Due parole ancora sul giornalismo. L’industria dell’Informazione sta cambiando, e quando questo succede, qualunque sia il settore, c’è chi cavalca l’onda del nuovo che avanza, e chi invece cerca di opporvisi, rimanendone in molti casi travolto.
Io non faccio giornalismo, mi occupo di materie attinenti, e da appassionato di Comunicazione, esprimo liberamente il mio pensiero in proposito. Non torno sul dibattito animato dal precedente post su questo argomento, anche se non ho ancora ricevuto alcuna replica alla mia risposta all’accusa di qualunquismo che mi è stata mossa. Un’accusa particolarmente sgradita dallo scrivente.
Non ritengo il blogger l’alternativa al giornalista, al contrario, sono convinto che in futuro praticamente non esisterà tale distinzione. Proprio in virtù di questo, mi sono permesso di sollecitare tre giornalisti (e blogger) che stimo per la loro professionalità, ad una presa di posizione più decisa sulla questione.
Sicuramente non ho l’autorità per farlo, forse nemmeno l’autorevolezza, ma, ehi, sono conversazioni.
Intanto, prestare orecchio anche a quello che succede proprio in questi giorni a New York potrebbe aiutarci a capire dove stiamo andando, considerato che Roma non è caput mundi da un pezzo ormai:
A cui aggiungo una citazione al post di Sarah Meyers a commento del suo video:
Jeff Jarvis starts the panel by saying “I’m not sure it’s all about content. I think it’s about other things too like communication.” I agree with Jeff when he talks about what’s so special about publishing online. It’s not all about the content. It’s also about crowd sourcing, coming together to make a change, helping humanity and communication.
Innovating content is one of the hardest things for big media when competing with blogs. They need a unique perspective like citizen journalists have. However, the citizen journalists are not making enough money. Jeff Jarvis says that the perceived value of content online is close to zero.
La conversazione può continuare, deve proseguire, perché il cambiamento è in atto e noi ne siamo sia protagonisti che spettatori, e con le nostre parole possiamo migliorare l’esistente e scoprire il nuovo. Basta non arroccarsi dietro la propria scrivania, nel chiuso di questa o quella redazione, come purtroppo qualcuno sta ancora facendo.
Edit 17.00
Francesco parla di Citizen Journalism su Appunti Digitali proprio oggi. Giuro che non ci siamo sentiti su questo argomento, eppure le nostre opinioni sono fortemente concordanti. Sono queste belle coincidenze che si descrivono con il termine serendipity? No, non è una domanda retorica, chiedo conferma per essere certo di aver capito bene.
Francesco cita in particolare la proposta di Chris Mooney di fondare una “Bloggers Guild of America”.
L’idea è affascinante, così a caldo, mi vengono in mente due cose:
- purché non sia un albo o un veicolo di corporativismo becero:
- perché non pensarla in chiave 2.0, quindi un bel social network (o utilizzandone uno esistente)
.
Si, come dicevo prima dell’edit, l’argomento non si chiude qui.
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Un commento
E’ una serendipity che testimonia un sentire comune, una percezione che inizia a diffondersi tra chi fa informazione e non accetta di essere guardato dall’alto in basso solo perchè non ha la tessera del club.
Io nella vita faccio altro, scrivo per passione. Ho sempre amato scrivere ed ho sempre amato le tecnologie, scrivere di tecnologie è per me un piacere.
Capisco però perfettamente le proteste di chi, invece, scrivendo online si guadagna, non dico da vivere, ma almeno buona parte dei propri introiti e deve subire discriminazioni.
Concordo pienamente con te, guai a creare albi, ordini o club privati per distribuire poltrone e favori.
Mi piace molto la tua impostazione 2.0, strutturata a dovere potrebbe essere un buon modo di unire gli sforzi. Un social network nel quale chiunque è libero di esprimere la propria opninione ed ascoltare quella degli altri, che potrebbe addirittura portare alla stesura, ad esempio, di una “carta di diritti” votata dalla community.
Le idee ci sono e sono tante, ma a chi l’arduo compito di trasformarle in realtà?
Un trackback
[...] più o meno gli stessi concetti li esprime un pinco pallino qualsiasi [pinco e pallino sono due link diversi], la soglia di attenzione e’ molto più [...]