startup
    - parlare di Angels e VC
    - evidenziare le potenzialità e le carenze dell’ecosistema Italia
    - confrontare le proprie idee ed avere feedback
    - scegli tu di cosa parlare!

A seguire la discussione.

C’è posto per un massimo di nove partecipanti in video, ma credo che sei sia il numero ideale. Tutti gli altri potranno seguire lo streaming ed interagire tramite l’hashtag #StartupOnAir.

L’hangout si terrà giovedì 17 o venerdì 18 a seconda della disponibilità dei partecipanti. Le proposte di speech sono aperte fino a martedì 15, basta commentare qui o su Google Plus.

Suggerimenti, idee, consigli e soprattutto un aiuto a diffondere l’appuntamento presso chi potrebbe essere interessato a partecipare o ad assistere sono benvenuti.

Jobberone: Piattaforma Cerco Offro Lavoro Per Piccole Imprese

Sabato e domenica (5-6 maggio) sono stato a Gardone Riviera, sul lago di Garda, ospite di Jobberone, neonato sito che ambisce a far incontrare la domanda con l’offerta di lavoro.
Credo che la maniera migliore per raccontare Jobberone sia partire proprio da chi ha avuto l’idea di crearlo e la volontà di portare avanti quell’idea che muove i primi passi in un ambiente ricco di competitor importanti.

I Founder e i Venture Capital

I founder sono Patrick e Oliver, fratelli e imprenditori del settore turismo da tre generazioni. I due hanno costruito un team composto da altre quattro persone, abbiamo conosciuto i due developer ed il community manager.

Gli investitori sono Patrick e Oliver. Non si tratta di un caso di omonimia, questi due giovani, invece di godersi tranquilli il proprio successo imprenditoriale, si sono trovati di fronte ad un’esigenza: le loro strutture alberghiere hanno un forte ricambio di personale ed i siti di ricerca/offerta di lavoro disponibili non sembrano in grado di soddisfare le loro esigenze.

Ci hanno raccontato di come la ricerca di personale si traduca in una notevole perdita di tempo e denaro, necessari per valutare le numerose candidature per le quali si paga e che spesso si rivelano essere non in linea con la ricerca.
In altre parole, quello che offre la Rete a loro giudizio non è adatto alle esigenze specifiche delle piccole medie imprese come la loro.

Come hanno deciso di affrontare questa che ritengono essere una richiesta di mercato non soddisfatta? Alla maniera degli imprenditori ovviamente: creando ed investendo in un’azienda che dia una risposta a quel bisogno, Jobberone.

In questo senso il caso di questa startup è alquanto singolare: Oliver e Patrick non giocano con i soldi degli investitori rischiano sulla propria pelle, sul proprio portafoglio. Decisamente non si può parlare di una “garage – startup”, perché il Grand Hotel Fasano di Oliver e Patrick è tutt’altro che un garage.
È una colpa fare impresa con i propri soldi? Certo che no. Semmai, visti i tempi che corrono è un merito.

Come funziona Jobberone

I servizi di base con cui il sito è partito consistono nella possibilità di registrarsi, inserire il proprio curriculum per i privati o aprire un’offerta di lavoro per le aziende. È possibile effettuare ricerche di lavoro geolocalizzate.
Sta per esser pubblicata su Apple Store l’app per iPhone, intendono rilasciare anche quella per iPad, Android e Facebook.

È fondamentale tenere presente che Jobberone non mira ad essere in competizione con LinkedIn; il profilo di candidati e di aziende a cui si rivolge è diverso, più basso – dove basso non è un giudizio di valore – in linea con le caratteristiche della piccola e media impresa italiana.

In futuro il sito non offrirà solo servizi di ricerca/offerta lavoro, ma in generale la possibilità di trovare servizi come l’idraulico – o fontaniere, come abbiamo appreso che si dice a Bologna – l’elettricista, l’imbianchino, eccetera. Si potrà lasciare un giudizio su queste attività che sentiamo indicare con la brutta espressione giornalistica il popolo delle partite IVA, solo commenti positivi “perché non ci interessano recensioni negative, gli utenti diranno chi è il numero uno nel suo mestiere” dice Oliver.

La domanda: business model?

Come pensa di fare soldi questa azienda? La risposta è stata:

Tutti i servizi offerti da Jobberone sono gratuiti, sia per i privati che per le aziende.
Ci poniamo come obiettivo di raggiungere centomila utenti registrati entro la fine dell’anno e di inserire annunci pubblicitari geolocalizzati.

La risposta lascia qualche perplessità, non so se tale bacino di utenza dopo il primo anno di attività consenta di iniziare a risalire la china degli investimenti fatti. A specifica domanda, Oliver mi ha risposto di mirare a raggiungere il break even in due/tre anni. Ce la faranno? Glielo auguro, ma al momento solo l’incoscienza dell’imprenditore che crede nelle proprie idee potrebbe mostrare la lucida determinazione che ha mostrato Oliver nel rispondermi.

Mi sono chiesto però se quest’attività abbia come obiettivo quello di produrre utili o se non si accontenterebbe di pareggiare i conti. Perché come ho detto, i protagonisti di questa avventura hanno già la loro impresa di successo, la gestiscono con grande maestria e capacità ed è nel settore turistico-alberghiero. Allora forse tutto questo è davvero una sorta di spin off la cui finalità è quella di rispondere all’esigenza di trovare personale per le proprie aziende e magari mettere a disposizione di altri imprenditori una piattaforma che funziona a questo scopo.

O forse no, queste sono solo mie illazioni e invece, come ci hanno detto, Oliver e Patrck accarezzano l’idea che il modello Jobberone sia esportabile anche all’estero e che la loro creatura possa un giorno camminare con le proprie gambe, produrre utili e facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, non solo con il recruiting online, ma anche con un sistema sociale di condivisione di esperienze con fornitori di servizi, maestranze ed attività commerciali.
Il tempo ci dirà.

Le incognite

Domande che prima o poi dovranno trovare risposta:

    I profili più bassi a cui il sito si rivolge sono anche quelli meno propensi all’utilizzo della Rete. I tempi sono maturi per questo passaggio?
    Le PMI a cui si rivolgono i servizi offerti da Jobberone sono tipiche e molto diffuse in Italia, ma all’estero?
    Alcune scelte sul sito, grafiche, di linguaggio, denunciano limiti specifici: prima di autodefinirsi “il nuovo” bisogna sapere esattamente cosa è stato già fatto. Si consiglia maggiore prudenza.

Considerazioni sul lancio

Avendo tra i founder i proprietari di una magnifica struttura ricettiva a quattro stelle, Jobberone si è potuto permettere di riunire una ventina di blogger da sabato pomeriggio a domenica e coccolarli come veri e propri ospiti dell’hotel.
La domenica mattina, la presentazione del team e del progetto, non noiosa, direi perfino attesa, perché Oliver e Patrick sono stati con noi tutto il sabato sera, ma non ci hanno mai parlato di “lavoro” se non su nostra richiesta. Due padroni di casa magnifici.

Dopo la presentazione del team, divisi in quattro gruppi ci hanno chiesto di fare un brainstorming per proporre loro delle feature da integrare in Jobberone. Ciascuno dei quattro gruppi ha proposto almeno cinque feature o migliorie. Non so se queste idee valgono la spesa affrontata, secondo me il rapporto è win-win.

Le feature proposte saranno realizzate. Alcune erano a mio giudizio essenziali, tra le altre qualche suggerimento originale che potrebbe rivelarsi vincente. In ogni caso un piccolo patrimonio di idee. Ci è stato permesso di guardare dentro l’idea di impresa ed in qualche modo di entrare a farne parte in maniera costruttiva.

Sono ben poche le aziende che possono permettersi di ospitare venti o trenta blogger in una struttura prestigiosa, ma l’idea di base vale per tutte: non chiedete ai blogger di parlare delle vostre idee, chiedetegli di tirar fuori le loro e se valgono implementatele per migliorare il vostro progetto. Qualcuno lo chiama crowdsourcing.

In questo caso direi che la magia è riuscita, l’evento non è stato organizzato soltanto per “alimentare il passaparola”, la pseudo-startup si è rafforzata grazie alle nuove idee portate dai blogger ed il merito va riconosciuto anche a Laura e Donatella di Mai-Tai. A giudicare dai volti di Oliver e Patrick domenica pomeriggio quando ci siamo salutati il bilancio per loro è stato positivo.

Conclusioni

Se penso che l’iniziativa avrà successo: non faccio l’indovino, credo che delle possibilità ci siano se punterà sulla recensione di servizi e suggerimento tra amici e conoscenti piuttosto che sul portale per la ricerca ed offerta di lavoro.
Attualmente non conosco uno strumento web che mi consenta di trovare un elettricista, un idraulico o una tata nella zona in cui vivo che sia più efficace del consiglio dei conoscenti. Ma questo tipo di suggerimenti possono viaggiare meglio e più rapidamente se si riesce a portarli online.

Jobberone: pagina Facebook, profilo Twitter.
 

Google Hangout Per Brand On Air

Ieri si è svolto l’hangout #IJFplus, dedicato al Festival del Giornalismo di Perugia ed alla Social Network Analysis. Abbiamo chiacchierato anche di altri argomenti, dalla social-tv al data journalism.

Per recuperare i contenuti veri propri del videoritrovo rimando al post di Angelo Centini. Qui invece vorrei condividere informazioni che ritengo utili per chi volesse sfruttare lo strumento degli Hangout per la propria azienda o brand.

Dopo l’ultimo restyling tutte le pagine di Google Plus possono creare degli Hangout, videoritrovi con massimo dieci partecipanti che possono collegarsi in video ed interagire proprio come in una videoconferenza. Gli Hangout possono essere aperti a chiunque sia su Google Plus o limitati alle cerchie della pagina – gli utenti con cui il brand è già in contatto – quindi è possibile pensare ad occasioni riservate a categorie particolari di utenti.

Ieri ho creato un hangout ristretto alle cerchie della pagina e temo che questo abbia creato qualche problema di collegamento a chi non aveva ancora inserito la pagina nelle proprie cerchie. Dopo questa esperienza consiglio di scegliere un hangout completamente pubblico.

Esiste poi un particolare tipo di videoritrovo, sono gli Hangout On Air, che vengono trasmessi in live streaming sul canale Youtube associato all’account Google e sulla pagina Google Plus. Anche in questo caso possono partecipare in video fino ad un massimo di dieci utenti, ma tutti gli altri possono seguire il live streaming come spettatori.

I videoritrovi che è possibile seguire in live streaming sono riconoscibili da questa immagine che compare nello stream dell’utente che lo crea:

In Italia la funzione Hangout On Air è disponibile solo per pochi utenti, partner ed aziende che hanno già rapporti commerciali con Google. Per verificare se il vostro account è abilitato è sufficiente cliccare sul pulsante Hangout in alto a destra nella pagina ed accertarsi che sia presente il link “Enable Public Broadcasting”.

Se l’opzione non è attiva è possibile le aziende che investono in pubblicità su Google possono richiederne l’attivazione spot, in occasioni particolari. Previa approvazione da parte di Google sarà così possibile effettuare un Hangout On Air.

Lo strumento videoritrovo e soprattutto gli Hangout On Air aprono le porte a nuove possibilità di interazione online. Sempre di più le aziende sono chiamate a pensare e ragionare come produttori di contenuti, per coinvolgere i propri utenti in un dialogo focalizzato su ciò che realmente gli interessa.

È possibile pensare ad un futuro in cui gli Hangout saranno utilizzati per piccoli focus group o per presentare prodotti, ma in questa fase credo che le aziende debbano piuttosto suscitare l’entusiasmo dei propri clienti fornondo loro del valore reale a livello di contenuti.

L’esperimento, organizzato in poco più di tre giorni, ha suscitato un interesse inatteso e ci siamo divertiti al punto da decidere di ripeterlo, per cui sono al lavoro per organizzare un secondo Hangout. Probabilmente parleremo di Startup, interessa?

Un ringraziamento speciale ad Angelo per essersi messo a disposizione ed aver condiviso le proprie competenze.
Grazie anche a: Gianandrea, Rico, Leo, Stefano, Kiro per la partecipazione.

La Social Network Analysis del Festival del Giornalismo – Hangout

La social network analysis di quello che succedeva su Twitter durante il Festival del Giornalismo di Perugia 2012 è stata realizzata quasi in tempo reale da un team composto da tre persone, guidato da Angelo Centini e supportato da Pier Luca Santoro. Un lavoro che ho avuto la possibilità di vedere dal vivo venerdì 27 aprile e che mi sono fatto raccontare meglio dallo stesso Angelo.

Qui un dettaglio della social network analysis vanitosamente tagliato in modo che si possa vedere il pallino verde markingegno in basso :)

Il Festival è una manifestazione cresciuta grazie all’impegno di Arianna Ciccone e Christopher Potter. Da più parti è stato notato il notevole successo della edizione 2012, anche su Twitter, strumento di microblogging fortemente legato al mondo dell’Informazione.

L’analisi delle interazioni su Twitter è stata realizzata con Gephi, software open source e nel rispetto della filosofia Open Data al termine del festival la base dati utilizzata per realizzare l’analisi è stata rilasciata in un formato aperto (testo separato da tabulazione), in modo da consentire a chi lo desideri di elaborare ed approfondire.

Vogliamo ora mettere a frutto il prezioso patrimonio di informazioni raccolte per creare una sorta di appendice al Festival, partendo dalla tag-cloud dei tweet con hashtag #IJF12, passando attraverso la social network analysis, per riflettere sulle possibilità di interazione tra media sociali e giornalismo.

Proveremo a parlare di tutto questo durante un Google Hangout che abbiamo programmato per giovedì 3 maggio alle 19.00. Per partecipare aggiungi alle tue cerchie la pagina G+ di Markingegno e twitta con hashtag #IJFplus.

Il videoritrovo si svolgerà in perfetto stile barcamp, nessun relatore, una chiacchierata tra amici, una non-conferenza. Commenta qui o su G+ se interessato a partecipare o per suggerire argomenti da affrontare.
L’hashtag scelto per interagire tramite Twitter è #IJFplus.

Google Drive: a Chi Appartengono i File che Carichi?

Un passaggio poco chiaro dei termini di servizio di Google Drive ha destato l’attenzione della community. A chi appartengono i file caricati sul nuovo servizio di cloud collaboration di Google?
Cosa può fare BigG con i nostri file?

Ecco cos’è Google Drive, 5GB di spazio per condividere documenti e collaborare nel Cloud:
Immagine anteprima YouTube

I termini di servizio:

“Your Content in our Services: When you upload or otherwise submit content to our Services, you give Google (and those we work with) a worldwide licence to use, host, store, reproduce, modify, create derivative works (such as those resulting from translations, adaptations or other changes that we make so that your content works better with our Services), communicate, publish, publicly perform, publicly display and distribute such content.
The rights that you grant in this licence are for the limited purpose of operating, promoting and improving our Services, and to develop new ones. This licence continues even if you stop using our Services (for example, for a business listing that you have added to Google Maps).”

Sebbene la prima affermazione dei termini di servizio di Google Drive reciti:

“You retain ownership of any intellectual property rights that you hold in that content. In short, what belongs to you stays yours.”

Sembrerebbe che Google possa utilizzare i file caricati sul proprio servizio per il miglioramento di Google Drive e per sviluppare nuove funzionalità. Molti membri della community non ritengono tali limiti sufficientemente chiari ed in queste ore stanno chiedendo a Google di essere più preciso.

Attendiamo la risposta, anche alla fine si tratterà come al solito di scegliere se fidarsi o non fidarsi. Io la mia scelta l’ho fatta da tempo, ma tengo gli occhi aperti ugualmente.

[via Cnet]
 

Hangout Disponibile per Tutte le Pagine Google Plus

Giocando con Google Plus avevo notato nel pomeriggio alcuni cambiamenti nel layout in particolare nell’area destra, quella che era rimasta vuota con il nuovo layout, il quale proprio per questo aveva suscitato qualche perplessità e molte domande su come sarebbe stato utilizzato quello spazio vuoto.

Solo nella serata di domenica quelle modifiche sono diventate definitive e soprattutto hanno riguardato anche le Pagine di Google Plus: ora è possibile avviare Google Hangout o Videoritrovi da qualsiasi pagina.

Naturalmente una pagina può invitare nei videoritrovi solo utenti che siano già presenti nelle proprie cerchie, ed affiché sia possibile aggiungere un utente alle cerchie di una pagina, questi per primi devono aver aggiunto la pagina alle proprie cerchie. È quindi l’utente che deve attivare la relazione, dopo di che la pagina o il brand possono consolidare tale relazione tramite gli Hangout, dialogando con gli utenti.

Non vedo l’ora di organizzare il primo Hangout, se ti va di partecipare aggiungi la pagina di questo blog alle tue cerchie.

Brand Activate Initiative: Google per il Marketing

Google presenta il primo passo della sua Brand Activate Initiative.
Obiettivo: far funzionare il web per i brand manager.

The first Brand Activate solutions
We’re working to build truly useful brand metrics into the tools that advertisers already use to manage their campaigns, so they’ll be actionable within seconds, not months.

Il video di presentazione

Immagine anteprima YouTube

I primi ed imminenti rilasci saranno

Active View: una tecnologia che permetterà di contare le impressioni “viste” dagli utenti, così come proposto dallo standard proposto dallo IAB: un messaggio visibile almeno per il 50% sullo schermo, per almeno un secondo.

Active GRP: è l’evoluzione per il web del concetto comunemente noto per l’advertising offline di Gross Rating Point. L’Active GRP ha due caratteristiche:

    • Built-in – è costruito all’interno dei tool di Google già utilizzati da chi fa advertising online.
      Solida metodologia che combina dati aggregati da panel con dati utente anonimi (entrambi dedotti o forniti dagli utenti) e lavorerà in combinazione con le Active View per misurare le “viewed impressions”.
  • Tutto questo è solo il principio della Brand Activate Initiative, il primo passo di un percorso verso una misurazione dell’advertising talmente analitica per cui l’offline difficilmente potrà competere.

    Inserisci Qui il Link al Tuo Profilo Google Plus

    Per capire realmente come funziona un social network sono necessari almeno un paio di ingredienti:

    1. Un po’ di tempo da dedicargli per comprenderne le dinamiche
      Un congruo numero di contatti che lo utilizzino, altrimenti non è possibile far emergere le dinamiche del punto precedente
  • Se non hai utilizzato seriamente Google Plus nell’ultimo mese, probabilmente il tuo giudizo è viziato, perché oltre alla nuova interfaccia, ora è decisamente più piacevole ed efficace da utilizzare rispetto ai suoi esordi, fosse anche solo per la presenza del pulsante G+ su praticamente qualsiasi sito o blog.

    A beneficio di tutti e non lo nascondo, anche a mio beneficio, vorrei raccogliere qui un po’ di link ai profili di utenti attivi, che postano qualcosa su Google Plus almeno una volta a settimana [non valgono le importazioni automatiche da altri social network] e che comunque rispondono alle interazioni, siano esse commenti o citazioni.

    Questo è il mio. È il tuo turno, indica nei commenti il tuo profilo o fallo direttamente su G+

    PS.
    Basta cliccare sul pulsante +1 ;-)