Il giornalista e il blogger prono

Non si tratta di un errore di battitura, c’è scritto prono e non voleva essere porno. Ma veniamo al dunque.

Spero di sbagliarmi, ma vedo un atteggiamento che non mi piace in molti autorevoli blogger, in merito alle querelle Corriere della Sera / Paul The Wine Guy.

Il comportamento di Marco Pratellesi è lodevole, ma resta, a mio avviso una eccezione. Per il resto la maggior parte dei “giornalisti da redazione” – mi rifiuto di parlare di casta anche se va tanto di moda – continuano a prendere a schiaffi i blogger, e cosa ben più grave quasi tutto ciò che riguarda il web, i social network, e così via come se non facessero parte della società che loro dovrebbero essere capaci di raccontare e rappresentare.

I blogger, educatamente, porgono l’altra guancia. Mh.. strano.

Non sarà mica che qualcuno abbia il timore di essere escluso dalla lista degli auguri di Natale, o dal club privato del Golf?

  • Antonio Sofi, suApogeo Online, parla di gentle agreement da raggiungere [non era gentlemen agreement?]
  • Vittorio Pasteris fa i complimenti a Marco per la richiesta di scuse; si, complimenti meritati, ma poi?
  • Giuseppe Granieri, nel post di scuse del blog del Corriere dice:

[...] Bene il Corriere e bene chi ha segnalato. E’ l’informazione che vince e diventa più precisa, nell’interazione. Non è una guerra o una contrapposizione di schieramenti. [...]

No, assolutamente non è una guerra tra schieramenti, ma non sarà il caso di spronare un tantinello di più questi giornalisti ad aprire gli occhi verso un mondo che per lo più ignorano ed invece dovrebbe essere prezioso per la loro vita professionale e per la qualità dell’Informazione del Paese?

Una ulteriore precisazione è obbligatoria per non essere frainteso:
non vedo netta contrapposizione tra giornalisti e blogger, hanno ruoli e compiti diversi nella società dell’informazione, ma a partire da un reciproco rispetto che al momento non c’è. Almeno da parte di certi giornalisti.

I quali si comportano così perché, diciamolo chiaramente, non ci stanno capendo niente di quello che succede nella loro professione, e temono di perdere il posto. Si, ma diciamolo cari amici blogger, per onestà, perché serve a loro per venirne fuori, perché serve a noi per dimostrare di avere spina dorsale. Diciamolo.

Potrebbe interessarti leggere:

10 commenti

  1. PseudoTecnico 30 gennaio 2008 - 1:21 pm | #

    Ripeto quanto ho già scritto: perché tutti si dimenticano che la mancata segnalazione dell’autore era solo una parte del problema? Si continua a ignorare la questione “utilizzo non commerciale”, anche nel post di “scuse”.

  2. Donato 30 gennaio 2008 - 1:32 pm | #

    @francesco
    ho letto e condivido, ma non volevo mettere troppa carne al fuoco ;)
    E nel merito non mi dici niente?

  3. Vittorio Pasteris 30 gennaio 2008 - 1:46 pm | #

    eccomi
    Io non penso che almeno in questo caso i blogger siano stati troppo proni.
    Decodifico il fatto: il responsabile del sito internet del maggiore quotidiano nazionale dice: “ok ragazzi abbiamo fatto un errore grave” e questo non lo nasconde in una pagina interna ma lo mette in home page nei giorni in cui la home page e’ occupata da un sacco di cose importanti
    Ergo comportarsi cosi e’ da signore e da persona seria

    Condivido pienamente che il passo di Pratellesi e’ ancora un esempio raro, ma un ottimo, in effetti gli altri hanno una cultura di rete molto inferiore. Provato sulla mia pelle dato che forse non sai che faccio nella vita
    http://www.pasteris.it/home/what.html

    La cosiddetta casta giornalistica e’ tale, ma ci sono due soluzioni: distruggerla (difficle) migliorarla (possibile) anche perche anagraficamente in 10 anni moltissimi giornalisti cercheranno la pensione perche la rete che prima non li preoccupava ora gli crea non banali paure

  4. Donato 30 gennaio 2008 - 3:06 pm | #

    @vittorio
    innanzitutto grazie per il contributo.
    Ti conosco, e ti seguo, ma per sicurezza ho dato anche un’occhiata alla pagina indicata ;)

    Plaudo come te al comportamento di Pratellesi, l’ho scritto anche nei commenti al suo post, e condivido anche il resto delle tue considerazioni. Solo ho meno fiducia nell’efficacia del “ricambio generazionale”, perche’ accanto ad esempi gloriosi come Biagi e Montanelli, temo che la longevita’ possa essere caratteristica anche di giornalisti mediocri, o semplicemente incapaci di tenere il passo.

    D’altronde basta guardare l’esempio della politica per condividere il mio timore.
    ;)

  5. Vittorio Pasteris 30 gennaio 2008 - 3:49 pm | #

    La “rivoluzione del sistema del giornalismo italiano” e’ l’unica sua salvezza anche per il mondo giornlistico.
    La costituzione di un ordine e di una serie di tutele, che sono ora diventati privilegi di casta per un abuso, e’ una cosa giusta e importante per difendere la liberta dell’informazione. Ora le distorsioni sono troppe anche se nello stesso modno giornalistico ci sono persone che cercano davvero di cambiare le cose
    Internet e le blogsfere hanno fatto grandi cose per realizzare un mondo – modo nuovo di fare informazione diversamente
    Gli editori hanno capito la cosa e stanno tirando la corda sentendosi forti
    i giornalisti reagiscono con un braccio di ferro
    E per la cronaca in mezzo rimangono schiacciati quelli delle redazioni web.
    concludo con un copia incolla dal tuo commento: D’altronde basta guardare l’esempio della politica per condividere il mio timore.

  6. as 30 gennaio 2008 - 3:53 pm | #

    perché cos’ho scritto io? accidenti, m’è scappato, grazie mille, correggo :)

    quanto al resto, continuo a pensare (e lo dico e scrivo da anni ormai, non certo da questo caso specifico) che sia importante invece confrontarsi e trovare più punti di contatto e di dialogo possibili con chi ha buona volontà (gli altri: peggio per loro, il mondo andrà avanti lo stesso, e loro resteranno inesorabilmente indietro). :)

  7. Donato 30 gennaio 2008 - 6:16 pm | #

    Ecco, Antonio, e’ il passaggio in parentesi che mi mancava.
    Sulla prima parte del concetto siamo perfettamente d’accordo, e spero si capisca anche da quello che ho scritto, ma una volta riconosciuto il merito a Pratellesi, e a chi come lui ha scelto di non ficcare la testa sotto la sabbia, il resto e’ zavorra, e qualcuno glielo dovrebbe far capire.
    ;)

  8. Donato 30 gennaio 2008 - 10:02 pm | #

    @vittorio pasteris
    Mi era sfuggito il tuo secondo commento.
    Penso di stamparlo su delle magliette, andrebbero a ruba in certi ambienti.
    :)

    Grazie, fa sempre piacere avere qualche conferma di non essere del tutto un pazzo visionario.

  9. g.g. 31 gennaio 2008 - 12:05 pm | #

    Quello che io non capisco è la necessità di fare sempre polemica. C’è una differenza sostanziale tra “essere proni” ed osservare un fatto e leggerlo come un segnale (anni fa non sarebbe successo) che procede in una direzione che richiede tempo e che tutti vogliamo.
    Io personalmente credo al dialogo più che allo scontro, con Agamennone come con il guardiano dei suoi porci (tanto per fare una citazione). Con questo qualunquismo, ovviamente, i processi si rallentano, non si agevolano.

  10. Donato 31 gennaio 2008 - 3:08 pm | #

    @gg
    Mi pare che tu l’abbia presa troppo sul personale, e che forse ti sia lasciato fuorviare dal titolo, senza dare il giusto peso al contenuto del post.

    Il mio messaggio, e mi pare che altri lo abbiano colto, in estrema sintesi e’:
    bravo Pratellesi, ma:
    1. e’ una eccezione
    2. non c’e’ rispetto reciproco
    3. non c’e’ guerra di schieramenti (come tu stesso dici) perche’ i ruoli sono diversi
    4. quei giornalisti che non capiscono questo – e sono la maggioranza – hanno in verita’ imboccato la via del tramonto.

    Mi pare che della vicenda, invece si sia detto solo: bravo Pratellesi. E tutto il resto?

    Dov’e’ il qualunquismo?
    Qualcuno ha invocato guerre di religioni o gridato alla vittoria?
    Non qui, non mi pare proprio.

2 trackback

  1. Di » Citizen Journalism | Il blocco-note di Markingegno il 1 febbraio 2008 alle 11:45 am

    [...] dal precedente post su questo argomento, anche se non ho ancora ricevuto alcuna replica alla mia risposta all’accusa di qualunquismo che mi è stata mossa. Un’accusa particolarmente sgradita [...]

  2. [...] anche qui, da punti di vista differenti: le implicazioni ed i non facili rapporti di convivenza tra blogger e giornalisti e giornalisti e cittadini [...]

Lascia un commento

La tua mail non sarà mai pubblicata o ceduta a terzi. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*