Nanopublishing e schiavitù

Gaspar parlando del The Because effect, afferma

Guadagnare con il blog invece è un lavoro da super-specialisti, oppure da schiavi (ho sentito parlare di tre euro a post, per dire).

Uno dei motivi per cui mi piace leggere Gaspar è proprio perché mi aiuta riflettere. E’ successo anche in questo caso, partendo dal presupposto che, sulla base della mia personale esperienza, non ritengo appropriato definire “da schiavi” i compensi per i blogger.

E’ doveroso premettere che ho visto gli uomini accettare e sopportare come “normali” condizioni di vita assurde. E’ possibile fare l’abitudine a qualsiasi sventura, purtroppo, figuriamoci a delle condizioni di lavoro non ottimali, per questo non escludo, all’inizio di questa riflessione, che potrei scoprire al termine di essa, che aveva ragione Gaspar.

Di certo non credo però che possa essere attribuita ad un blogger la condizione di schiavitù secondo la definizione letterale del termine:

La schiavitù è la condizione per cui un individuo rimane privo di tutti i diritti di persona libera e viene considerato come proprietà di un altro individuo.

Tanto per cominciare a me è stato proposto un contratto che ho accettato volontariamente, e dal quale posso svincolarmi agevolmente se dovessi ritenere di farlo. Sono libero, ed in effetti l’unica imposizione, se così vogliamo definirla, è quella di garantire un tot minimo di post al mese. Il minimo, mi pare, se voglio consentire alla redazione di poter programmare.

Escluso dunque che si possa parlare di schiavitù nel senso letterale, potremmo tuttalpiù discutere di sfruttamento, visti i bassi compensi. Gaspar parla di tre Euro a post; non è il mio caso, ma mi pare che il dato non sia sufficiente a definire il livello del compenso.
Che io sappia, quando la cifra è così bassa è perché c’è una partecipazione agli utili prodotti dalla pubblicità.

Ma oltre al valore economico del compenso in sé, forse bisognerebbe tenere presente anche quale sia lo sforzo richiesto per redigere un post, e quali siano i vantaggi indiretti che l’attività comporta. Ci sono casi in cui sono sufficienti poche righe, una notizia, un link. Altri, in cui bisogna sforzarsi un pò di più per trovare la notizia, rielaborarla, commentarla, ma nulla di paragonabile al lavoro necessario per redigere un articolo per un quotidiano o una redazione tradizionale, dove la situazione non è molto differente da quella delle testate online.

Il fatto che ci sia compagno al duol, in questo caso non scema la pena, però ci può far pensare che forse bisogna allargare l’analisi ad altri fattori, non limitandosi a quello economico.

  1. di base la maggior parte di noi scrive gratuitamente per il proprio blog, fare lo stesso lavoro con un compenso, per quanto esiguo, non è una forma di investimento?
  2. scrivere per una testata apprezzata e riconosciuta, porta al blogger dei benefici, in termini di autorevolezza e visibilità;
  3. scrivere per una testata online può essere un trampolino di lancio;
  4. infine ritengo determinante il fatto che l’impegno nel nanopublishing difficilmente sarà l’unica fonte di sostentamento, ma piuttosto una integrazione alle proprie attività professionali.

.
No, sinceramente anche dopo una più attenta riflessione non condivido le parole di Gaspar. Non metto in dubbio che un blogger/giornalista affermato potrebbe non accettare un contratto entry-level come quelli proposti a blogger di primo pelo, ma mi pare anche che ognuno sia capace di farsi i conti in tasca, e di farseli prima di iniziare una avventura nel cosiddetto nanopublishing.

Non dico che la situazione dei compensi sia florida, ma visto il contesto, e facendo qualche semplice confronto con situazioni simili on ed off-line, non mi pare che i blogger siano tra le categorie più sfruttate.

In sintesi, il markingegno pensiero sarebbe: nanopublishing, sempre meglio che lavorare.
E tu cosa ne pensi?

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16 commenti

  1. Francesco Federico 27 dicembre 2007 - 12:54 pm | #

    I blogger non possono certo sentirsi sfruttati come un praticante avvocato o un clandestino che raccoglie pomodori, ma certamente molto spesso il nanopublishing tende a ricompensare poco il lavoro del blogger.

    La cosa si fa evidente quando per una manciata di euro, si leggono post lunghi ed argomentati, lo diventa meno quando il post è composto da un video e due righe.

    Tuttavia penso che anche un posto breve possa avere la sua dignitià e il suo valore se, ad esempio, solo quel blogger riesce a pescare dalla rete video interessanti o a scrivere pillole di saggezza, eppure certi network pagano 1 euro post di questo genere, una retribuzione quasi offensiva.

    Come giustamente dici tu i blogger accettano di lavorare quasi gratis giusto per la gloria e la fama…

    Personalmente lo faccio perchè amo scrivere e quello che scrivo, magari con toni leggermente diversi, lo scrivevo sui miei blog personali, ora diventati ancora più personali. Di certo non lo faccio per soldi, dato che il compenso è davvero basso e, a mio avviso, notevolmente sbilanciato a favore dell’editore.

    Cmq i prezzi li fa il mercato: prendere o lasciare…io ho deciso, per ora, di prendere…

  2. catepol 27 dicembre 2007 - 12:55 pm | #

    non ho idea dei compensi che girano per i blogger…ho idea di quanto son stata pagata io per una mia collaborazione per traduzione anzi vera e propria resa dell’articolo in italiano per il pubblico italiano di articoli inglesi…e devo dire che consapevole di essere pagata un po’ al di sotto che il lavoro richiedeva ho accettato anche io volontariamente. Il tempo lo avevo per lavorare, comunque era un investimento in termini di visibilità ecc. e comunque ho imparato tanto dal lavoro di redazione. Quello che faccio sul mio blog in fondo non ha fini di lucro (e ti giuro non saprei neanche da che parte cominciare se volessi lucrare delel cose che scrivo là).
    Lavorare e scrivere per altri che per quel lavoro ti pagano, magari poco, ma ti pagano e a cui devi assicurare standard qualitativi elevati è un’esperienza che insegna tanto, soprattutto a chi vuole lanciarsi nel ondo del micropublishing e del’editoria online.

    concordo con la tua sintesi nanopublishing, sempre meglio che lavorare.

  3. Eddypedro 27 dicembre 2007 - 12:57 pm | #

    Ottima riflessione,hai fatto riflettere anche me

  4. Donato 27 dicembre 2007 - 1:58 pm | #

    @francesco
    beh, gloria e fama e’ un po’ troppo (non l’ho detto), ma per imparare e dimostrare cio’ che si e’ capace di fare si.
    ;-)

    @catepol
    @eddypedro
    grazie :-)

  5. Francesco Federico 29 dicembre 2007 - 12:57 pm | #

    Beh però considera che ti assumi anche una reponsabilità…è vero che non sei nessuno (editorialmente parlando), ma è anche vero che firmi un contratto, garantisci un minimo, hai responsabilità più pensanti sulle due dichiarazioni di quelle che hai sul tuo blog personale, ecc.

    Insomma sono oneri che ti accolli che meriterebbero una valorizzazione economica superiore all’attuale media di mercato.

    Che poi sia un’ottimo trampolino di lancio è indubbio, mica tutti i blogger vogliono fare i giornalisti…Io faccio tutt’altro nella vita, scrivere è un hobby e, tra l’altro, di gente che vive scrivendo sul web e basta ne conosco davvero poca…

  6. Donato 29 dicembre 2007 - 1:00 pm | #

    @francesco
    giusto, e’ un aspetto della vicenda che avevo trascurato.
    ;-)

  7. Hamlet 30 dicembre 2007 - 12:44 am | #

    Essere pagati per i post rischia di essere qualcosa di molto lontano dal giornalismo (ovviamente il discorso vale solo per coloro che vorrebbero diventare giornalisti o qualcosa di simile; gli altri possono fregarsene).
    Immaginate 2 blogger, blogger A non è pagato da nessuno e blogger B è pagato per scrivere.
    Se A e B scrivono una recensione positiva di un lettore mp3, come faccio a sapere che la recensione del blogger B non è stata pagata dal costruttore del lettore?
    Si possono fare mille esempi simili (a partire dal fatto che chi paga può bocciare un post al blogger B, mentre nessuno può bocciarlo al blogger A).
    Con i soldi si rischia di perdere la credibilità (io non mi considero un blogger B perchè adsense non ha nessun controllo sui miei post, tanto per dire).

  8. Donato 30 dicembre 2007 - 12:58 am | #

    @hamlet
    credo che tu abbia fatto un po’ di confusione.
    1. i giornalisti sono pagati per scrivere. Non dai produttori ovviamente, ma da un editore.
    2. il blogger B che scrive per una testata e’ pagato dall’editore, non dal costruttore del lettore (per rifarmi al tuo esempio).
    3. la credibilita’ dell’editore e del blogger/giornalista non puo’ dipendere dal fatto di trarre dei profitti o essere retribuiti per il proprio lavoro.

    Forse il tuo esempio sarebbe piu’ appropriato in riferimento a blogger che recensiscono prodotti, e anche li’ se c’e’ onesta’ e si dichiara fin dal principio che si sta scrivendo un post “sponsorizzato” non vedo perche’ non si debba dare fiducia al blogger.
    E comunque e’ una scelta personale che si basa sulla propria fiducia rispetto all’onesta’ di chi scrive.

  9. Hamlet 30 dicembre 2007 - 2:23 pm | #

    Forse sono un pò rimbecillito ma sapevo già che i giornalisti fossero pagati per scrivere articoli (o pezzi per gr e per tg) :-)

    Quello che volevo far notare io è che i giornalisti sono sottoposti a un codice deontologico. E i blogger?

    Immagina un blog di persone pagate per analisi finanziarie: come fai a sapere che le analisi siano “sincere” e non pagate da qualche azienda?

  10. Alex 9 marzo 2008 - 10:34 pm | #

    Ciao, è la prima volta che capito qui e ti faccio i miei più sentiti complimenti. Apprezzo molto il modo in cui scrivi e tratti gli argomenti.
    Ho deciso di commentare questo post perchè mi trovo di fronte ad un dilemma e vorrei, se possibile, avere una tua opinione.
    Ho aperto il mio blog, dove tratto argomenti specifici, da 3 mesi circa. Sono stato molto assiduo nell’aggiornarlo, ho pubblicato un post al giorno e sono diventato abbastanza bravo a trattare gli argomenti. Nell’ultimo mese ha iniziato ad andare piuttosto bene: ricevo una buonissima media di visite al giorno e gli annunci di Google stanno rendendo abbastanza. Insomma, nel mio blog vedo grandi potenzialità, lo sto continuamente rinnovando e credo che in futuro possa davvero andare bene. Ed è qui che sorge il problema. Sono stato contattato dall’editore di un importante blog network italiano che mi ha offerto di scrivere per loro; ci sentiremo al telefono nei prossimi giorni per discuterne.
    Non abbiamo ancora parlato di compenso, ma mi sono informato e credo che sia sui 2-3 euro a post.
    Il punto è: scrivo per loro abbandonando il mio blog (di solito la clausola è abbandonare il proprio blog e scrivere solo per loro) o non colgo l’opportunità e continuo a scrivere sul mio blog? E’ certo, come dici tu, che scrivere per loro mi darebbe dei benefici, in termini di autorevolezza e visibilità e
    potrebbe essere un trampolino di lancio; ma mi costerebbe davvero molto abbandonare il blog che ho fatto crescere con tanta fatica e dedizione.

    Cosa ne pensi? Puoi darmi un consiglio?
    Grazie in anticipo e ancora complimenti.

  11. Donato 9 marzo 2008 - 11:59 pm | #

    @Alex – Ti ringrazio per i complimenti, fanno sempre piacere.

    Per quanto riguarda la scelta di continuare a scrivere per il tuo blog o per una testata, e’ una cosa di cui solo tu puoi valutare pro e contro.

    Mi pare di capire che tu non abbia ancora una offerta concreta per le mani, senza di quella ogni ragionamento e’ pura accademia.

    Comunque non ho mai sentito prima che uno debba chiudere il proprio blog per scrivere per una testata.

    Qualsiasi cosa tu decida, in bocca al lupo.

  12. Alex 11 marzo 2008 - 10:31 am | #

    Ciao, grazie per il consiglio e per la risposta! :-)

    Ti volevo aggiornare sullo svolgimento dei fatti, visto che ti avevo coninvolto chiedendoti un consiglio: ho firmato il contratto con questo network di blog, potrò continuare a scrivere per il mio blog e allo stesso tempo avere dei benefici in termini di autorevolezza e visibilità.

    Tutto si è risolto!

    Grazie, Alex

  13. Donato 11 marzo 2008 - 10:36 am | #

    @Alex – in bocca al lupo per la tua avventura.

    Spero che il compenso sia adeguato al tuo impegno, e che tu sia soddisfatto.
    Un network ti puo’ dare visibilita’, l’autorevolezza o meglio la credibilita’ te la devi sempre conquistare, facendo del tuo meglio, post dopo post.

    Di nuovo in bocca al lupo.
    ;)

  14. simona 19 settembre 2008 - 3:13 pm | #

    ciao a tutti
    sono nuova di questo blog, ma ho letto con molto interesse i vostri post.
    ho un progetto nel cassetto, vorrei mettere on line un portale specialistico, con un blog e un forum.
    vorrei un consiglio sulle modalità con cui coinvolgere i blogger, sia economiche che contrattuali (a patto che ne esistano).
    Devo però sottolineare, che essendo un progetto ed essendo autofinanziato (e con questo intendo che per ora non si può spendere) sono in difficoltà nel proporre del denaro, ma credo fermamente nella riuscita, vorrei cercare una formula per condividere le economie al raggiungimento dell’obiettivo….
    non so come dire, forse è una chimera o forse è un modo di lavorare con passione e non solo per denaro…. Io credo che blogger, di professione, che facciano davvero post tutto il giorno e tutti i giorni ce ne siano davvero pochi ad oggi… magari domani non sarà più così.
    sapete suggerirmi una soluzione?
    grazie per l’attenzione e i consigli che vorrete darmi.

    ciao
    simona

  15. Donato 19 settembre 2008 - 3:18 pm | #

    @simona innanzitutto in bocca al lupo per la tua iniziativa.
    Prometto di pensare ad una risposta piu’ articolata appena mi e’ possibile.

  16. simona 19 settembre 2008 - 4:00 pm | #

    grazie Donato,
    a volte capita nella vita di non avere più idee nè risorse, altre volte si ha la sensazione di non stare più nella pelle perchè si vuole creare qualcosa e lo si vorrebbe fare subito e a qualsiasi costo… io ora sono messa così, vorrei fare delle cose, ma mi mancano dele basi, e non vorrei sbagliare.
    Ma rinunciare a un’idea nella quale credi, senza prima approfondire… questo mai! Qualunque tua critica, suggerimento o consiglio sarà molto gradita.
    ti aspetto presto
    ciao
    simona

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