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Il Succo Non c’è, lo Scandalo? Neppure

 

by Donato Carriero

Il Succo dello Scandalo

Paul The Wine Guy chiama 10 blogger al cellulare e, sotto mentite spoglie, gli propone di scrivere un post a pagamento su un succo di frutta, prodotto volutamente non tecnologico.

Uno, Gianluca, si rifiuta, anche Enrico, per quanto mi è dato sapere non accetta, proponendo soluzioni che non mi sembrano così compromettenti, ma da PTWG riceve solo una mezza assoluzione, e così, a naso, sembrerebbe frutto di un certo timore reverenziale nei confronti del noto superpotere di Suzukimaruti: il pippotto infinito del blogger torinese, di cui Paul potrebbe aver paura. Chissà.

Le reazioni a questa storia scillano dal “mala tempora currunt” al “signora mia, dove siamo finiti”, passando per un paragone la telefonata rivelatrice all’inchiesta di Striscia la Notizia sui protagonisti della Tv che sfoggiano durante le trasmissioni, abbigliameto ed accessori sponsorizzati senza dichiararlo, né ai telespettatori né al fisco.

Pay per Post

L’accusa mossa ai blogger, è quella di essersi venduti, accettando del denaro per scrivere un articolo su di un prodotto di cui altrimenti non avrebbero parlato.

Ho cercato di mettermi nei panni di quei blogger che hanno ricevuto la falsa offerta, e mi sono chiesto, cosa avrei risposto io al posto loro? E tu cosa avresti risposto?

Posso dire in tutta onestà che non avrei accettato se non mi fosse stata data la possibilità di dichiarare apertamente che si trattava di un post scritto a pagamento, ma a parte questo non credo che avrei rifiutato, perché non ci vedo niente di così indegno. Certo non avrei avuto un listino pronto, perché mai avrei pensato prima di ora a questa eventualità, ma dov’è il peccato originale di chi dice “questo post lo scrivo perché mi pagano per farlo”?

Quindi sono un rinnegato anche io. Allora ho provato a ragionare ed approfondire cosa ci sia di così scandaloso nel fatto che un blogger accetti di essere pagato per un post, e francamente non capisco tanto scalpore, a patto che:

  1. il blogger dichiari [full disclosure] che il post è scritto su commissione
  2. ci sia il massimo sforzo di rimanere obiettivi ed imparziali rispetto al prodotto e/o a chi commissiona il post; non è facile, ci si può riuscire; se non lo vuoi o non lo sai fare, è peggio per te, perché se lodi un succo di frutta che al resto del mondo risulta disgustoso la tua credibilità finisce sotto i tacchi dei lettori
  3. potendo scegliere, preferirei rimaere in topic rispetto agli argomenti trattati sul mio blog;

Accettare un paid post da parte del blogger è un rischio in ogni caso perché:

  • può modificare la percezione che il lettore ha del blogger stesso,
  • se diventano troppo frequenti possono essere elemento di disturbo, e portare il focus del blog off topic, ovvero lontano dai temi di cui solitamente si interessa, finendo col disinteressare i lettori.

Trenta Denari

Un’altra domanda che mi sono fatto è: conviene alle aziende usare i pay per post, come strumento di marketing? Qualcuno lo sta già facendo?

Si, mi pare di capire che qualcuno, in qualche modo lo stia facendo, e sarebbe proprio interessante avere dei numeri in merito; li ha chiesti Mafe, che secondo me ne sa più di quello che ci racconta, e forse potrebbe dirci qualcosa in più in proposito anche lo stesso Suzukimaruti: il pay per post, dal punto di vista dell’azienda, paga?

Totalmente a naso ipotizzerei che la risposta sia si per alcune tipologie di prodotto, più che per altre. Per i succhi di frutta direi di no, la tecnologia forse di più. Certo, la Apple non credo che ne abbia bisogno, altre aziende invece potrebbero non avere un brand ed utenti tanto appassionat da creare il buzz ad ogni pié sospinto. Per queste potrebbe valere la pena spendere una parte del budget di marketing per innescare la discussione. Ci sono diversi modi per innescare la discussione, il pay per post mi pare comunque una strategia piuttosto rozza, e secondo me meno efficace di altre. Forse può servire di supporto in un piano strategico più ampio.

Ecco, in verità, se un’azienda mi cercasse, spererei che lo facesse per discutere del Piano strategico della Comuncazione, non per chiedermi di scrivere un post a pagamento. Sarebbe decisamente più stimolante dal punto di vista professionale e magari acnhe meglio retribuito.

Detto questo, se è vero che le cifre richieste dai blogger oscillano tra i 350 e 1.500 Euro, beh, per qualsiasi cifra in quel range, ora come ora, credo che accetterei di scrivere un post a pagamento, a patto di rispettare le condizioni dette sopra.

Libera Nos a Malo

Se rimango sincero ed onesto verso i lettori non vedo niente di male nel prendere dei soldi in cambio di un post, ma dimmi quale sarebbe il peccato, perché sono pronto a riconoscere l’errore e chiedere perdono.

Gianluca, la cui decisione di non accettare è assolutamente rispettabile e a parere di molti l’unica onesta, quali sono le motivazioni per cui hai detto di no?
Se ti va di rispondere, chiedo solo per comprendere un punto di vista che potrebbe essere diverso dal mio, non per mettere in discussione la tua scelta.

A tutti voi che avete partecipato a contest meme e simili, non avete fatto lo stesso? Scrivere un post, mettere un link per qualcosa in cambio. Ora vi scagliate contro chi dovesse prendere soldi?

.

PS.
La denuncia di Stricia la Notizia, è dovuta al fatto che: il telespettatore non è conscio che quei gioielli mostrati dal personaggio di turno sono sponsorizzati, e soprattutto dal rischio che per quelle sponsorizzazioni non si paghino le tasse e soprattutto non ne beneficino le reti/trasmissioni. Sono convinto che non spariranno, saranno solo regolamentate.

.

Edit 21.10.09

Ma in tutto questo, come si sarebbe dovuta comportare l’azienda dei succhi di frutta, o la tua azienda, invece di comprare inutili post a pagamento? Enrica da qualche utile suggerimento, e in generale, informarsi, dialogare, chiedere, è il primo passo. Puoi iniziare esprimendo un’opinione o ponendo una domanda nei commenti.

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Comments (24)

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  • Buttha - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 11:59 am

    ho ricevuto una proposta ieri (e ho scritto un post a riguardo oggi) ed ho rifiutato. In precedenza avevo ricevuto un’altra offerta da un’azienda che cura le PR per un grossissimo marchio (quella che produce il touch gingillo con il quale ti stai divertendo), in quel caso non c’era un’offerta in denaro e anche in quel caso ho declinato.

    Perchè? Perchè nel mio blobg parlo di quello che mi pare e piace e non lo faccio su commissione. Perchè è un luogo totalmente no profit (non ho neanche un banner) dove racconto di cose o di fatti che hanno attirato la mia attenzione, piuttosto che una bacheca commerciale.
    Un’intrusione commerciale (che sarebbe assolutamente onesta se seguisse i tuoi tre punti) la vedrei comunque come una snaturalizzazione del blog che, da “fenomeno home-made” diverrebbe veicolo di promozione commerciale.

    E poi e soprattutto: se il contenuto della “inserzione” non mi interessa (se, cioè, dovessi parlare di un prodotto che non ritengo bello, utile o interessante) non mi andrebbe di parlarne sul blog: se non interessa a me, cosa mi può far ritenere che possa interessare i miei lettori? Niente.

    Ritengo che il mio lettore tipico mi segua per scoprire qualche curiosità, farsi due risate, o relazionarsi a me e non per vedere pubblicità.

    A parte questo, sono totalmente d’accordo su tutto quello che scrivi: i tre punti come prerequisito e i due rischi rimanenti.

  • Donato - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 12:07 pm

    @buttha – che schifo, non c’e’ proprio gusto a parlare con te. siamo sempre d’accordo. Preferisco glissare, sai, come dice il Mr. Wolf di Pulp Fiction…
    non devo onctinuare, vero?
    ;)

    Ah, si, un’altra condizione che avrei dovuto mettere e’ che devo essere libero di dire quel che mi pare, in positivo o in negativo.
    Ovvero, tu azienda puoi pagare perche’ parli del prodotto, ma mi paghi anche se scrivo che non lo comprerei mai. A tuo rischio e pericolo, prendere o lasciare.

  • wolly - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 12:08 pm

    Allora ho provato a ragionare ed approfondire cosa ci sia di così scandaloso nel fatto che un blogger accetti di essere pagato per un post, e francamente non capisco tanto scalpore, a patto che:

    1. il blogger dichiari [full disclosure] che il post è scritto su commissione
    2. ci sia il massimo sforzo di rimanere obiettivi ed imparziali rispetto al prodotto e/o a chi commissiona il post; non è facile, ci si può riuscire; se non lo vuoi o non lo sai fare, è peggio per te, perché se lodi un succo di frutta che al resto del mondo risulta disgustoso la tua credibilità finisce sotto i tacchi dei lettori
    3. potendo scegliere, preferirei rimaere in topic rispetto agli argomenti trattati sul mio blog;

    Fossero tutti così i post a pagamento non ci sarebbe nulla di male, il problema è quando ti pagano, scrivi un post stratosferico e ci si dimentica di avvisare che si è stati pagati

  • Donato - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 12:18 pm

    @Wolly – grazie per il commento, mi interessava conoscere la tua opinione, che a quanto pare non e’ diversa dalla mia.

    Pero’ credo che chi si comporta come dici possa essere smascherato abbastanza facilmente, basta avere il coraggio di fare i nomi, se ci sono davvero.

  • aggery - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 12:42 pm

    Rimpiango la blogosfera ricca di contenuti e povera di banner, payperpost e amenità varie.. Non stavamo forse meglio senza i vari buzz e le agenzie pr?

    A prescindere dall’onestà (sbandierata) o meno dei personaggi in questione, trovo comunque sgradevole l’impatto della pubblicità nel pianeta blog. Essere abituati a un certo tipo di contenuti, e vederli sostituiti da post promotori di prodotti telefonici e altro, personalmente mi infastidisce come lettore.

    Aspetto gli adsense anche nei commenti di friendfeed, dopodichè, emigrerò in un paese dove l’unica rete sarà quella con cui pesco le alici…

  • gluca - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 1:09 pm

    Ciao,
    come preambolo – non giudico chi lo farebbe, io non lo farei. E ti dico perchè:
    1) il pay per post (con scambio monetario, intendo) mi mette tristezza, proprio un’immensa tristezza interiore. Una cosa insopportabile, almeno finché non sarò in stato di indigenza cosi’ spinto da aver problemi di ben altro livello. Ma questo è un problema mio personale.

    2) se l’argomento mi interessa, ne parlo spontaneamente. Credo che chi mi legge mi legga proprio per questa scelta, per leggere i pubbliredazionali ci sono le edicole apposta.
    2a) anche se mi interessa, ne vorrei parlare con i tempi e con i modi che piacciono a me, magari due mesi dopo che la campagna è stata effettuata.
    2b) trovo una palla quelle campagne di blogger che parlano tutti insieme della stessa cosa o dello stesso prodotto, che magari è pure interessante, in se’.

    3) se non mi interessa, probabilmente non interessa nemmeno ai miei lettori, e comunque non riesco a dissimulare facilmente il mio disinteresse, o comunque farlo mi costerebbe tempo e fatica. Se tu azienda di succhi di frutta non capisci che scrivere un post di succhi di frutta su un blog di marketing non ti serve a nulla, ehi, mi spiace, ma la tua stupidità potrebbe traboccare e invadere il mio blog.
    3a) se ti interessa la mia opinione, perche’ non apri un blog e mi chiedi di scrivere una “opinione” sul tuo blog, in cui sono specificati se i redattori delle recensioni sono pagati o meno?

    4) esiste gia’ la pubblicità sul mio blog, è quella di Metafora. Contattate loro, mandate pure succhi di frutta a volonta’. Se piacciono ai “soci”, pagate per fare pubblicità come gli altri.

    5) insomma il pay per post è brutto a vedersi sia per chi lo fa che per chi lo paga. Svende inutilmente il capitale sociale del blogger, un po’ come quei link sponsorizzati che svendono e penalizzano poi il PR di Google, senza dare niente all’azienda che lo paga. Secondo me.

    Poi io non giudico la “moralità” proprio di nessuno. Secondo me scrivere un post dicendo che è a pagamento BENE IN CHIARO anche a chi ci arriverà mesi dopo da Google (mettendo una nota nel titolo, per esempio) è in area grigia, ma cmq non deprecabile a priori.
    ciao
    gluca

  • Donato - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 1:41 pm

    @aggery – punto di vista condivisibile. Deludere o infastidire il lettore e’ uno dei rischi di cui parlo.
    Peraltro, se abitualmente parlo di succhi di frutta o bevande in genere, il lettore dovrebbe essere interessato. L’importante e’ che sappia, che sta leggendo un articolo sponsorizzato.

  • Maxime - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 2:35 pm

    Alla fine del post di PTWG c’è scritto:

    Un altro mi ha chiesto di spedirgli una mail perchè era dubbioso ed impegnato, lo specifico prima che si incazzi. Ma non è stato cristallino come Gianluca, ecco.

    Nelle varie interpretazioni di tutto ciò che non è stato detto e scritto, credo di aver notato tanta confusione. Non è che si potrebbe specificare di chi si tratta? Prima che si incazzi, eh. :P

  • Donato - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 2:37 pm

    @gluca – grazie. Sottoscrivo in pieno le tue osservazioni.

    Non sono cosi’ convinto che pagare per la pubblicita’ su un blog sia equivalente o possa essere paragonato a comprare un post sullo stesso, dal punto di vista dell’azienda.

    Se appropriato [attinente agli interessi del blogger e dei suoi lettori] per l’azienda innescare una conversazione potrebbe essere piu’ interessante.

    Per questo, e per evitare che tutti parlino dello stesso argomento allo stesso momento, al posto dell’azienda sceglierei un numero molto ristretto di blogger, e con grande cura.

  • Suzukimaruti - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 2:47 pm

    Post muy interessante, perché si fa molte domande ed è sempre un bene. Direi che provo a rispondere con un post, altrimenti finisce che faccio un commento chilometrico e poi vi vengono le rughe a leggerlo. :-)

  • catepol - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 2:48 pm

    Avendo precisato che io lo farei alle condizioni che dici tu donato…anche io continuo a non capire che c’è di male. Per me è ovvio non prendere in nero nulla (se mi paghi, emetto ricevuta o fattura, come faccio per qualunque collaborazione). Se poi mi dai la facoltà di provare anche il prodotto, ben venga (anche solo provarlo senza soldi). Se mi vuoi pagare per questo è perchè ritieni che io porti reddito a te, così facendo. Sei tu che fai marketing e hai studiato la situazione, quindi sai bene che se posto per te, sei tu a guadagnarci, Gli spiccioli che dai al blogger sono la fettina più piccola della torta. IMHO. Ripeto, a me valutare se va o meno contro la policy del mio blog e di quello che scrivo di solito. Se può o non può essere di interesse, anche minimo, per i miei lettori. Certo non ci vado a perdere la faccia. Ovvio che preciso, come ho sempre fatto: “Occhio, lettori, questo post è scritto perchè…mi pagano, mi hanno chiesto, mi hanno mandato il prodotto, mi hanno fatto un regalo ecc.”

  • Donato - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 3:04 pm

    @Maxime – avevo letto ma non avevo idea di chi fosse l’interessato.

    @Catepol – si basta essere chiari, come dice Gianluca nel post stesso, per chi arriva li’ direttamente da Google.

    Ovviamente sta al blogger valutare il rischio che i lettori non apprezzino la scelta.

  • Donato - Rispondi
    gennaio 19, 2009, 3:07 pm

    @Suzukimaruti – Grazie per aver lasciato un commento e per non averci fatto venire le rughe. :-P

    Vado a prendere un paio di occhialini da lettura per non affaticare gli occhi quando pubblicherai il tuo post sull’argomento. :)

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  • Enrica - Rispondi
    gennaio 20, 2009, 7:20 pm

    Argomento interessante. Sul mio blog ne parlo dal punto di vista opposto, quello dell’azienda che dovrebbe fare pubblicità a un prodotto nuovo.

  • Donato - Rispondi
    gennaio 20, 2009, 7:49 pm

    @Enrica – ho letto il tuo post – prima del tuo commento qui, intendo ;)
    Ho assunto quel punto di vista nel mio post successivo a questo, ed immediatamente correlato ad esso, sulle regole di ingaggio.. se hai voglia di leggerlo…

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    gennaio 21, 2009, 9:43 am

    [...] regalato. A mio modo di vedere stiamo parlando della stessa cosa. Sono invece più in accordo con Donato che equipara la cosa ai mille contest e meme che invadono la rete. Che differenza c’è tra un [...]

  • soloparolesparse - Rispondi
    gennaio 21, 2009, 10:07 am

    Proprio non vedo il problema (e ne parlo oggi)… naturalmente a patto che sia dichiarato che il post è sponsorizzato.
    Poi sta all’autore mantenre una sua correttezza di opinioni e non perdere così autorevolezza.
    Credo molto nella rete e nella sua capacità di autoregolamentarsi (distinguendo, in questo caso, onesti da meno onesti)

  • Buzz marketing e pay-per-post - Rispondi
    gennaio 21, 2009, 11:46 pm

    [...] Dopo qualche giorno in rete si sviluppa un’interessante discussione che pone stimolanti riflessioni. [...]

  • Andrea - Rispondi
    gennaio 26, 2009, 9:30 pm

    credo che in tutto ciò, sia quantomeno inverosimile una capagna di passaparola con post a pagamento per un succo di frutta. Non sto qui a discutere il fatto di essere pagati, che comunque non trovo necessario ne utile , ma piuttosto (lo so che era uno scherzo) normalmente per un prodotto come questo, di largo consumo e soprattutto non complesso, si usano altre strade: creare una storia attorno al prodotto (o anche con un evento dedicato all’universo che ruota attorno al prodotto..ad esempio benessere, sport ecc. ecc.), o andare direttamente sui grandi numeri grazie al passaparola offline.
    Anche se fossi stato propenso al pay per post, non so se avrei mai accettato di parlare semplicemente di un prodotto come questo, dove non c’è teaser dietro e soprattutto dove non si può raccontare nemmeno il gusto, dato che può essere molto soggettivo. Se scrivo di un servizio o un prodotto lo faccio perchè sto raccontando qualcosa o sto dando un servizio a chi mi legge dando un mio punto di vista, quindi lo faccio anche gratuitamente.

    Ovviamente è il mio punto di vista.

  • [...] di molti blogger, essere pagato per scrivere, si avvera, e personalmente, continuo a non trovarci nulla di scandaloso, a patto che tutto sia chiaro, trasparente, [...]

  • antnio - Rispondi
    gennaio 26, 2010, 10:00 pm

    Vi spiego la domanda che mi sto facendo da un po’.
    Ho notato che alcuni blogger affiliati a reti di marketing /es zanox o tradedoubler/ mettano i banner sul blog o dentro il post (a fine o al centro come intermezzo), ma taluni ogni tanto scrivono post praticamente incentrati sulla tale azienda e giù lnk al sito rigorosamente con il loro id affiliato. ad esempio: appare post dal titolo “i migliori last minute consigliati da…” e come contenuto del post tutto un giro di parole in cui il blogger vuole convincere il lettore che i siti che gli elenca (con link) sono i miglior nel settore. Da nessuna parte specificano che loro sono affiliati o che chi seguirà quel link e farà un acquisto farà guadagnare soldi anche al blogger. ad un utente imesperto nulla rivela che il blogger glo sta consigliando solo siti dove lui è affiliato.
    E’ una tattica corretta secndo voi? Non è un post a pagamento ma è evidente secondo me il chiaro intento di mascherare qualcos’altro con la scusa del semplice consiglio

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