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Sondaggio: quale social network è l’alternativa a Twitter?

Quando twitter è giù, dove ti rifuggi? Qual è il social network a cui ricorri quando Twitter ci abbandona, o che vorresti vedere spodestare twitter?

Penso di chiudere il sondaggio alle 9 di domani mattina, salvo proroghe.
Sono graditi commenti di approfondimento.
;-)

Il fotografo del giovedi

fiore

Guarda la foto su Flickr

Doverose spiegazioni:

1. Quello della domenica (fotografo) lo avevano già preso, ed io ..non son degno di lucidargli l’obiettivo.

2. Settimana scorsa abbiamo fatto una escursione a Tivoli e visitato Villa Adriana; è stata l’occasione per giocare con la Canon Eos 350D, quando sono riuscito a sottrarla alle grinfie della legittima proprietaria.
Gran bella macchina.

3. Questa immagine rappresenta il motivo principale per cui un aspirante fotografo dilettante come me, sente il bisogno di qualcosa in più rispetto alla classica fotocamera supercomptatta: la possibilità di scegliere cosa mettere a fuoco.

Non si tratta solo di questo, certamente, ma è un non trascurabile punto di partenza. Soprattutto per me, che sono orfano della Konica Minolta con pellicola, con cui mi sono divertito fino all’età di sedici - diciotto anni, dove si regolava manualmente tutto: messa a fuoco, zoom e tempo di esposizione.
Con quella si che ci voleva molto intuito ed un certo talento per ottenere uno scatto come questo.

I blogger e la professione

monete
[photo credit: teyoo]

In coda al recente post in cui ho provato a descrivere come la blogosfera si rappresenta, il commento di Hamlet mi invita a tornare a riflettere sulla distinzione tra blogger professionisti e blogger che si mettono al servizio di aziende, o più in generale, che scrivono (anche) con scopi commerciali.

Le due categorie possono coincidere, ma non devono necessariamente. Questa riflessione nasce anche in seguito alla lettura del post di Paul:

In soli 5 anni i blogger si sono perfettamente integrati nel rutilante mondo del giornalismo da 4 soldi: presenziano, ricevono comunicati stampa, patteggiano omaggi, vendono opinioni, si scambiano inviti, si organizzano fra loro.
Una piccola forza lavoro che si porta via a gratis o quasi.
La blogosfera italiana è – ipoteticamente - un meccanismo potenzialmente perfetto: in principio c’è la cricca del marketing, i PR, quelli che organizzano eventi e si fanno pagare dalle aziende per creare hype.

Quando definiamo un blogger “professionista”?

La mia risposta è: quando mostra di avere le competenze necessarie, e dedica una buona parte della propria attività lavorativa al blogging; si presuppone che il blogger tragga un profitto dalla propria attività, ma non riterrei questa una discriminante. Almeno a livello teorico, un professionista potrebbe anche fare blogging pro bono o per diletto.

Viene certamente retribuito, invece, chi svolge attivtà di corporate blogging, ovvero si occupa del blog per conto di una azienda. Queste figure cinque anni fa non c’erano. E allora?

Si, Paul, è solo una questione di media, i cosiddetti professionisti ci sono da una parte e dall’altra, alcuni sono abbastanza bravi ed integerrimi da non vendersi, non per quattro noccioline almeno, altri invece probabilmente cederanno alla tentazione.
Purtroppo non è affatto detto che i primi ricevano il giusto riconoscimento per la loro onestà.

Non sto sostenendo che l’omologazione tra blogger e giornalisti sia una cosa positiva, figuriamoci, ma non si può nemmeno invocare un’epoca [5 anni fa sono un’epoca?] in cui il mondo era perfetto perché non corrotto dagli uomini del marketing e delle pubbliche relazioni.

Si, forse c’è un calo di credibilità dei blogger agli occhi dei lettori, ma questo è dovuto a diversi fattori, ecco i due che ritengo principali:

  1. aumentando il numero dei blogger, è difficile mantenere una media qualitativa elevata;
  2. immaturità della blogosfera, che per la prima volta si vede lusingata da aziende ed altri media, e, in alcuni casi, cede alla tentazione di compiacerli.

.
I blogger professionisti, quelli bravi, si renderanno conto presto, ma secondo me già lo sanno, che i valori da salvaguardare sono l’indipendenza e l’obiettività.

Sarà che mi illudo facilmente, ma sono ancora convinto che il marketing e la comunicazione servano a far emergere i prodotti migliori, non ad ingannare gli acquirenti.

Radio Deejay chiama Current Italia

Linus e Nicola Savino intervistano Al Gore che presenta Current Italia; ovvero, in 15 minuti quello che all’Ambra Jovinelli è durato un paio d’ore circa.

linus gore savino

[la foto e tutti i diritti sono di Radio Deejay, Nicola, invece è sulle punte, sono pronto a scommettere!]

Chi era a Roma avrà una forte sensazione di dejavù: il presidente Gore si gioca più o meno le stesse carte, la battute sono le stesse

Se ti tingessi i capelli assomiglieresti ad Al Gore

E a quanto pare, anche gli stivali!
Le parole chiave per destare l’attenzione di noi Italiani sono un paio:

  1. In un Paese in cui i media sono nelle mani di pochi, la democrazia ne soffre.
  2. Gli italiani hanno una forte creatività, ma nell’arte visiva da diversi anni ..non se li fila più nessuno (detto con un pò di tatto in più).

.
Sulla prima affermazione Linus e Nicola non commentano. Il secondo incalza aggiunge una timida domanda di approfondimento.

Se questa fosse una partita a Risiko, Al Gore starebbe cercando di attaccare un’intera armata con un solo carro. E la benzina a quel carro armato la compra da Murdoch, che già ha le sue difficoltà, in Italia, vista la concorrenza del digitale terrestre, di Berlusconi, sostenuta dalle leggi dello Stato che finanziano il decoder per il digitale terrestre e non quello per il satellitare. Aspetta, non ricordo, quale governo ha approvato quella legge?

Non si tratta di essere di destra o di sinistra, la pluralità dell’informazione è un bene di tutti, lo stesso Berlusconi dice di esserne stato paladino, essendo state le sue Tv commerciali ad ampliare l’offerta quando c’era ancora solo la Rai. Dov’è oggi quell’imprenditore innovativo pluralista e lungimirante?

Il volto umano della Rete: la blogosfera si rappresenta

Provo a trarre qualche impressione non tanto sui singoli eventi che hanno animato questi ultimi otto giorni, quanto, più in generale sulle forme in cui la Rete e la blogosfera in particolare si rappresenta.

Peraltro, del MateraCamp si è ampiamente scritto, ed anche della presentazione di Current Tv alla presenza di Al Gore. A tal proposito consiglio la divertente (e divertita) lettura di Telemaco.

Le due occasioni sono diverse tra loro per natura e tipologia di organizzazione, ma infatti non è mia intenzione metterle a confronto, ma piuttosto, attraverso di esse, passando anche per lo IAB Forum di Roma, tracciare un affresco della blogopalla.

Il Barcamp

In occasione di un barcamp, la blogosfera è protagonista, in tutte le sue declinazioni. Gioca con se stessa al gioco dell’amicizia. Convivono blogger che pochi giorni prima si sono apertamente dichiarati scarsa stima reciproca.

Qualcuno ha la faccia per mantenere un atteggiamento distaccato rispetto ai presenti non autorizzati (a relazionarsi con l’eletto); evviva la faccia, se uno si sente un tantinello superiore, perché non darlo a vedere?
Preferisco una testa di pazzo sincera ad una testa di pazzo ipocrita [l’ultimo periodo contiene 2 typo].

Però queste sono le eccezioni, e non mi concentrerei su di loro più di tanto. Sono necessari all’ecosistema più o meno come lo sono gli animali necrofagi. Fanno uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve fare.

Non è tanto più lodevole, tutto lo stuolo di blogger che criticano, attaccano, invidiano, e magari si nascondono dietro il dito della socialità, nella speranza di raggiungere quel qualcosa, che non riesco ad identificare con nient’altro che con la visibilità.
Ed odio dare anche solo un pizzichino di ragione a Vespa.

Poi ovviamente c’é anche la parte più genuina della blogosfera, quella che traspare nei racconti pieni di link del dopo barcamp. Quella parte la conosciamo ed amiamo tutti, è quello che dovremmo sforzarci di salvaguardare.

Questa tripartizione blogosferica ovviamente non va immaginata a compartimenti stagni, né pretende di essere esaustiva. Prima ho parlatto di affresco, non di fotografia.

Il Forum

Allo IAB la blogosfera era in minoranza. Una decina di blogger circa in una platea di centinaia di astanti; siamo stati messi di fronte all’evidenza che almeno un certo ambiente, tra le aziende di un certo spessore, parole come web2.0, user generated content, e simili, sono un qualcosa ancora non ben chiaro, forse solo parole usate da quelli del marketing per rimescolare le carte.

Figurati quanto gliene importa a quella gente delle polemiche tra blogger mosse dalla classifica di Blogbabel. Non gliene importa un accidenti, loro vogliono un bel sistema di misurazione “oggettivo”, magari ingiusto, falsato e inattendibile; chi se ne frega, purché produca una graduatoria che possa essere letta da chiunque, anche da un manager di azienda che non ha mai letto un blog, ma che deve decidere quanto budget affidare all’agenzia di comunicazione.

Quella agenzia, poi, sceglierà dove andare a spendere, nell’unica maniera che le permette di stare tranquilla, che le assicura di non essere criticata dallo stesso manager: secondo la benedetta classifica.

Non è così che funziona già il sistema di distribuzione della pubblicità in televisione? Si usa l’auditel, che non si sa se rappresenti l’effettivo gradimento del pubblico, e di certo non ha niente a che vedere con la qualità dei programmi.

E’ qui che ho avuto la netta impressione che ci sia un altro livello del gioco, che va bene il social e la qualità dei contenuti, ma se le aziende mettono sul banco i danari, non ce n’é per nessuno, e magari i meme li comincio a fare pure io, e mi apro quei quattro o cinque blog auto-lincanti per schizzare sempre più alto!

L’evento

Infine l’evento Current; lì di nuovo si era tutti blogger, ma questa volta non ci si trovava per stare insieme come ad un barcamp, ma perché chiamati da un Premio Nobel a presenziare al lancio di una Televisione innovativa, che, per inciso, ha bisogno di gente come i blogger per raggiungere la massa critica di contenuti necessaria al suo successo.

Si, ma il successo della Tv, non dei blogger. Questa differenza non è sottile, chiedetelo a Robin Good, che effettivamente aspettava fuori.

Si, si, poi Marco è uscito e lo ha abbracciato, gli ha presentato pure qualcuno, di Sky o di Current non saprei, ma la ciccia delle cose sono due, a mio parere:

  1. i blogger sono contenti prima di tutto perché Current potrebbe essere un ottimo piede di porco per scardinare l’egemonia televisiva. Sky (and friends) permettendo.
    Ecco perché la poltrona sotto il sedere di Carelli a momenti sembrava prendresse fuoco.
  2. i blogger non sono tanto contenti, perché se scoprono un nuovo watergate, come è stato esemplificato in sala, e ne parlano su Current, lo scoop di chi è, di Current o del blogger?
    E se per quello scoop o presunto tale il blogger si becca una denuncia con richiesta di risarcimento milionaria, Current che fa?

Secondo Gore, Current ed il blogger “sono sulla stessa barca”, testuali parole.
Sarà, ma nonostante le sue rassicurazioni, a me riecheggiavano le parole del comico di Colorado Café:

Sono tutti finocchi col culo degli altri

Insomma, qualcosa in più della parola di Gore, sulla cui buona fede non ho alcun dubbio, ritengo sia necessaria. Se non altro perché il sistema giuridico italiano e statunitense non sono uguali, e se è vero che Current non ha mai avuto di questi problemi in tre anni, negli USA, è anche vero che Current non è mai andata in onda in Italia prima di ora.

Current è comunque una opportunità, per la blogosfera e forse per l’Italia. Sentire Al Gore dire:

Quando i mezzi di comunicazione sono nelle mani di pochi la democrazia ne soffre

mi ha quasi fatto venire le lacrime agli occhi. Confesso che per un attimo mi sono chiesto se gli avevano ricordato di trovarsi in Italia. Si, devono averlo fatto per forza, quindi ha voluto dire proprio quello che ha detto.

In conclusione, come dice Vergassola, la blogosfera è un pò un fiume in pena, scorre seguendo un letto - quello dei media - che modifica e trasforma al proprio passaggio, e sembra sempre essere pronta ad esondare, liberandosi finalmente di quei limiti che in parte le vengono imposti da chi la teme e la osserva come un fenomeno incomprensibile, ed in parte sono determinati dagli stessi protagonisti della blogosfera, in alcune circostanze troppo impegnati a guardare la punta del proprio naso per vedere oltre l’orizzonte.

Cosa mi porto via dallo IAB Forum di Roma.

Vengo via dallo IAB Forum con una consapevolezza: sarei una risorsa preziosa per qualsiasi azienda, o almeno per la maggior parte di quelle che volessero capire l’online marketing.

Forse può sembrare un eccesso di presunzione dirlo, magari lo è, però lo penso, ne sono convinto. Il mio grado di comprensione di come si sviluppano le dinamiche di comunicazione online, è tale per cui ora, il mio inserimento in una azienda porterebbe a questa un know how su cui investire.

Chiaramente non pretendo di essere migliore di tanti altri, ma posso dire di essere orgoglioso del lavoro che sto facendo, e della mia crescita professionale, soprattutto se confrontata con il fatto che molti dei cosiddetti “main player” o “big spender” [perché in inglese fa fico], in verità, di web2.0 nun ce stanno a capì un cazzo.
In onore alla città che ha ospitato l’evento.

Poi, è chiaro, oltre che trovare un’azienda che abbia voglia di investire in una risorsa come me, bisogna trovare anche una che se lo possa permettere!
:-P

Il blogger infallibile

superman
[photo credit: xurble]

Tutti coloro i quali abbiano l’ardire di esprimere le proprie idee in pubblico, tutti noi, ci illudiamo almeno per un momento, in quella frazione di secondo prima di cliccare sul pulsante publish, di avere perfettamente ragione. Di essere infallibili.

Il problema è che qualcuno finisce col crederlo a tempo indeterminato.

Perché non aspetterò Al Gore fuori

Nei feed reader ci sono molti più post che parlano di Al Gore e dell’imminente debutto di Current Tv, di quanti non parlino dello IAB Forum. Questo è particolarmente strano in quanto nel mio feed reader ci dovrebbero essere mi sarei aspettato che ci fossero, più persone interessate al primo evento che al secondo.

Sarà perché, come mi ha detto qualcuno

allo IAB Forum dicono più o meno sempre le stesse cose

o più probabilmente è perché del lancio di Current Tv a tenere banco, in verità, è il metodo scelto per invitare i blogger e per selezionare le domande.

Tra i meno soddisfatti, Robin Good, ecco il suo video

e qui invece la replica di Tommaso Tessarolo a nome di Current Tv.

Questa volta la penso come Luca:

Mi rendo conto di quanto ci siamo abituati a prendere 4 sedie e farci un barcamp.

Non che alcune delle obiezioni di Robin Good non siano condivisibili, ma secondo me non sono talmente gravi da giustificare una presa di distanze così netta come la sua e quella di Roberto Dadda.

Come dice Maurizio

Il più grande errore che un professionista delle pr potrebbe compiere è quello di creare (inconsapevolmente o peggio volutamente) false aspettative.

Di questo sarebbe in gran parte responsabile Marco Montemagno.
Sì, francamente credo anche io che sia stata commessa qualche leggerezza, non so se da parte di Marco o altri, e non mi interessa.

Non so se perché in un primo momento avevo trascurato questo evento, tanto che avevo deciso di non prendervi parte; forse per questa ragione non ho vissuto in prima persona le fasi di iniziali del lancio e mi sono perso il momento del presunto inganno; o forse proprio perché mi è sembrato molto chiaro fin dall’inizio che Current non stesse organizzando un barcamp, ma un evento promozionale per una web tv, mi è parso subito chiaro che il coinvolgimento dei blogger avesse (anche?) un secondo fine, un interesse privato, oltre che il voler abbracciare la filosofia partecipativa della Rete.

Per queste ragioni non aspetterò Al Gore fuori dall’Ambra Jovinelli insieme a Robin Good, e non temo nemmeno per un momento, di essere strumentalizzato da nessuno.

Se un tizio cerca di vendermi qualcosa, sono perfettamente capace di distinguere quello che mi dice per vendere da quello che mi interessa.
Io credo e spero che l’incontro con Al Gore possa essere interessante anche al netto delle informazioni che darà per lanciare la web tv. O quantomeno il dubbio che questo possa accadere vale la presenza in sala.

Poi vi saprò dire, cosa che non potrà fare chi rimane fuori per paura di essere strumentalizzato, o perché non vede un sufficiente ritorno di immagine, a causa della impossibilità di interazione, lui solo(*), come ad altre 500 persone piacerebbe fare, con Al Gore.

(*) il riferimento non è diretto a Robin Good in maniera specifica, per chiarezza.

Appunti Digitali #27

Tra il 28 aprile ed il 2 maggio ho scritto per Appunti Digitali:

  1. Fotovoltaico: energia pulita e finanziata;
  2. Nel web saper scrivere vale meno che avere buone idee;
  3. Nanotecnologie, niente sarà solo quello che sembra;

.
Appunti Digitali ha un target molto diverso e molto più ampio da quello di questo blog; mi stupisce la maniera in cui i lettori partecipano alle conversazioni. In positivo per la capacità di aumentare e completare quello che viene scritto nei post, in negativo, per il fatto che alcune persone danno l’impressione di attendere con ansia il momento in cui poterti cogliere in errore.

Questa cosa mi fa sorridere, un tempo mi avrebbe messo molta più tensione. Un anno ed oltre di blogging ti insegnano a gestire queste situazioni, anche se devo dire che, facendo gli opportuni scongiuri, fino ad ora non ci sono state occasioni particolarmente critiche.

Materacamp ‘08 se non c’eri non puoi capire

Eviterò il solito post con l’elenco di amici vecchi e nuovi. La maggior parte li ho salutati lì, qualcuno mi sarà sfuggito (ed io a lui/lei), ma l’occasione è solo rimandata.

Le presentazioni

Mi sono sembrate un filo sotto tono rispetto alla media degli altri barcamp a cui ho partecipato; tra quelle che hanno coinvolto di più la platea, Annibale, della Regione Puglia - a proposito il 31 maggio ci sarà il B_CreativeCamp a Bari, seconda edizione dopo il successo del Bollenti Spiriti Creative Camp dell’anno scorso - e quella del professor Sofi.

Ma per il resto, non so, i relatori sembravano un pò insicuri, la platea chiedeva di più e noi sempre ad incoraggiarli… daje!de più! [vedi foto]
:-)

E’ andata un pò così, nonostante la silenziosa presenza di star della tv come Zoro.

Il clima

Sole caldo, vento frizzante e il cielo di un azzurro da togliere il fiato, solcato da nuvole bianchissime e vaporose.
Te lo sei perso!
:-P

Espressino moment

Ogni barcamp che si rispetti ha i suoi fuoriusciti, ma a Matera c’erano Signori con la S maiuscola. Dopo lo squisito pasto offerto dalla Compagnia del Cavatappi, i signori sono andati a prendere l’espressino freddo, memori del godimento papillare dell’anno precedente.

Per farsi perdonare il tardato rientro, e soprattutto per placare l’ira funesta [e giustificata] di Antonella, che ha fatto la sua presentazione con una trentina di astanti in meno, sono stati offerti dagli stessi espressini freddi.

Ad Antonio, Enrico, Alessio, con consorte e nascituro, Stefano, e compagnia bella, svelo un segreto: l’espressino freddo non lo fanno solo a Matera, se capitate da queste parti vi faccio assaggiare quello pugliese.
;-)

Il barcamp dei debutti

Nel 2007 è stato il primo barcamp a cui abbia preso parte. Nel 2008, quello di Matera è stato il primo barcamp a cui ha partecipato anche Mina.

Cosa è mancato

Sei mancato tu, se non sei venuto, e nient’altro perché è stata una piacevole giornata tra amici. Certo fa un pò impressione rileggere questo post, e fare il confronto con come il Tg3 Basilicata ha presentato lo stesso evento.

Questi marziani che si fanno chiamare blogger, che si trovano tutti nello stesso posto, ognuno col suo portatile… mi sono sentito osservato come quando da piccolo ero il passeggero sulla moto di mio padre, ed andavamo per motoraduni.

Anche lì, gente che alla fine si conosceva e si ri-conosceva, che parlava solo di due argomenti, e siccome io ero piccolo, si parlava solo di moto, e gli altri, quelli senza casco, osservavano come se avessero visto i marziani.

easy rider

 

la foto è di Easy Rider.

PS.
Un doveroso ringraziamento a Clarita, all’inesauribile Catepol e a tutto lo staff per l’ottima organizazione.

Disclaimer:
questo post contiene qualche riferimento che difficilmente potrai cogliere se non hai preso parte al barcamp.